Riso, Confeuro: “Filiera in difficolta tra crisi climatica e importazione selvaggia”

Riso, Confeuro: “Filiera in difficolta tra crisi climatica e importazione selvaggia”

14/09/2026 0 Di Marco Montini

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Riso, Con­feu­ro: “Filie­ra in dif­fi­col­ta tra cri­si cli­ma­ti­ca e impor­ta­zio­ne sel­vag­gia”

“Con la chiu­su­ra del Festi­val Inter­na­zio­na­le del Riso si è riac­ce­sa l’attenzione su una filie­ra sim­bo­lo dell’agricoltura ita­lia­na, che vede il nostro Pae­se come prin­ci­pa­le pro­dut­to­re di riso in Euro­pa, con una pre­sen­za par­ti­co­lar­men­te signi­fi­ca­ti­va in Lom­bar­dia e Pie­mon­te. È una filie­ra stra­te­gi­ca, ma oggi deve fare i con­ti con dif­fi­col­tà sem­pre più evi­den­ti”. Lo dichia­ra Andrea Tiso, pre­si­den­te nazio­na­le di Con­feu­ro- Con­fe­de­ra­zio­ne Agri­col­to­ri Euro­pei. “Il riso è una col­tu­ra che neces­si­ta di impor­tan­ti dispo­ni­bi­li­tà idri­che e que­sta esi­gen­za deve esse­re ade­gua­ta­men­te soste­nu­ta, soprat­tut­to in un con­te­sto di cam­bia­men­to cli­ma­ti­co i cui effet­ti sono ormai evi­den­ti anche sul nostro ter­ri­to­rio. Il serio rischio di una dimi­nu­zio­ne del­le rese non può esse­re sot­to­va­lu­ta­to e impo­ne una nuo­va stra­te­gia nazio­na­le ed euro­pea sull’acqua. Paral­le­la­men­te — pro­se­gue Tiso — occor­re con­tra­sta­re le impor­ta­zio­ni indi­scri­mi­na­te pro­ve­nien­ti dal Sud-Est asia­ti­co, che rischia­no di met­te­re ulte­rior­men­te sot­to pres­sio­ne i nostri pro­dut­to­ri, e soste­ne­re la filie­ra ita­lia­na, garan­ten­do con­di­zio­ni di mag­gio­re equi­li­brio e tute­la per chi pro­du­ce nel rispet­to dei nostri stan­dard. Per affron­ta­re que­sta sfi­da — con­clu­de il pre­si­den­te di Con­feu­ro — dob­bia­mo inve­sti­re nel­le nuo­ve tec­no­lo­gie, com­pre­si i dis­sa­la­to­ri, ma all’interno di una più ampia e moder­na cul­tu­ra del­la gestio­ne del­la risor­sa idri­ca. Ser­ve una nuo­va gover­nan­ce dell’acqua fon­da­ta sul­la siner­gia tra isti­tu­zio­ni, comu­ni­tà, mon­do agri­co­lo e impren­di­to­ria­le. Solo attra­ver­so una pro­gram­ma­zio­ne con­di­vi­sa e inve­sti­men­ti ade­gua­ti sarà pos­si­bi­le difen­de­re una filie­ra stra­te­gi­ca per l’agricoltura ita­lia­na e affron­ta­re con­cre­ta­men­te gli effet­ti del­la cri­si cli­ma­ti­ca”.

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