Ue, Confeuro: “Bene norme su meat sounding, dubbi su divieto carne sintetica”

Ue, Confeuro: “Bene norme su meat sounding, dubbi su divieto carne sintetica”

19/06/2026 0 Di Marco Montini

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Ue, Con­feu­ro: “Bene nor­me su meat soun­ding, dub­bi su divie­to car­ne sin­te­ti­ca”

“Acco­glia­mo con favo­re il voto del Par­la­men­to Euro­peo che intro­du­ce misu­re più rigo­ro­se con­tro il cosid­det­to meat soun­ding, ossia l’u­ti­liz­zo di deno­mi­na­zio­ni, richia­mi com­mer­cia­li o imma­gi­ni che pos­sa­no indur­re il con­su­ma­to­re ad asso­cia­re pro­dot­ti otte­nu­ti in labo­ra­to­rio o deri­van­ti da pro­ces­si chi­mi­ci ai tra­di­zio­na­li pro­dot­ti del­la car­ne. Si trat­ta di un prin­ci­pio di chia­rez­za e cor­ret­tez­za che Con­feu­ro sostie­ne da tem­po, poi­ché rite­nia­mo fon­da­men­ta­le evi­ta­re qual­sia­si for­ma di con­fu­sio­ne sul mer­ca­to e garan­ti­re ai cit­ta­di­ni euro­pei infor­ma­zio­ni tra­spa­ren­ti e com­pren­si­bi­li”. Lo dichia­ra Andrea Tiso, pre­si­den­te nazio­na­le Con­feu­ro — Con­fe­de­ra­zio­ne Agri­col­to­ri Euro­pei, com­men­tan­do le deci­sio­ni appro­va­te nel­le scor­se ore dal­l’Eu­ro­par­la­men­to. “Diver­so è inve­ce il nostro giu­di­zio sul divie­to asso­lu­to di com­mer­cia­liz­za­zio­ne del­la car­ne sin­te­ti­ca appro­va­to dal­l’Au­la euro­par­la­men­ta­re. Pur com­pren­den­do le moti­va­zio­ni e gli obiet­ti­vi che han­no ispi­ra­to tale scel­ta, rite­nia­mo che deb­ba­no esse­re man­te­nu­ti alcu­ni ele­men­ti di rifles­sio­ne. Con­feu­ro è infat­ti del­l’o­pi­nio­ne che il con­su­ma­to­re deb­ba esse­re libe­ro di sce­glie­re con­sa­pe­vol­men­te cosa acqui­sta­re e con­su­ma­re. La vera prio­ri­tà deve esse­re quel­la di garan­ti­re la mas­si­ma tra­spa­ren­za lun­go tut­ta la filie­ra, attra­ver­so eti­chet­ta­tu­re chia­re, con­trol­li rigo­ro­si e un’in­for­ma­zio­ne com­ple­ta che con­sen­ta ai cit­ta­di­ni di com­pie­re scel­te infor­ma­te. Più in gene­ra­le — pro­se­gue Tiso — sia­mo con­vin­ti che la stra­da mae­stra per tute­la­re il red­di­to e la com­pe­ti­ti­vi­tà dei pic­co­li e medi agri­col­to­ri euro­pei non pas­si esclu­si­va­men­te attra­ver­so divie­ti, ma soprat­tut­to attra­ver­so poli­ti­che con­cre­te di valo­riz­za­zio­ne del­le pro­du­zio­ni tipi­che e di qua­li­tà. Occor­re raf­for­za­re la pro­mo­zio­ne del­le eccel­len­ze agroa­li­men­ta­ri ter­ri­to­ria­li, soste­ne­re le filie­re cor­te, difen­de­re le deno­mi­na­zio­ni di ori­gi­ne e inve­sti­re nel­la distin­ti­vi­tà del­le pro­du­zio­ni che rap­pre­sen­ta­no il patri­mo­nio agri­co­lo, cul­tu­ra­le ed eco­no­mi­co dei nostri ter­ri­to­ri. Solo così sarà pos­si­bi­le raf­for­za­re il siste­ma agroa­li­men­ta­re euro­peo, tute­lan­do al tem­po stes­so con­su­ma­to­ri e pro­dut­to­ri”, con­clu­de il pre­si­den­te nazio­na­le di Con­feu­ro.

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