MARINO. GIUDIZIO POSITIVO ACCORDO ILVA. MA PREGIUDIZIO GRAVE SU AUTONOMIA STRATEGICA ITALIA NEL SETTORE ACCIAI.

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Attesa per l’esito referendario che giovedì sarà concluso dopo lo svolgimento delle assemblee dei lavoratori dell’ILVA.

La sezione del PCI di Marino, alla notizia dell’accordo raggiunto tra Sindacati, Mittal Arcelor e Governo, circa le sorti dell’ILVA e il risanamento ambientale, sulla scorta dei dati in possesso dei comunisti, attendono di conoscere l’esito della consultazione referendaria all’interno della fabbrica che i lavoratori stanno esprimendo nelle assemblee e col voto. Intanto, nel merito dell’accordo, esprime questo giudizio:
Gli impianti dell’Ilva dopo 4 anni dal sequestro per disastro ambientale da parte della magistratura hanno trovato un acquirente. L’accordo siglato sull’Ilva è un bel risultato di questo governo e dei sindacati. Il gruppo Arcelor Mittal acquisisce l’Ilva e garantisce i livelli occupazionali, anche grazie all’ incentivo ad esodo volontario (che deve però prevedere effettivi, rapidi ed adeguati percorsi di reinserimento nel mondo del lavoro dei lavoratori), e le tutele dei lavoratori. Viene mantenuto addirittura l’articolo 18 e non sarà applicato il Jobs Act. Non possiamo che plaudere a questa buona notizia per così tante famiglie. E il piano di ristrutturazione ambientale pare perfino migliorativo rispetto a quanto richiesto dal precedente governo e questo è bene per l’intero territorio nazionale. Salvaguardia e rilancio occupazionale, rilancio industriale e tutela ambientale sono, infatti, i cardini del rilancio del paese. A sindacati e politica il dovere di vigilare sul rispetto dell’accordo, dei tempi previsti e sulla sicurezza reale sul lavoro. Il neo, che però oggi risulta secondario rispetto all’ urgenza oggettiva di famiglie e ambiente, è che un settore strategico quale quello dell’acciaio finisce in mani straniere. Noi comunisti continuiamo a ritenere che sia necessario un grande piano di nazionalizzazioni che rimetta nella disponibilità dello stato i settori strategici quali metallurgia, trasporti, infrastrutture, beni culturali. Continueremo dunque a lavorare perché sia lo Stato e non chi cerca il profitto a rilanciare questo paese ma siamo consapevoli che la strada sia lunga e che oggi sia comunque una buona giornata per il paese e per il futuro di tanti lavoratori.

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