DURO ATTACCO DI UN GIORNALE LOCALE AL M5S DI ROCCA DI PAPA, LA REPLICA

DURO ATTACCO DI UN GIORNALE LOCALE AL M5S DI ROCCA DI PAPA, LA REPLICA

14/07/2020 2 Di REDAZIONE COLLETTIVA

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“Il Movi­men­to 5 Stelle di Roc­ca di Papa can­di­da nes­suno: Mar­co D’An­toni”, così il gior­nale locale “Il Seg­no” in un arti­co­lo non fir­ma­to.
Si apre in questo modo la cam­pagna elet­torale per le ammin­is­tra­tive di Roc­ca di Papa.
Accuse di “salto del­la rana” per il can­dida­to sin­da­co “tra Lega, Pd, e civiche”, di aver mes­so in lista tut­ta la famiglia al com­ple­to e di essere sta­to impos­to come can­dida­to dal sen­a­tore M5S Dessì.
Il grup­po locale risponde a queste “stu­p­idag­gi­ni” con un comu­ni­ca­to invi­a­to ad altre tes­tate gior­nal­is­tiche per­chè “Il Seg­no non ci ha con­ces­so il dirit­to alla repli­ca, con­tro la legge”.
E spun­ta una parte­ci­pazione ripetu­ta alle riu­nioni politiche del grup­po da parte del diret­tore de “il Seg­no”, che avrebbe poi rin­un­ci­a­to a entrare nel Movi­men­to per “motivi di oppor­tu­nità per­son­ali”.

“Il Meet­up di Roc­ca di Papa ha alza­to un soprac­ciglio di fronte all’articolo riguardante la can­di­datu­ra del Movi­men­to 5 Stelle nel nos­tro paese, com­par­so su ‘il Seg­no’ lo scor­so 11 luglio, il quale denun­cia il Movi­men­to come non incline a rispon­dere alle domande, quan­do nell’articolo è evi­dente che non è sta­ta fat­ta alcu­na doman­da.
Inoltre, con­tro le regole dell’Ordine dei Gior­nal­isti, ci è sta­to anche nega­to il dirit­to a una repli­ca, che ci ha costret­to a riv­ol­ger­ci ad altre tes­tate locali.
Questo ci fa com­pren­dere quan­to incline al con­fron­to sia l’anonimo autore, e quan­to siano fer­ree le sue certezze.
Certezze sul Movi­men­to 5 Stelle di Roc­ca di Papa che ha volu­to ren­dere pub­bliche alla cit­tad­i­nan­za cor­rob­o­rate non da prove, ma neanche da vaghi sospet­ti. Insom­ma, da stu­p­idag­gi­ni.

Inizial­mente, si copia per Mar­co D’Antoni la stes­sa bat­tuta che fece Win­ston Churchill il giorno in cui inau­gurò il gov­er­no nazionale insieme alle oppo­sizioni di Clement Attle. Del suo avver­sario disse: “Al numero 10 di Down­ing Street si è fer­ma­to un taxi da cui non è usci­to nes­suno: era Clement Attlee.”
Pec­ca­to che dopo cinque anni quel nes­suno divenne Pres­i­dente del Con­siglio. Quin­di lo pren­di­amo come un buon augu­rio al nos­tro attivista Mar­co D’Antoni.

“La sua sto­ria polit­i­ca (di D’Antoni, ndr) è una schizofre­nia: pri­ma PD, poi Lega, poi civiche…”
Strani salti di coscien­za per un indi­vid­uo che non si è mai iscrit­to a nes­sun par­ti­to, non si è mai can­dida­to con nes­suna lista civi­ca, ne’ ha fat­to cam­pagna elet­torale per alcun can­dida­to pri­ma di atti­var­si nel Movi­men­to 5 Stelle nel 2014. Rite­ni­amo quin­di che la schizofre­nia sia la con­clu­sione di chi questi fat­ti si rifi­u­ta di accettar­li.

“Negli ulti­mi cinque anni si è dis­tin­to per aver allon­tana­to dai 5 Stelle tante poten­zial­ità”
Tra cui ‘l’anon­i­mo autore’ dell’articolo in ques­tione.

“Ha fat­to diventare il 5 Stelle un clan familis­ti­co”
Su questo gli attivisti e can­di­dati si dichiara­no dis­posti alla pro­va del DNA. Sal­van­do i pos­si­bili casi for­tu­iti e taciu­ti dovu­ti alla debolez­za dell’essere umano, D’Antoni non ha par­en­ti di sangue all’interno del­la lista comu­nale. Quin­di non com­pren­di­amo da dove giun­ga un’illazione sim­i­le, se non da malu­mori di orig­ine per­son­ale dell’’anonimo’ autore.

“Il Sen­a­tore Dessì l’ha scel­to per Roc­ca di Papa” Il sen­a­tore Dessì sarebbe il pri­mo a dire che la base del Movi­men­to si autode­ter­mi­na. Nes­suno può met­tere boc­ca su chi gli attivisti scel­go­no come can­di­dati all’interno di una comu­nità. Cer­to è inusuale per i fau­tori del­la vec­chia polit­i­ca, ma un sen­a­tore M5S non osa. E non oserebbe neanche quel­lo che potrebbe sem­brare il più diret­to inter­es­sato, neanche pas­sato nel miri­no dell’autore dell’articolo: il dep­u­ta­to Francesco Sil­vestri, facil­i­ta­tore regionale del Lazio, quin­di orga­niz­za­tore dell’attività per le prossime ammin­is­tra­tive.
Nel Movi­men­to 5 Stelle, dep­u­tati, sen­a­tori, con­siglieri region­ali e sin­daci ven­gono tut­ti acco­mu­nati dall’appellativo di “por­tav­oce”. Il com­pi­to che assolvono è ascoltare la base degli attivisti, cer­to non pilotar­la.
Quan­do Roc­ca di Papa ha rice­vu­to le vis­ite di par­la­men­tari del M5S è sta­to su invi­to degli attivisti per dar­gli modo di ascoltare le istanze del­la comu­nità e por­tar­le in Par­la­men­to. Come abbi­amo fat­to per le antenne di Mon­te­ca­vo, e come sti­amo facen­do per la ques­tione del San Raf­faele, per esem­pio.

Le porte del Movi­men­to 5 Stelle di Roc­ca di Papa sono da sem­pre spalan­cate per ogni cit­tadi­no che vuole impeg­nar­si per il pro­prio ter­ri­to­rio. Ci teni­amo a rib­adire che in segui­to alla parte­ci­pazione ripetu­ta alle nos­tre riu­nioni politiche, fum­mo pro­prio noi a con­sigliare cal­da­mente, tem­po fa e lon­tano dal peri­o­do elet­torale, al diret­tore de “Il Seg­no” di pro­por­si come pos­si­bile can­dida­to all’interno del­la futu­ra lista M5S a Roc­ca di Papa. Un con­siglio cor­dial­mente rifi­u­ta­to per motivi di oppor­tu­nità legati a fac­cende per­son­ali. Non com­pren­di­amo come mai adesso lo stes­so diret­tore per­me­t­ta che sul gior­nale pub­bli­ca­to sot­to la sua diret­ta respon­s­abil­ità si pos­sa dire che il M5S sia un clan blinda­to e inac­ces­si­bile.

Pren­di­amo quin­di atto che è inizia­ta a Roc­ca di Papa la cam­pagna elet­torale, come la vuole la vec­chia polit­i­ca, le decrepite men­tal­ità e le fatis­cen­ti mal­izie.
Noi siamo il Movi­men­to 5 Stelle pro­prio per­ché stu­fi di questi sche­mi. Fac­ciamo un pas­so di lato e con­tinuiamo ad andare avan­ti.”

Con­cludono così gli attivisti M5S di Roc­ca di Papa

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