Rea dice no a uccisione cinghiali: “Risorse a comunità scientifica per soluzioni alternative”

Rea dice no a uccisione cinghiali: “Risorse a comunità scientifica per soluzioni alternative”

24/05/2022 0 Di Marco Montini

Questo arti­co­lo è sta­to let­to 462 volte!

Rea dice no a ucci­sione #cinghiali: “Risorse a comu­nità sci­en­tifi­ca per soluzioni alternative”

Il numero dei cinghiali in #Italia è in con­tin­ua espan­sione. Gli Enti isti­tuzion­ali riferiscono infat­ti che sono pas­sati da una popo­lazione di cir­ca 900 mila capi in Italia nel 2010 ai qua­si 2/3milioni di oggi ed è sti­ma­ta una cresci­ta fino a 5/6 mil­ioni nei prossi­mi 5 anni. Ten­den­zial­mente i cinghiali non attac­cano l’uomo anche se negli ulti­mi 50 anni si sono reg­is­trati in Italia alcu­ni inci­den­ti mor­tali (soprat­tut­to ai dan­ni di cac­cia­tori, cer­ca­tori di funghi e altri fre­quen­ta­tori dei boschi e a guida­tori di veicoli) ma quan­do il loro numero nei con­testi urbani diven­terà incon­trol­la­to e le risorse di cibo disponi­bili diven­ter­an­no insuf­fi­ci­en­ti la loro peri­colosità intrin­se­ca per gli ani­mali domes­ti­ci e per l’uomo potrebbe aumentare sen­si­bil­mente. L’esigenza di una riduzione del loro numero appare quin­di come una cosa asso­lu­ta­mente nec­es­saria e non più pro­cras­tin­abile. Attual­mente le pro­poste in tal sen­so sono diverse. L’abbattimento con­trol­la­to è la soluzione più scon­ta­ta e più get­to­na­ta. Il fronte ani­mal­ista, nat­u­ral­mente con­trario ad azioni cru­ente nei con­fron­ti degli ani­mali, ha pro­pos­to come soluzione per la riduzione del numero dei cinghiali in cir­co­lazione una cam­pagna di ster­il­iz­zazione final­iz­za­ta alla riduzione delle nascite. Numerose critiche ven­gono riv­olte alla pro­pos­ta di ster­il­iz­zazione sia per il fat­to che i cinghiali ster­il­iz­za­ti con­tin­uereb­bero a cir­co­lare nel ter­ri­to­rio e per diver­si anni il loro numero non ver­rebbe così ridot­to man­te­nen­do quin­di la loro peri­colosità intrin­se­ca ma soprat­tut­to per le molte dif­fi­coltà pratiche e per i costi insosteni­bili. Riv­o­luzione Ecol­o­gista e Ani­mal­ista non può cer­ta­mente aus­pi­care l’uccisione di ani­mali per qual­si­asi moti­vo e ragione. Allo stes­so tem­po però ritiene che delle pro­poste inap­plic­a­bili e basate solo su una base ide­o­log­i­ca pos­sono divenire con­tro­pro­du­cen­ti e pos­sono far perdere di cred­i­bil­ità l’intero mon­do ani­mal­ista. Per onestà intel­let­tuale dovrem­mo forse ammet­tere che sis­te­mi incru­en­ti real­mente effi­caci e real­iz­z­abili in base alle attuali conoscen­ze sci­en­ti­fiche e in base alle risorse eco­nomiche ed orga­niz­za­tive attual­mente disponi­bili per la riduzione del numero dei cinghiali in Italia anco­ra non sono sta­ti indi­vid­uati. E Riv­o­luzione Ecol­o­gista e Ani­mal­ista aus­pi­ca pri­mari­a­mente che la comu­nità sci­en­tifi­ca rice­va le risorse nec­es­sarie per svilup­pare dei prog­et­ti di ricer­ca in tale ambito e che le idee e le pro­poste siano quin­di figlie del­la scien­za e del­la razion­al­ità e non delle emozioni dif­fuse o peg­gio anco­ra degli inter­es­si eco­nomi­ci delle varie lob­bies. Siamo con­vin­ti che inter­rompere intan­to i ripopo­la­men­ti di migli­a­ia di capi (spes­so anche di tipo non autoctono) che nelle zone di cac­cia al cinghiale ven­gono anco­ra insp­ie­ga­bil­mente effet­tuati dovrebbe essere la pri­ma inizia­ti­va conc­re­ta pos­si­bile da atti­vare su scala nazionale. È sta­to inoltre approva­to di recente un finanzi­a­men­to di 500 mila euro per tentare una azione di ster­il­iz­zazione dif­fusa dei cinghiali. A tal propos­i­to non si capisce come mai questi fon­di non siano sta­ti des­ti­nati esclu­si­va­mente alla for­ni­tu­ra di mezzi e stru­men­ti ai Cara­binieri Fore­stali i cui com­pi­ti com­pren­dono anche il con­trol­lo del­la fau­na sel­vat­i­ca e che sono già pagati (e pro­fes­sion­al­mente preparati) per tale attività”.
Così, in una nota, il seg­re­tario nazionale del par­ti­to Riv­o­luzione Ecol­o­gista Ani­mal­ista, Gabriel­la Caramanica.