Sociale, Tiso(Accademia IC): “Legge non autosufficienza su anziani è occasione mancata”

Sociale, Tiso(Accademia IC): “Legge non autosufficienza su anziani è occasione mancata”

10/11/2025 0 Di Marco Montini

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Socia­le, Tiso(Accademia IC): “Leg­ge non auto­suf­fi­cien­za su anzia­ni è occa­sio­ne man­ca­ta”

“Il tema del­la non auto­suf­fi­cien­za in Ita­lia è oggi più che mai al cen­tro del dibat­ti­to pub­bli­co, non solo per le sue impli­ca­zio­ni socia­li, ma anche per l’urgenza det­ta­ta dai nume­ri: l’Italia è uno dei Pae­si più lon­ge­vi al mon­do, con oltre il 24% del­la popo­la­zio­ne sopra i 65 anni. Entro il 2050, si sti­ma che gli over 80 saran­no più di 6 milio­ni. In que­sto con­te­sto, la leg­ge 33/2023 sul­la non auto­suf­fi­cien­za, e i suc­ces­si­vi decre­ti attua­ti­vi, avreb­be­ro dovu­to rap­pre­sen­ta­re una svol­ta. Ma la real­tà è ben più com­ples­sa. La leg­ge dele­ga sul­la non auto­suf­fi­cien­za era sta­ta salu­ta­ta come una rifor­ma epo­ca­le. Dove­va sem­pli­fi­ca­re l’accesso ai ser­vi­zi, uni­fi­ca­re le valu­ta­zio­ni sani­ta­rie e socia­li, raf­for­za­re l’assistenza domi­ci­lia­re e intro­dur­re una “pre­sta­zio­ne uni­ver­sa­le” per gli anzia­ni fra­gi­li. Tut­ta­via, il decre­to attua­ti­vo del mar­zo 2024 ha ridi­men­sio­na­to mol­te di que­ste pro­mes­se. La pre­sta­zio­ne uni­ver­sa­le, ad esem­pio, pre­vi­sta per il 2025–2026 è sta­ta limi­ta­ta agli over 80 già bene­fi­cia­ri dell’indennità di accom­pa­gna­men­to, esclu­den­do milio­ni di anzia­ni sot­to quel­la soglia. Inol­tre, le risor­se eco­no­mi­che sono rima­ste ina­de­gua­te: nes­sun fon­do strut­tu­ra­le è sta­to pre­vi­sto per soste­ne­re l’infrastruttura dei ser­vi­zi domi­ci­lia­ri o resi­den­zia­li. Infi­ne, la valu­ta­zio­ne mul­ti­di­men­sio­na­le, uno stru­men­to cli­ni­co e socia­le fon­da­men­ta­le per com­pren­de­re in modo com­ple­to le con­di­zio­ni di una per­so­na anzia­na, soprat­tut­to se non auto­suf­fi­cien­te è anco­ra in fase spe­ri­men­ta­le e non è sta­ta resa obbli­ga­to­ria su sca­la nazio­na­le. La leg­ge sul­la non auto­suf­fi­cien­za dun­que rischia di rive­lar­si una rifor­ma incom­piu­ta, più sim­bo­li­ca che tra­sfor­ma­ti­va. In un Pae­se che invec­chia rapi­da­men­te, ser­vi­reb­be un cam­bio di para­dig­ma: non solo bonus, ma un siste­ma inte­gra­to di cura, con inve­sti­men­ti in per­so­na­le, tec­no­lo­gie, assi­sten­za domi­ci­lia­re e resi­den­zia­le, e un rico­no­sci­men­to for­ma­le del ruo­lo dei care­gi­ver fami­lia­ri”.

Così, in una nota stam­pa, Car­me­la Tiso, por­ta­vo­ce nazio­na­le Acca­de­mia Ini­zia­ti­va Comu­ne e pre­si­den­te del­la asso­cia­zio­ne Ban­die­ra Bian­ca.

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