Sociale, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Fare di più per inclusione persone con disabilità”

Sociale, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Fare di più per inclusione persone con disabilità”

13/08/2026 0 Di Marco Montini

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Socia­le, Tiso(Acc. Ini­zia­ti­va Comu­ne): “Fare di più per inclu­sio­ne per­so­ne con disa­bi­li­tà”

“L’inclusione del­le per­so­ne con disa­bi­li­tà non è sol­tan­to una que­stio­ne di dirit­ti, ma rap­pre­sen­ta un indi­ca­to­re fon­da­men­ta­le del­la matu­ri­tà socia­le di un Pae­se. Per que­sto è neces­sa­rio fare di più, con inter­ven­ti con­cre­ti e una mag­gio­re con­sa­pe­vo­lez­za col­let­ti­va”. Lo dichia­ra Car­me­la Tiso, por­ta­vo­ce nazio­na­le dell’Accademia Ini­zia­ti­va Comu­ne e pre­si­den­te dell’associazione Ban­die­ra Bian­ca. “Garan­ti­re a ogni per­so­na la pos­si­bi­li­tà di par­te­ci­pa­re pie­na­men­te alla vita del­la comu­ni­tà, indi­pen­den­te­men­te dal­le pro­prie con­di­zio­ni fisi­che, sen­so­ria­li, cogni­ti­ve o psi­co­lo­gi­che, deve esse­re una prio­ri­tà. Nono­stan­te i pro­gres­si com­piu­ti sul pia­no nor­ma­ti­vo e tec­no­lo­gi­co, infat­ti, la real­tà quo­ti­dia­na con­ti­nua a esse­re segna­ta da osta­co­li, bar­rie­re archi­tet­to­ni­che e cul­tu­ra­li e pre­giu­di­zi anco­ra trop­po radi­ca­ti”, pro­se­gue Tiso. Secon­do la por­ta­vo­ce nazio­na­le, “una socie­tà real­men­te inclu­si­va non si costrui­sce sol­tan­to attra­ver­so le leg­gi e le infra­strut­tu­re, ma anche e soprat­tut­to attra­ver­so le rela­zio­ni. “Scuo­la, fami­glia, vici­na­to, asso­cia­zio­ni e isti­tu­zio­ni rap­pre­sen­ta­no i luo­ghi in cui si spe­ri­men­ta con­cre­ta­men­te l’inclusione e nei qua­li si deve impa­ra­re a rico­no­sce­re la diver­si­tà come un valo­re. Volon­ta­ria­to, sport inclu­si­vo, labo­ra­to­ri cul­tu­ra­li e per­cor­si di co-pro­get­ta­zio­ne pos­so­no con­tri­bui­re in modo deci­si­vo a crea­re lega­mi e ad abbat­te­re quel­le bar­rie­re invi­si­bi­li che trop­po spes­so iso­la­no. L’inclusione del­le per­so­ne con disa­bi­li­tà riguar­da tut­ti. Non è un favo­re né un gesto di sem­pli­ce gen­ti­lez­za, ma un dirit­to e un dove­re socia­le. Dob­bia­mo costrui­re una comu­ni­tà nel­la qua­le cia­scu­no pos­sa espri­me­re il pro­prio poten­zia­le, par­te­ci­pa­re e con­tri­bui­re pie­na­men­te alla vita col­let­ti­va. Una socie­tà inclu­si­va è una socie­tà più giu­sta, più ric­ca, più crea­ti­va e soprat­tut­to più uma­na”, con­clu­de Tiso.

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