ITALIA, TISO(IC): “ITALIANI DISINTERESSATI. COLPA DEI POLITICI TUTTO “SOCIAL” E ZERO PROPOSTA”

ITALIA, TISO(IC): “ITALIANI DISINTERESSATI. COLPA DEI POLITICI TUTTOSOCIAL” E ZERO PROPOSTA

12/09/2018 0 Di Marco Montini

Questo arti­co­lo è sta­to let­to 198 volte!

Nell’attuale con­testo politi­co, sono tan­ti col­oro che si eserci­tano a fare gius­tizia som­maria, criti­care l’azione altrui, sen­za pro­porre, sug­gerire, cor­reg­gere, con­sideran­dosi pre­sun­tu­osa­mente cus­to­di delle nuove ver­ità al pun­to di ritenere inutile ogni for­ma di con­fron­to, di scelta e respon­s­abil­ità in ordine ai prob­le­mi del vivere civile, nel rispet­to delle regole. Infat­ti, dire sem­plice­mente che le cose van­no male e bas­ta è come ammet­tere le pro­prie respon­s­abil­ità di aver con­sen­ti­to ad altri di scegliere e decidere, dan­do loro la facoltà di agire sen­za curar­si di dove ed in quale direzione va lo Sti­vale. E non ci si può mer­av­igliare, dunque, quan­do, in mer­i­to ai nos­tri concit­ta­di­ni, meno del 10% par­la di polit­i­ca, men­tre solo il 17% ascol­ta i dibat­ti­ti politi­ci, una fet­ta molto pic­co­la del­la popo­lazione parte­ci­pa a comizi o a cortei, e meno dell’1% svolge attiv­ità di volon­tari­a­to per i par­ti­ti. Negli ulti­mi anni, inoltre, qual­cosa e cam­bi­a­to: han­no pre­so piede i “social”, una sor­ta di adunan­za per­ma­nente dove si dis­cute, sen­za par­lare, e giù ingiurie, invet­tive, in dife­sa non di un con­cet­to, una pro­pos­ta. Alla luce di tut­to questo, pos­si­amo affer­mare con certez­za che, oggi, la polit­i­ca è in decli­no per il liv­el­lo cul­tur­ale che vola bas­so, poche pro­poste, spes­so illu­sorie, ma a coman­dare sono i soli­ti, più o meno conosciu­ti. Occorre un inter­ven­to che pun­ti a nobil­itare la polit­i­ca, lib­er­are intel­li­gen­ze, capac­ità, bravu­ra, cre­ativ­ità ossia le migliori energie di ogni età e con­dizione sociale, per dar cor­po, ani­ma, pen­siero e vita alle reali aspi­razioni del­la gente rispet­tosa delle regole cos­ti­tuzion­ali. La Democrazia, non si real­iz­za nell’esercizio del dirit­to alla paro­la, ma nel dovere di sapere ascoltare anche i più flebili lamen­ti di quan­ti non han­no voce per far­si sen­tire, anzi, priv­i­le­gian­do tali lamen­ti, per­ché in essi c’è la voce più vic­i­na alla realtà”.

Così, in una nota, il por­tav­oce di Inizia­ti­va Comune, Roc­co Tiso.