Roma:Amianto nel cantiere dell’inceneritore di Santa Palomba. Il PCI chiede di fermare i lavori, far verificare l’Arpa. Sabato corteo Albano

Roma:Amianto nel cantiere dell’inceneritore di Santa Palomba. Il PCI chiede di fermare i lavori, far verificare l’Arpa. Sabato corteo Albano

23/09/2026 0 Di Maurizio Aversa

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Foto rea­liz­za­ta e pub­bli­ca­ta su pagi­na FB del­l’u­nio­ne dei comi­ta­ti con­tro l’in­ce­ne­ri­to­re di san­ta palom­ba


Nel can­tie­re del­l’in­ce­ne­ri­to­re di San­ta Palom­ba, il 18 e il 19 set­tem­bre, le ruspe han­no lavo­ra­to fino a not­te. L’U­nio­ne dei Comi­ta­ti con­tro l’in­ce­ne­ri­to­re ha docu­men­ta­to con ripre­se aeree ope­rai in tuta bian­ca inte­gra­le, mate­ria­le rac­col­to in big bag desti­na­ti ai rifiu­ti peri­co­lo­si e tre gran­di cumu­li rima­sti nel­l’a­rea alme­no fino al 20 set­tem­bre. Secon­do i Comi­ta­ti si trat­ta di mate­ria­le con­te­nen­te amian­to, sepol­to lì da quan­do, fra gli anni Ses­san­ta e Set­tan­ta, quel ter­re­no ser­vi­va da disca­ri­ca. Ad oggi né Acea, né Ama, né il Comu­ne di Roma han­no det­to una paro­la.
Il pun­to non è solo cosa c’è sot­to quei teli: è che a distan­za di gior­ni nes­su­no lo ha anco­ra accer­ta­to. Se la denun­cia è fon­da­ta — e a sta­bi­lir­lo devo­no esse­re l’Ar­pa Lazio e la ASL, non un comu­ni­ca­to di par­ti­to — allo­ra in quel can­tie­re sono sta­ti mes­si in peri­co­lo insie­me la sicu­rez­za di chi ci lavo­ra, la salu­te di chi abi­ta un ter­ri­to­rio vastis­si­mo e la tenu­ta ambien­ta­le di un’a­rea che gli stes­si sca­vi han­no già rive­la­to com­pro­mes­sa: i Comi­ta­ti han­no segna­la­to supe­ra­men­ti del­le soglie di con­ta­mi­na­zio­ne per idro­car­bu­ri pesan­ti, idro­car­bu­ri poli­ci­cli­ci aro­ma­ti­ci e cobal­to, e han­no chie­sto for­mal­men­te all’Ar­pa l’a­na­li­si dei mate­ria­li coper­ti, la carat­te­riz­za­zio­ne com­ple­ta del sito e la sospen­sio­ne degli sca­vi. Chie­de­re una veri­fi­ca non è un atto osti­le: è il mini­mo che un’am­mi­ni­stra­zio­ne seria dovreb­be dispor­re da sola, sen­za aspet­ta­re che a fil­ma­re sia­no i cit­ta­di­ni con un dro­ne.

a destra, Mar­co Moro­si­ni, segre­ta­rio del­la Fede­ra­zio­ne PCI di Roma e pro­vin­cia, col segre­ta­rio nazio­na­le PCI Mau­ro Albo­re­si


«Da par­te nostra — com­men­ta Mar­co Moro­si­ni, segre­ta­rio del PCI di Roma e pro­vin­cia — non ci limi­tia­mo alla soli­da­rie­tà: sia­mo den­tro que­sta ver­ten­za come sia­mo den­tro le altre, con la pre­sen­za e la con­di­vi­sio­ne del­le lot­te. E dicia­mo che la denun­cia dei Comi­ta­ti coglie nel segno, per­ché met­te in fila dirit­to alla salu­te, tute­la del­l’am­bien­te e sicu­rez­za sul lavo­ro: tre dirit­ti che non sono tre temi diver­si, ma lo stes­so dirit­to guar­da­to da tre lati.»

Per il Par­ti­to Comu­ni­sta Ita­lia­no que­sta ver­ten­za non è loca­le. È loca­le il can­tie­re, non la logi­ca che lo ha pro­dot­to. Da una par­te c’è la respon­sa­bi­li­tà diret­ta del gover­no Melo­ni, del­la pre­si­den­za Roc­ca e del sin­da­co-com­mis­sa­rio Gual­tie­ri, che su quel­l’im­pian­to han­no costrui­to una cate­na di pote­ri straor­di­na­ri. Dal­l’al­tra c’è quel­la che feri­sce di più: Par­ti­to Demo­cra­ti­co, Allean­za Ver­di e Sini­stra e la lista civi­ca di sini­stra sono con­tro gli ince­ne­ri­to­ri ovun­que in Ita­lia, orga­niz­za­no bar­ri­ca­te ovun­que, e sosten­go­no diret­ta­men­te o indi­ret­ta­men­te quel­lo di San­ta Palom­ba. Quan­do l’am­bien­ta­li­smo si fer­ma davan­ti a un’o­pe­ra deci­sa dai pro­pri ammi­ni­stra­to­ri, non è ambien­ta­li­smo: è subal­ter­ni­tà alla finan­za spe­cu­la­ti­va, e i cit­ta­di­ni la rico­no­sco­no.
Chie­dia­mo quin­di la sospen­sio­ne imme­dia­ta del­le atti­vi­tà di sca­vo e movi­men­ta­zio­ne fino a veri­fi­ca; l’in­ter­ven­to del­l’Ar­pa Lazio e del­la ASL con ana­li­si indi­pen­den­ti sui mate­ria­li rimos­si e sul­l’in­te­ro sito; la pub­bli­ca­zio­ne di tut­ta la docu­men­ta­zio­ne sul­le ope­ra­zio­ni del 18 e 19 set­tem­bre, com­pre­sa la trac­cia­bi­li­tà dei rifiu­ti con­fe­ri­ti; e una rispo­sta pub­bli­ca di Acea, Ama e Comu­ne di Roma, che fino­ra non è arri­va­ta.

Qui il can­di­da­to sin­da­co Fabio Mesti­ci in com­pa­gnia di un altro mani­fe­stan­te, ad uno degli appun­ta­men­ti di lot­ta dei cit­ta­di­ni con­tro l’in­ce­ne­ri­to­re mai fer­ma­to da Rocca(FdI) e da Gual­tie­ri (PD)


«Il nes­so fra que­ste ver­ten­ze sol­tan­to in appa­ren­za ter­ri­to­ria­li e la gestio­ne gene­ra­le del Pae­se — con­clu­de Moro­si­ni — è imme­dia­to. Ser­ve un cam­bia­men­to di siste­ma e un cam­bia­men­to di clas­se poli­ti­ca. Come è acca­du­to nel­le gran­di mobi­li­ta­zio­ni in dife­sa del­la Costi­tu­zio­ne, il com­pi­to dei comu­ni­sti è offri­re un pun­to di rife­ri­men­to e un’al­ter­na­ti­va: alle gio­va­ni gene­ra­zio­ni e a quel­la par­te di elet­to­ra­to che si astie­ne non per disin­te­res­se, ma per­ché non tro­va nes­su­no che dica la veri­tà sui temi che con­ta­no.».
Il PCI — Fede­ra­zio­ne di Roma sarà al cor­teo con­tro l’in­ce­ne­ri­to­re: saba­to 26 set­tem­bre, ore 16, da piaz­za Maz­zi­ni ad Alba­no Lazia­le.

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