Sociale, Tiso(Accademia Iniziativa Comune): “Allarme truffe, soprattutto ad anziani”

Sociale, Tiso(Accademia Iniziativa Comune): “Allarme truffe, soprattutto ad anziani”

18/06/2026 1 Di Marco Montini

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Socia­le, Tiso(Accademia Ini­zia­ti­va Comu­ne): “Allar­me truf­fe, soprat­tut­to ad anzia­ni”

“Negli ulti­mi anni in Ita­lia il nume­ro del­le truf­fe è cre­sciu­to in modo signi­fi­ca­ti­vo, coin­vol­gen­do cit­ta­di­ni di tut­te le età e cate­go­rie socia­li. Dal­le fro­di onli­ne alle tele­fo­na­te ingan­ne­vo­li, pas­san­do per i fal­si inve­sti­men­ti e le truf­fe agli anzia­ni, il feno­me­no si è evo­lu­to rapi­da­men­te gra­zie anche all’uso del­le nuo­ve tec­no­lo­gie. Oggi le truf­fe non col­pi­sco­no più solo per­so­ne ine­sper­te o poco infor­ma­te: chiun­que può diven­ta­re vit­ti­ma di cri­mi­na­li sem­pre più orga­niz­za­ti e sofi­sti­ca­ti. Con la dif­fu­sio­ne di inter­net, dell’home ban­king e dei paga­men­ti digi­ta­li, le truf­fe onli­ne peral­tro sono aumen­ta­te in modo espo­nen­zia­le. I cri­mi­na­li infor­ma­ti­ci uti­liz­za­no email fal­se, mes­sag­gi SMS e siti web con­traf­fat­ti per ruba­re dati per­so­na­li e cre­den­zia­li ban­ca­rie. Tra le cate­go­rie più col­pi­te vi sono gli anzia­ni. Le truf­fe por­ta a por­ta o tele­fo­ni­che sfrut­ta­no spes­so la soli­tu­di­ne, la pau­ra o la buo­na fede del­le per­so­ne più fra­gi­li. E que­sti epi­so­di non pro­vo­ca­no solo dan­ni eco­no­mi­ci, ma anche con­se­guen­ze psi­co­lo­gi­che, lascian­do nel­le vit­ti­me un sen­so di insi­cu­rez­za e sfi­du­cia. Come difen­der­si? La pre­ven­zio­ne resta l’arma più effi­ca­ce con­tro le truf­fe. Gli esper­ti con­si­glia­no alcu­ne rego­le fon­da­men­ta­li: non con­di­vi­de­re dati per­so­na­li o ban­ca­ri tra­mi­te tele­fo­no, email o sms; veri­fi­ca­re l’identità di chi con­tat­ta; dif­fi­da­re da offer­te trop­po van­tag­gio­se; uti­liz­za­re pas­sword sicu­re e siste­mi di auten­ti­ca­zio­ne a due fat­to­ri; con­fron­tar­si con fami­lia­ri o auto­ri­tà in caso di dub­bi. Anche le cam­pa­gne di sen­si­bi­liz­za­zio­ne pos­so­no svol­ge­re un ruo­lo deci­si­vo, soprat­tut­to per pro­teg­ge­re le per­so­ne più vul­ne­ra­bi­li. Inol­tre, per con­tra­sta­re que­sto feno­me­no ser­vo­no con­trol­li più effi­ca­ci, edu­ca­zio­ne digi­ta­le e for­te col­la­bo­ra­zio­ne tra cit­ta­di­ni, isti­tu­zio­ni e for­ze dell’ordine. In un mon­do sem­pre più con­nes­so, la sicu­rez­za pas­sa anche dal­la con­sa­pe­vo­lez­za e dal­la capa­ci­tà di rico­no­sce­re i peri­co­li nasco­sti die­tro uno scher­mo o una sem­pli­ce tele­fo­na­ta”.

Cosi, in una nota, Car­me­la Tiso, por­ta­vo­ce nazio­na­le di Acca­de­mia Ini­zia­ti­va Comu­ne e pre­si­den­te del­la asso­cia­zio­ne Ban­die­ra Bian­ca

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