Marino. L’Aventino e la lezione di Matteotti

Marino. L’Aventino e la lezione di Matteotti

28/07/2026 0 Di Maurizio Aversa

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il can­di­da­to sin­da­co Fabio Mesti­ci, duran­te la pre­sen­ta­zio­ne del can­di­da­to e degli ele­men­ti di pro­gram­ma del­la coa­li­zio­ne Alter­na­ti­va


«L’Aventino del­le oppo­si­zio­ni non è mai un fat­to posi­ti­vo. Lo san­no bene quei par­ti­ti che abban­do­na­ro­no il Par­la­men­to nel 1924, dopo il delit­to Mat­teot­ti, lascian­do la stra­da spia­na­ta al regi­me fasci­sta. Sì, le oppo­si­zio­ni abban­do­na­ro­no pro­prio quei luo­ghi che Mat­teot­ti difen­de­va “par­la­men­tar­men­te” come ebbe a dire.
Oggi l’opposizione ha fat­to que­sto: si è estro­mes­sa dal con­fron­to, nono­stan­te, solo a leg­ge­re l’o.d.g. del Con­si­glio Comu­na­le, si potes­se ascol­ta­re il tin­tin­nio del­le scia­bo­le.
Inve­ce no, l’opposizione ha deci­so di riti­rar­si dal con­fron­to, for­se rite­nu­to inu­ti­le, ma che inve­ce è la base di ogni for­ma di poli­ti­ca.
Mar­tel­la (Lega), Espo­sto (Lega), Cri­san­ti (For­za Ita­lia), Rapa­rel­li (For­za Ita­lia), Coliz­za (5stelle), Cer­ro (5stelle), Bla­set­ti (5stelle), Car­me­si­ni (Con.te/5stelle), Venan­zo­ni (Scel­ta concreta/PD) e Sil­va­ni (PD).
Un dato però con­fer­ma quan­to det­to in pre­ce­den­za: “l’opposizione uni­ta” è pron­ta “anco­ra pochi mesi…e la cit­tà tor­ne­rà a cre­sce­re”. Final­men­te si dichia­ra­no: PD, 5stelle, Lega e For­za Ita­lia, sono pron­ti, han­no un pro­get­to comu­ne, una comu­nio­ne di inten­ti.
I due con­si­glie­ri del­la Lega e i due di For­za Ita­lia a giu­gno ave­va­no pre­sen­ta­to il pro­gram­ma con­di­vi­so con il cen­tro­si­ni­stra, a luglio ave­va­no chie­sto di sti­la­re un pro­gram­ma con­di­vi­so con il cen­tro­de­stra e ino­pi­na­ta­men­te inve­ce si ricom­pat­ta­no, in gra­ve ossi­mo­ro, con il diser­ta­re tut­ti le isti­tu­zio­ni insie­me ai “cosid­det­ti” pro­gres­si­sti.
Dall’altra par­te un cen­tro­de­stra che si appro­va da solo docu­men­ti impor­tan­ti per la cit­tà. Se il con­fron­to è nega­to per assen­za (sba­glia­ta) dell’interlocutore, qual­che doman­da dovreb­be pur esser for­mu­la­ta. Sen­za dimo­stra­re ghiot­tez­za ricer­can­do il record del Con­si­glio Comu­na­le più bre­ve del mon­do, l’assenza dell’opposizione (o meglio, del­la nascen­te coa­li­zio­ne), dove­va por­ta­re ad una rifles­sio­ne più inti­ma, ad una ana­li­si più pro­fon­da sul com­por­ta­men­to adot­ta­to.
Non una par­te, ma tut­te e due le par­ti han­no tra­di­to il man­da­to ripo­sto nel­le loro mani dai cit­ta­di­ni. I cit­ta­di­ni non chie­do­no azio­ni soli­ta­rie, ma con­fron­to su come miglio­ra­re la cit­tà.
Se si gri­da al “Rinun­cia­re al ruo­lo di con­trol­lo dell’opposizione” la mag­gio­ran­za deve però far men­te loca­le su quan­do que­sta azio­ne di con­trol­lo sia sta­ta age­vo­la­ta in que­sti 5 anni, dimo­stran­do tra­spa­ren­za mas­si­ma nell’azione ammi­ni­stra­ti­va.
Que­sto acca­de, quan­do si pen­sa al tra­guar­do (meri­ta­to o meno) del­le ele­zio­ni, non ai biso­gni dei cit­ta­di­ni.».
Così in una nota, il can­di­da­to sin­da­co del­la coa­li­zio­ne Alter­na­ti­va, Fabio Mesti­ci, dopo la non par­te­ci­pa­zio­ne di die­ci con­si­glie­ri d’opposizione all’ultimo Con­si­glio Comu­na­le

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