Marino. Prosegue impegno a confronto e divulgazione programma di Essere Marino. Oggetto: Domande sul futuro di Santa Maria delle Mole, al candidato a Sindaco , Stefano Enderle

Marino. Prosegue impegno a confronto e divulgazione programma di Essere Marino. Oggetto: Domande sul futuro di Santa Maria delle Mole, al candidato a Sindaco , Stefano Enderle

22/07/2021 0 Di Maurizio Aversa

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Ste­fano Ender­le, operaio comu­nista, can­dida­to Sin­da­co alle ammin­is­tra­tive di Marino


Ad una set­ti­mana di dis­tan­za, in cui il can­dida­to comu­nista Ste­fano Ender­le — con altri, nat­u­ral­mente — è sta­to chiam­a­to a rispon­dere ai que­si­ti posti da Artemista su Vil­la Desideri, Bib­liote­ca comu­nale Mari­no cen­tro e Sala Teatro Vit­to­ria; ora pub­blichi­amo le risposte ai que­si­ti posti su S. Maria delle Mole dal Comi­ta­to di Quartiere omon­i­mo. Anche in questo caso il con­fron­to col Comi­ta­to di Quartiere non ha inter­es­sato solo il can­dida­to di Essere Mari­no, ma anche altri com­peti­tori. Di segui­to ripor­ti­amo l’in­ter­vista in modo inte­grale sec­on­do lo schema segui­to pro­prio dal Pres­i­dente Anto­nio Calcagni che ha por­ta­to avan­ti ques­ta inchi­es­ta diret­ta sui pro­gram­mi politi­co-ammin­is­tra­tivi per far conoscere ai cit­ta­di­ni cosa i can­di­dati per l’ap­pun­ta­men­to di otto­bre dicono e pensano.
Ogget­to: Domande sul futuro di San­ta Maria delle Mole, al can­dida­to a Sin­da­co , Ste­fano Enderle.
Gen­tile sign­or Ste­fano, innanz­i­tut­to gra­zie per la Sua disponi­bil­ità a con­frontar­ci con il nos­tro Comi­ta­to di Quartiere.
Pri­ma di iniziare con le domande vere e pro­prie, ci piac­erebbe sapere quali sono state le moti­vazioni che l’hanno spin­ta a can­di­dar­si a Sin­da­co del Comune di Mari­no, e quale sono i par­ti­ti, liste civiche/ movi­men­ti che la soster­ran­no in ques­ta impresa?

R: Intan­to ringrazio il CdQ per questo tipo di inizia­ti­va e per l’opportunità ris­er­va­ta a me e chi rap­p­re­sen­to. Non di meno vi comu­ni­co che se lo riter­rete oppor­tuno, da solo o con altri sono pien­amente disponi­bile anche ad un con­fron­to in pre­sen­za. Sono il seg­re­tario del­la sezione del PCI, abbi­amo una lin­ea tesa a rap­p­re­sentare il mon­do del lavoro e degli esclusi, e cer­chi­amo di far­lo in maniera uni­taria quan­do pos­si­bile. Pro­prio per questo non ho deciso di mia inizia­ti­va, anche se ovvi­a­mente oltre che ono­ra­to, ho con­tribuito a val­utare la scelta di can­di­dare la mia per­sona quale sin­da­co di Mari­no. Infat­ti, ed ecco il moti­vo car­dine, la scelta l’abbiano e l’ho com­pi­u­ta con l’obbiettivo di riportare la pre­sen­za in Con­siglio comu­nale a Mari­no di quel­la parte di soci­età che solo il par­ti­to Comu­nista Ital­iano è in gra­do di fare. Gra­zie alla nos­tra per­ma­nente inizia­ti­va polit­i­ca locale e nazionale e la famil­iar­ità con la cul­tura e l’associazionismo, oltre al PCI, la mia can­di­datu­ra sarà sostenu­ta da una lista denom­i­na­ta Essere Mari­no, col bel sim­bo­lo del Net­tuno di Piaz­za San Barnaba.
Pas­si­amo ora alle domande.
1) San­ta Maria, in questi ulti­mi decen­ni è cresci­u­ta in modo espo­nen­ziale fino a diventare il cen­tro più popoloso di questo Comune, a ques­ta cresci­ta non è però cor­rispos­to un incre­men­to dei servizi, quali per esem­pio: un pun­to di pron­to soc­cor­so, il ritorno del Coman­do dei Vig­ili urbani . Lei che cosa farebbe in mer­i­to se diven­tasse Sindaco?

Ste­fano Ender­le, seg­re­tario PCI Marino


R: Intan­to il Pun­to di pron­to soc­cor­so, se lim­i­ta­to ad una sin­go­la stan­za e alla pre­sen­za di un ambu­lan­za forse non sarebbe affat­to la vera rispos­ta ad un bisog­no di “sicurez­za san­i­taria d’emergenza dei cit­ta­di­ni”. Cre­di­amo mag­gior­mente impor­tante – e qui non c’è da dividere Marinoc entro da Ciampino e frazioni di Mari­no – la conc­re­ta ria­per­tu­ra dell’Ospedale San Giuseppe. Ospedale che, ricor­diamo­lo, dopo un piano pluri­en­nale di vent’anni fa, che prevede­va la nasci­ta del Nuo­vo Ospedale dei Castel­li romani, ricon­ver­tendo ruoli e fun­zioni di alcu­ni. Invece abbi­amo assis­ti­to, con grande col­pa del Gov­er­no cen­trale che ha sem­pre più pri­va­tiz­za­to la san­ità sman­tel­lan­do quel­la pub­bli­ca; con grande col­pa del­la Regione Lazio sia a direzione destra che cen­trosin­is­tra che ha accetta­to supina­mente questo sman­tel­la­men­to. Un solo dato: la pan­demia ha dimostra­to come la bar­ri­era iniziale sarebbe sta­ta con altre esi­ti meno tragi­ci, almeno nei numeri, se aves­si­mo avu­to nel Lazio 20.000 oper­a­tori infer­mieris­ti­ci in pianta sta­bile. Invece chi era anda­to via non era mai sta­to sos­ti­tu­ito. Infine con grande col­pa di parec­chie ammin­is­trazioni locali che han­no tira­to più ad aggiustare che a dire la ver­ità ai cit­ta­di­ni atti­van­do vere e pro­prie azioni di lot­ta e verten­ze tra chi sta sot­to e chi sta sopra. Per il fat­to del­la pre­sen­za dei Vig­ili Urbani come sito alle frazioni, cre­do che riguar­di un ragion­a­men­to com­p­lessi­vo da svol­gere cir­ca le fun­zioni da orga­niz­zare sul ter­ri­to­rio comu­nale tut­to, e le scelte da met­tere nelle mani del decen­tra­men­to che dopo il ric­co peri­o­do degli anni 70/2000, ormai sia le leg­gi inter­venute (che si pos­sono super­are) sia le giunte di Destra e dei cinque stelle han­no volu­to defin­i­ti­va­mente declas­sare. Esat­ta­mente il con­trario di quan­to fare­mo noi se avre­mo la pos­si­bil­ità di gov­ernare, e comunque sarà la posizione polit­i­ca e ammin­is­tra­ti­va che offrire­mo al Con­siglio comu­nale se vor­rà con­frontar­si sulle cose utili ai cit­ta­di­ni sen­za pregiudizi.
2) Spec­u­lazione Divi­no Amore, qual’é la Sua opin­ione sull’argomento, anche alla luce delle recen­ti sen­ten­ze che sem­bra­no aver pos­to defin­i­ti­va­mente fine al progetto?
R. La mia e nos­tra opin­ione è che la bellez­za di Mari­no, la vic­i­nan­za alla cap­i­tale d’Italia, la prevalen­za del sis­tema cap­i­tal­is­ti­co e quin­di l’attività preda­to­ria e mer­can­tile su tut­ti gli aspet­ti eco­nomi­ci e quin­di anche le attiv­ità di ges­tione del ter­ri­to­rio e la spec­u­lazione edilizia, fan­no del tema Divi­no Amore, come di qualunque altra porzione di ter­ri­to­rio di Mari­no, così come di Ciampino o dei Castel­li romani dirimpet­tai di Roma, un ris­chio per­ma­nente. Cioè, cer­ta­mente van­no ringrazi­ate le posizioni politiche come quelle di molto asso­ci­azion­is­mo ambi­en­tal­ista, come di molte forze politiche inclu­so noi comu­nisti, che han­no svolto azioni, perfi­no legali per dare un pri­mo stop. Fini­ta? No questo tipo di peri­co­lo, ripeto su un faz­zo­let­to di ter­ra dif­fer­ente mag­a­ri, non finisce se non si cam­bia l’indirizzo gen­erale: e qui vale l’orientamento di Roma, del­la Regione, degli altri comu­ni castel­lani. Per questo noi a Mari­no siamo ben feli­ci che questo nos­tro pen­siero e ind­i­riz­zo politi­co che noi abbi­amo a Mari­no, a Roma lo ritro­vi­amo soste­nen­do come can­dida­to sin­da­co l’urbanista Pao­lo Ber­di­ni. Cac­cia­to dal­la Rag­gi non a caso quan­do ha volu­to stop­pare la spec­u­lazione che era pro­pos­to insieme all’affare Sta­dio del­la Roma.
3) Appia Anti­ca, una stra­da uni­ca al mon­do che potrebbe diventare un museo a cielo aper­to ed essere quin­di uno stra­or­di­nario bigli­et­to da visi­ta per il nos­tro Comune. Quali sono i Suoi prog­et­ti in merito?

R: Cre­do non sarà mai abbas­tan­za il ringrazi­a­men­to che i cit­ta­di­ni devono riv­ol­gere ad alcu­ni padri nobili: Ced­er­na, Nicol­i­ni, Pet­rosel­li. Ma soprat­tut­to, nel­la quo­tid­i­an­ità dell’impegno agli attivisti e volon­tari di Legam­bi­ente. E qui è la dimostrazione di quan­to si può, si deve fare e di quan­to col soli­to meto­do di aggiustare invece che riven­di­care e lottare, giunte comu­nali – anche quel­la di Mari­no – e regione e Min­is­tero si nascon­do e non com­pi­ono scelte che sareb­bero nor­mali, perfi­no in qual­si­asi Paese occi­den­tale cap­i­tal­ista, che mirasse ad uti­liz­zare giaci­men­ti a dis­po­sizione invece che aver pau­ra di inve­stire sui gio­vani ricer­ca­tori, sulle comu­nità locali, sul­la cul­tura. Non a caso il nos­tro pro­gram­ma ha per tito­lo che imprime tut­to: Mari­no, una cit­tà da tute­lare! Dei prog­et­ti, invece che elen­care, in una inter­vista così conc­re­ta, voglio dare un ind­i­riz­zo cer­to: la manuten­zione – insieme alla ricer­ca – delle par­ti arche­o­logiche, così come del verde annesse, così come del­la fruibil­ità pedonale e ciclope­donale, sono il vero e con­cre­to impeg­no. Così avran­no sen­so, non dis­per­a­to, le inizia­tive di pro­mozione e fruizione di asso­ci­azioni come Legam­bi­ente o come i cam­mi­na­tori pel­le­gri­ni del­la Fran­ci­ge­na del sud.
4) Mosaico di Viale del­la Repub­bli­ca, come Lei sicu­ra­mente saprà, nel 2016 è sta­to ritrova­to, adi­a­cente all’Appia Anti­ca, un bel­lis­si­mo mosaico, poi sot­ter­ra­to. Cosa ne pen­sa del­la pos­si­bil­ità di una sua val­oriz­zazione in loco?
R: Ricor­do benis­si­mo, sia le giuste val­u­tazioni, sot­to­lin­ea­ture, spie­gazioni di un valente arche­ol­o­go nos­tro concit­tadi­no – il dott. Cavac­chi­oli – così come ricor­do le sot­to­lin­ea­ture di Legam­bi­ente e alcune val­u­tazione di noi comu­nisti. Casual­mente, o forse no, anda­vano tutte nel­la stes­sa direzione. Ricor­do anche che ci fu una sor­ta di spot tele­vi­sivi di annun­ci rimasti tali. Ebbene, poiché l’intreccio è tra ricer­ca, tutela, com­pe­ten­ze, e denari da inve­stire in even­tu­ali scelte che riguardano pro­pri­etari pri­vati da espro­pri­are e strut­ture da real­iz­zare, appare chiaro che l’unica cosa seria da fare e dare potere di scelta, denari per accedere alla scelta, alla parte sci­en­tifi­ca di ques­ta vicen­da. Da parte del­la Ammin­is­trazione non può altro che essere non la ges­tione e l’intromissione da pro­tag­o­nis­mo ma il “servizio” da svol­gere per giun­gere a dare cor­po ai due temi: ricer­ca-fruizione. Il resto even­tuale, inclu­so il richi­amo tur­is­ti­co ven­gono dopo non “a pre­scindere”. Non dob­bi­amo perseguire i fuochi di paglia.
5) Palaghi­ac­cio, come senz’altro saprà, il man­u­fat­to, che al momen­to è in com­ple­to abban­dono, è sta­to acquis­ta­to all’asta nel 2015 da Esselun­ga. Qual’é la Sua opin­ione in mer­i­to al suo futuro?

Il Palaghi­ac­cio di Mari­no, ogget­to di atten­zioni “romane” come risul­ta dalle dichiarazioni che fece l’Asses­sore Fron­gia del­la Giun­ta Rag­gi cir­ca la des­ti­nazione a iper­me­r­ca­to del com­p­lesso gra­zie a Eselun­ga che, casual­mente pro­pone lo stes­so mec­ca­n­is­mo di cam­bio di des­ti­nazione d’u­so ora ottenu­to dalle “Sorelle Ramonda”.


R: Non è solo mia opin­ione. Nel sen­so che l’abbiamo man­i­fes­ta­to in un paio di modi comu­nica­tivi: il PCI infat­ti, ha appos­to sug­li archi­travi metal­li­ci di ingres­so al Palaghi­ac­cio, scritte a mano con le indi­cazioni: No al cen­tro com­mer­ciale; si alla cul­tura; no alla pri­va­tiz­zazione di servizi pub­bli­ci; si allo sport pub­bli­co, e così via. Inoltre abbi­amo scrit­to che se un pri­va­to – il mer­ca­to e sis­tema cap­i­tal­is­ti­co lo con­sente come azione – acquista un bene qual­si­asi che è des­ti­na­to ad altro rispet­to ai pro­pri desideri, non sig­nifi­ca che bisogna risol­vere il “prob­le­ma” accon­tentan­do il pri­va­to. Fino ad ora abbi­amo assis­ti­to al silen­zio del M5S e del­la giun­ta di Mari­no finchè era in auge Fron­gia ami­co del­la Rag­gi e sen­si­bile alle richi­este di Esselun­ga. Poi negazioni dal­la giun­ta di Mari­no M5S del tipo: non abbi­amo nul­la da dire per­ché non ci han­no pro­pos­to uffi­cial­mente nul­la! Roba incred­i­bile! Ma siamo in atte­sa che altri ci dicono cosa noi dob­bi­amo fare, o dob­bi­amo noi avere idee? Noi comu­nisti, io stes­so, ho pos­to il prob­le­ma a più riprese al par­ti­to e alla coal­izione che mi sostiene, in questi ter­mi­ni: occorre che il Comune si attivi con isti­tuzioni sovra comu­nali (Cit­tà Met­ro­pol­i­tana, Regione) ed even­tualemtne anche con pri­vati per riportare alla attiv­ità pro­pria il Palaghi­ac­cio capace strut­tura di pot­er sod­dis­fare dirit­ti e bisog­ni di carat­tere sporti­vo e culturale.
6) Via Falcog­nana, una stra­da fon­da­men­tale per San­ta Maria, dove gior­nal­mente tran­si­tano cir­ca 6.000 automezzi, risul­ta essere una stra­da pri­va­ta, aper­ta al traf­fi­co pub­bli­co, non Le sem­bra un para­dos­so? l’attuale ammin­is­trazione, sot­to nos­tro impul­so si è det­ta disponi­bile ad avviare la pro­ce­du­ra per far­la diventare di com­pe­ten­za pub­bli­ca. Lei cosa ne pensa?
R: E’ esat­ta­mente quan­to è nec­es­sario nelle modal­ità e nei con­tenu­ti come, in par­al­le­lo spie­ga­vo cir­ca il Palaghi­ac­cio. E’ evi­dente che quel­la stra­da insiste su una doppia respon­s­abil­ità ammin­is­tra­ti­va (Mari­no e Roma); è evi­dente che la pro­pri­età attuale non è pub­bli­ca e che non potrà essere comu­nale per evi­den­ti motivi di disponi­bil­ità eco­nomiche. Ma è chiaro che la con­cretez­za sta nell’azione comune di anti sovra comu­nali con pro­tag­o­nista anche il comune di Mari­no per sod­dis­fare una esi­gen­za, un dirit­to, in questo caso alla mobil­ità privata.
7) Incro­cio, Appia Nuo­va / Viale del­la Repubblica/Passaggio a liv­el­lo, un nodo stradale/ferroviario che di fat­to par­al­iz­za il traf­fi­co del­la nos­tra Cit­tad­i­na. Se Lei fos­se elet­to, cosa farebbe per cer­care di risol­vere il problema?
R: La rispos­ta che sta per essere atti­va­ta al prob­le­ma stazione FS di Casabi­an­ca a Ciampino sul­la via dei Laghi, ha un pun­to di forza: è sta­to stu­di­a­to, pen­sato, pro­gram­ma­to, a scala di quad­rante più ampio. Ecco, le cose che dob­bi­amo fare noi rispet­to al tipo di prob­le­ma com­p­lesso soll­e­va­to ha lo stes­so aspet­to. Sia la ques­tione FS – inclusa la pos­si­bil­ità di ripo­sizion­a­men­to del­la stazione FS – sia la ques­tione via Appia Nuo­va, che, al con­trario di sot­topas­so, va ripro­pos­to come già nel quad­rante ANAS fu stu­di­a­to e ipo­tiz­za­to come pos­si­bile l’interramento dell’intero trat­to del­la via con­so­lare per riu­nifi­care il ter­ri­to­rio Cava dei Selci‑S. Maria delle Mole, ovvero in alter­na­ti­va un lun­go viadot­to soprael­e­va­to. Quin­di sicu­ra­mente occorre, ecco cosa farei, uno stu­dio final­iz­za­to alla cantier­abil­ità del­la soluzione.
8) A lat­ere di questo prob­le­ma, c’è poi da real­iz­zare un piano gen­erale del­la via­bil­ità, che preve­da: un incen­ti­vo all’uso del­la bici, attra­ver­so la real­iz­zazione una serie di piste ciclo- pedonali, parcheg­gi per bici e parcheg­gi auto, com­pre­so il com­ple­ta­men­to di quel­lo di via Fras­sati. Cosa prevede il Suo pro­gram­ma, in merito?

Striscione del­la sezione PCI di Mari­no, pres­so la nuo­va sede aper­ta nel cen­tro storico


R: Il nos­tro pro­gram­ma è figlio del dibat­ti­to che una parte con­sis­tente del­la sin­is­tra mari­nese e dell’ambientalismo mari­nese, soprat­tut­to delle frazioni ha ipo­tiz­za­to da decen­ni. La scelta slow, la scelta ambi­en­tale, la scelta ciclope­donale, sono con­nat­u­rate al nos­tro piano di mobil­ità. Tut­tavia, sono scelte e pro­gram­mazione e attiv­ità che le vogliamo pro­porre non come spot e perfi­no super­fi­ciali. Ad esem­pio è meglio inter­rog­a­r­si, come ave­va­mo accen­na­to in una rispos­ta sopra a propos­i­to dell’Appia Anti­ca, svol­gere una manuten­zione ed una fruizione pedonale e ciclope­donale sia per la vita quo­tid­i­ana che per attiv­ità anche tur­is­ti­ca real­iz­zan­do un par­al­le­lo di per­cor­so o sosteni­bil­mente sul­la stes­sa area dell’Appia Anti­ca, che non fare qualche centi­naio di metri strut­turati fini a ses­tes­si. Per i parcheg­gi, non solo van­no ulti­mate e rese chiare tutte le realtà ambi­gu­i­tà ora vigen­ti, ma sarà nos­tra conc­re­ta attuazione la dimin­uzione al min­i­mo indis­pens­abile di legge per le strisce blu. Il servizio di parcheg­gio è una gra­tu­ità a cui i cit­ta­di­ni han­no diritto.
9) Tren­i­talia nell’Aprile del­lo scor­so anno ha approva­to il piano di recu­pero di molte stazioni fer­roviarie, com­pre­sa quel­la di San­ta Maria, un prog­et­to di cui sem­bra si siano perse le trac­ce. Al recu­pero del­la sud­det­ta stazione si lega anche quel­lo del­la real­iz­zazione di una ram­pa di col­lega­men­to tra la sud­det­ta ed il parcheg­gio di piaz­za A. Luciani un’ argo­men­to di cui in questi anni si è par­la­to molto, ma purtrop­po sen­za risul­tati. Cosa farebbe Lei in con­cre­to, per risol­vere il problema?
R: A ques­ta doman­da ho parzial­mente rispos­to a propos­i­to del­la mobil­ità. Comunque speci­fi­co che nel caso, come ho ipo­tiz­za­to che FS pos­sa giun­gere a traslare il sito del­la stazione FS dopo il ponte di via XXV aprile, pos­sono essere pre­viste due opzioni: o ci sarà vic­i­nan­za con l’uso del parcheg­gio ma rag­giun­gi­bile a parte con­traria da XXV aprile e non da Viale del­la Repub­bli­ca. Oppure sarà anco­ra più spostas­ta (Got­to d’Oro), allo­ra cam­bierebbe il tema del­la ricer­ca di spazio/parcheggio. A me sem­bra, come pure era sta­to ipo­tiz­za­to da FS, migliore la pri­ma soluzione che, chiara­mente sta in capo a Trenitalia.
10) Il Suo pro­gram­ma cosa prevede cir­ca la real­iz­zazione di un’isola Eco­log­i­ca, nel ter­ri­to­rio ex cir­co­scrizioni II^ e III^ ?

R: Cer­ta­mente chi proviene come noi comu­nisti e come tan­ta parte che ci aiu­ta­to a redi­gere questo pro­gram­ma, da anni di idee, in questo ver­sante, incen­tra­to sul riu­so, sul rifi­u­to zero, sul sis­tema por­ta a por­ta, non pos­si­amo che essere sod­dis­fat­ti del­la capac­ità dei cit­ta­di­ni di rispon­dere alla pro­pos­ta di fon­do per affrontare il problema/risorsa dei rifiu­ti. Tut­tavia, con­dan­nan­do chi elude e chi ha com­por­ta­men­ti incivili in questo cam­po, non ci è piaci­u­to affat­to il bal­let­to incon­clu­dente del­la ammin­is­trazione che ha pre­so in giro tut­ti sulle oasi eco­logiche. Noi cre­di­amo che una o più aree che fungano da iso­la eco­log­i­ca è pos­si­bile, sia indi­vid­uan­do zone che non siano un fas­tidio per i cit­ta­di­ni res­i­den­ti, sia per aree che già sono nel­la disponi­bil­ità pub­bli­ca come ad esem­pio l’area adi­a­cente al depu­ra­tore di S. Maria delle Mole. Mag­a­ri per le diverse aree ipo­tiz­zare dif­feren­za di con­fer­i­men­to di materiali.
11) Aero­por­to di Ciampino e rotte su San­ta Maria, qual è il Suo parere in merito?
R: Come comu­nisti siamo inter­venu­ti da oltre dieci anni sul tema. In cam­po abbi­amo mes­so una serie di con­vinci­men­ti: che ad esem­pio è un errore aver mes­so nelle mani di un pri­va­to monop­o­lista – Ryanair – un intero aero­por­to. Quin­di un pez­zo impor­tante di pre­sen­za industriale/commerciale. Che con­seguente­mente, è un bal­let­to inde­cente, che uni­ca­mente con la volon­tà polit­i­ca nazionale/regionale può al con­trario deter­minare cosa sia utile per econo­mia e per com­pat­i­bil­ità ambi­en­tale la pro­gram­mazione delle attiv­ità aero­por­tu­ali del Pas­tine di Ciampino. In sostan­za, sec­on­do noi comu­nisti il nodo non sono le rotte, gli antiru­more etc. Cose otteni­bili che fan­no da pez­za per riparare il buco; no, sec­on­do noi il nodo è l’intera pro­gram­mazione che va ridi­men­sion­a­ta al 40% del­la capac­ità attuale. Attorno a ques­ta cifra ruo­ta sia la pos­si­bil­ità di ruo­lo indus­tri­ale e com­mer­ciale dell’aeroporto, che la sosteni­bil­ità ambi­en­tale da inquina­men­to d’aria e da rumore può con­sen­tire una vita per le popo­lazioni residenti.
12) A Suo parere la Sagra dell’Uva deve rimanere l’unica inizia­ti­va forte­mente sostenu­ta dal Comune, oppure c’è la pos­si­bil­ità che anche altre man­i­fes­tazioni che annual­mente si svol­go­no nel ter­ri­to­rio delle ex cir­co­scrizioni II^ e III^ pos­sono, in futuro, rice­vere un sosteg­no altret­tan­to gen­eroso dal Comune?

R: Ringrazio per la doman­da. Per­ché mi per­me­tte di moti­vare pro­prio quale sia la base del­la costruzione del nos­tro pro­gram­ma, e pri­ma anco­ra del dibat­ti­to che è sta­to pro­mosso a questo scopo. Forse non lo avete anco­ra vis­to – abbi­amo prodot­to due ver­sioni del nos­tro pro­gram­ma, una com­ple­ta ed una divul­ga­ti­va rias­sun­ta – ma il il nos­tro slo­gan iniziale è “Una cit­tà da tute­lare”, e tra i pri­mi pun­ti posti a base, colon­na por­tante di tut­to il pro­gram­ma c’è la cul­tura. Per­ché la cul­tura è conoscen­za e con­sente quin­di scelte ragion­ate. Per­ché la cul­tura è modo di vita sol­i­dale e non tollera lo sfrut­ta­men­to. Per­ché la cul­tura sal­va­guar­da ambi­ente e beni pub­bli­ci. E nel­la nos­tra for­tu­na­ta situ­azione di cit­tà che sa di vino e di cul­tura lega­ta al vino, con tut­to ciò che ne con­segue anche in chi­ave mod­er­na col tur­is­mo, avere la pos­si­bil­ità di far svol­gere un ruo­lo (come pure è sta­to in un lon­tano pas­sato di decen­ni) cen­trale alla Sagra dell’Uva, non vuol dire dare con­tribu­ti per una fes­ta per quan­to impor­tante. Vuol dire, al con­trario, uti­liz­zare lo stru­men­to e il con­tenu­to Sagra dell’Uva per svol­gere attiv­ità cul­tur­ali, eco­nom­i­co pro­mozionale tut­to l’anno. C’è già sta­ta una scommes­sa, abbas­tan­za pos­i­ti­va – la ricor­dano i cit­ta­di­ni – con un Mese di Sagra dell’Uva con inizia­tive arti­gianali e cul­tur­ali. Ecco, pen­sare ad una for­mu­la che duri 365 giorni sig­nifi­ca dare a tut­to il ter­ri­to­rio, ogni sin­go­la frazione, ogni sin­go­la fes­ta di quartiere, ogni idea di aggregazione cul­tur­ale e sociale un ris­volto unif­i­cante. E’ la qual­ità del­la visione d’insieme che deve prevalere, non la lite per gelosie di mille euro in più in una fes­ta invece che in altra. Davvero vor­rem­mo che ques­ta sfi­da fos­se accol­ta anche dagli altri can­di­dati sin­da­co ne deriverebbe un bene per Mari­no. Per non dire del ris­volto eco­nom­i­co che res­ta sem­pre il nos­tro pri­mo pensiero.
13) Tenu­ta Tudi­ni, un pol­mone verde impor­tan­tis­si­mo per la nos­tra Cit­tad­i­na, ma anche un’opportunità per la real­iz­zazione di lab­o­ra­tori per apprendis­ta­to mestieri; recu­pero aree per agri­coltura, Orti sociali. Il Suo pro­gram­ma prevede qual­cosa in merito?
R: Al pari delle altre realtà che non sono nel­la disponi­bil­ità del Comune, ogni tipo di inter­ven­to con­cre­to pas­sa o per un accor­do con l’attuale pro­pri­età, o con un inter­ven­to sovra comu­nale. Cer­to potrem­mo bat­tere cas­sa a liv­el­lo supe­ri­ore come immag­i­na­to per il Palaghi­ac­cio. Ma non ci piace avere visioni che non siano poi perseguibili. Quin­di aven­do mes­so in cam­po il Palaghi­ac­cio come pri­or­ità è li che con­cen­tr­ere­mo le nos­tre richi­este. Tut­tavia, ciò non vuol dire che accor­ti pro­pri­etari pri­vati che siano disponi­bili ad un con­fron­to per fini pub­bli­ci di gran parte di quell’area, non deb­bano essere son­dati. Sia chiaro che non vor­rem­mo e non sare­mo disponi­bili a dis­cutere di nuo­vo solo da edi­fi­care. Altra sto­ria è riqual­i­fi­care l’esistente. Per questo in quel­la come in area analo­ga – quel­la sal­va­guar­da­ta dal­la spec­u­lazione – abbi­amo ipo­tiz­za­to inter­ven­ti da grande visione come l’idea di real­iz­zare come a Bologna “Fico”, mag­gior­mente in chi­ave agri­t­ur­is­ti­ca e di pro­duzione agri­co­la locale. Inter­ven­ti che neces­si­tano quin­di dell’attenzione non solo comu­nale e regionale, ma nazionale e di gran­di impren­di­tori del settore.
14) Stret­to con­trol­lo di ACEA e lot­ta per ritornare all’acqua pub­bli­ca, cosa le dice ques­ta frase?
R: E’ il Par­ti­to Comu­nista Ital­iano che, qua­si fuori dal coro, o meglio fuori dai silen­zi, pone in ogni occa­sione: dis­cus­sione di bilan­cio nazionale, pro­gram­mi region­ali, comu­ni­cazioni comu­nali, il tema dell’acqua pub­bli­ca e del ritorno ad un sis­tema di ges­tione dove il cit­tadi­no sa a chi riv­ol­ger­si, e dove trovare rispos­ta per prob­le­mi improvvisi. Altro che dis­chi auto­mati­ci dei call cen­ter! Non sta scrit­to da nes­suna parte che pur aven­do ader­i­to ad ATO 2 noi si deb­ba restare lì!
15) Manuten­zione strade e gia­r­di­ni; Cartel­lonis­ti­ca stradale; Foto­camere e Sicurez­za, come si muoverebbe Lei su questo piano?

R: La battaglia da fare è a doppio bina­rio: da un lato van­no mod­ifi­cate le leg­gi di bilan­cio e di ges­tione del per­son­ale che deter­mi­nano ester­nal­iz­zazioni e quin­di assen­za di con­trol­li. Oltre che ogget­tivi sprechi che sono sol­di in più incas­sati da aziende che han­no sos­ti­tu­ito i comu­ni in tali attiv­ità. Dall’altro lato van­no prodot­ti prog­et­ti final­iz­za­ti alla pre­sen­za umana come for­ma di manuten­zione ordi­nar­ia quo­tid­i­ana che è insieme anche deter­rente a com­por­ta­men­ti incivili. Le tele­camere, il grande fratel­lo, van­no bene per i film futuri­bili delle mega metropoli, per la nos­tra realtà è la pre­sen­za quo­tid­i­ana di stra­di­ni, di oper­a­tori eco­logi­ci, di addet­ti a prog­et­ti di qual­ità di vita che pos­sono fare la dif­feren­za. Un piano di sal­va­guardia del­la bellez­za rispet­to alle pre­sen­ze di tabel­lonis­ti­ca, sia di util­ità che di pub­blic­ità, va pre­dis­pos­to oltre quan­to ven­ga fat­to fin ad ora. Per la bellez­za ripeto, e per la sicurezza.
16) Per quan­to con­cerne le scuole come inten­dete rispon­dere alla neces­sità del­la popo­lazione pre­sente e soprat­tut­to alla impel­lente neces­sità di strut­ture da real­iz­zare nel breve periodo?

R: No, la log­i­ca dell’emergenza non ci appar­tiene, cer­to potete chiedere per il breve peri­o­do. Ma per sapere cosa fare dell’edilizia sco­las­ti­ca, tra l’altro noi cre­di­amo con­nes­sa all’edilizia sporti­va per­ché gran parte di ques­ta deve essere anche a servizio del­la scuo­la, noi pen­si­amo di par­tire dai dati di conoscen­za. Fare­mo, come è sta­to già fat­to in anni lon­tani, una reale ric­og­nizione del­la popo­lazione, del­lo sta­to dell’edilizia attuale, del­la cur­va demografi­ca e del mer­ca­to immo­bil­iare cir­ca l’ingresso di nuo­va popo­lazione, lo pen­si­amo pro­gram­ma­to per gli anni a venire e stu­di­amo quali sono le risposte nec­es­sarie. Da questo stu­dio – che fun­zionari capaci del Comune pos­sono real­iz­zare in 60 giorni – si pas­sa alla appli­cazione delle neces­sità. Avvi­so però, che sic­come questo studio/piano ha neces­sità di fon­di, occor­rerà che gli enti locali, e con­fidi­amo nel­la con­di­vi­sione degli altri comu­ni in tal sen­so, dovran­no ottenere fon­di stra­or­di­nari per la scuo­la come fu la legge del Dirit­to allo Stu­dio di per­ti­nen­za regionale. In lin­ea di prin­ci­pio i nos­tri inter­ven­ti comunque nascono dalle risposte da dare agli stu­den­ti e agli alun­ni quali des­ti­natari di un fon­da­men­tale dirit­to, quin­di gli inseg­nan­ti e docen­ti e oper­a­tori sco­las­ti­ci che han­no il dirit­to di pot­er svol­gere al meglio il pro­prio ruo­lo e lavoro. Il resto viene dopo.

San­ta Maria delle Mole, 05-07-2021 Il Presidente
Anto­nio Calcagni