Marino. Mestici, Coalizione Alternativa, denuncia: Centro storico e trasparenza, lavori pubblici eseguiti da un Consigliere in zona paesaggistica

Marino. Mestici, Coalizione Alternativa, denuncia: Centro storico e trasparenza, lavori pubblici eseguiti da un Consigliere in zona paesaggistica

20/07/2026 0 Di Maurizio Aversa

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pic­co­la ruspa al lavo­ro di manu­ten­zio­ne con inter­ven­to impor­tan­te in zona cen­tro sto­ri­co a Mari­no (lar­go Palaz­zo Colon­na)


La Coa­li­zio­ne Alter­na­ti­va di Marino,PSI, PCI, DPL, Esse­re Mari­no, per il tra­mi­te del can­di­da­to Fabio Mesti­ci, ha depo­si­ta­to in data odier­na un for­ma­le ed arti­co­la­to espo­sto-denun­cia indi­riz­za­to alla Pro­cu­ra del­la Repub­bli­ca di Vel­le­tri, al Coman­do Cara­bi­nie­ri Tute­la Patri­mo­nio Cul­tu­ra­le (TPC) di Roma, alla Soprin­ten­den­za e al Segre­ta­rio Gene­ra­le del Comu­ne di Mari­no.
Al cen­tro del­la segna­la­zio­ne vi è la richie­sta di un’im­me­dia­ta veri­fi­ca sul­la rego­la­ri­tà urba­ni­sti­ca, con­trat­tua­le e pae­sag­gi­sti­ca di alcu­ni inter­ven­ti manu­ten­ti­vi in cor­so in Lar­go Palaz­zo Colon­na, un’a­rea di pie­na pro­prie­tà pub­bli­ca situa­ta intor­no a Palaz­zo Colon­na, bene sot­to­po­sto a vin­co­lo di mas­si­ma tute­la ex D.Lgs. 42/2004.
Com se non bastas­se sem­bra appar­so a diri­ge­re i lavo­ri un Con­si­glie­re Comu­na­le, in chia­ra incom­pa­ti­bi­li­tà come descrit­to dal D. Lgs. n. 267/2000.
L’art. 63 com­ma 1 n. 2 del D. Lgs. n. 267/2000, pre­ve­de una cau­sa di incom­pa­ti­bi­li­tà per i con­si­glie­ri comu­na­li che si tro­va­no ad aver par­te diret­ta­men­te o indi­ret­ta­men­te in appal­ti nell’interesse del comu­ne.
Sem­bra infat­ti che l’impresa, inte­sta­ta alla com­pa­gna del Con­si­glie­re, sia desti­na­ta­ria di un affi­da­men­to diret­to per la siste­ma­zio­ne di Lar­go Palaz­zo Colon­na. Tut­to ciò dovreb­be pre­ve­de­re le dovu­te pre­scri­zio­ni del­la Soprin­ten­den­za, che ci augu­ria­mo sia­no sta­te emes­se. Altri­men­ti sareb­be l’ennesimo sfre­gio al patri­mo­nio cul­tu­ra­le ope­ra­to da que­sta ammi­ni­stra­zio­ne.

il can­di­da­to sin­da­co Fabio Mesti­ci, duran­te la pre­sen­ta­zio­ne del can­di­da­to e degli ele­men­ti di pro­gram­ma del­la coa­li­zio­ne Alter­na­ti­va


“Ad un atten­to esa­me visi­vo dei luo­ghi, l’a­rea inte­res­sa­ta dal­le ope­re appa­re total­men­te pri­va del­la pre­scrit­ta tabel­la infor­ma­ti­va di can­tie­re – dichia­ra Fabio Mesti­ci – un’as­sen­za che per­si­ste in modo con­ti­nua­ti­vo e che non costi­tui­sce solo una pale­se vio­la­zio­ne dei rego­la­men­ti edi­li­zi, ma che si con­fi­gu­ra come un for­te indi­zio del­la poten­zia­le man­can­za dei neces­sa­ri tito­li abi­li­ta­ti­vi pri­ma­ri a mon­te, qua­li auto­riz­za­zio­ni comu­na­li o nul­la osta vin­co­lan­ti del­la Soprin­ten­den­za sul­l’i­do­nei­tà dei mate­ria­li uti­liz­za­ti”.
A ren­de­re la vicen­da un vero e pro­prio enig­ma ammi­ni­stra­ti­vo è la pre­sen­za, sul posto, di un’or­di­nan­za diri­gen­zia­le del Comu­ne di Mari­no vol­ta a vie­ta­re tem­po­ra­nea­men­te la sosta ai cit­ta­di­ni per age­vo­la­re logi­sti­ca­men­te i lavo­ri. “Se gli uffi­ci tec­ni­ci e gli enti sovraor­di­na­ti non aves­se­ro mai rila­scia­to le auto­riz­za­zio­ni pri­ma­rie per l’e­se­cu­zio­ne di quel­le ope­re su suo­lo dema­nia­le, l’e­mis­sio­ne di un divie­to di sosta si con­fi­gu­re­reb­be come un para­dos­so isti­tu­zio­na­le, pri­van­do la col­let­ti­vi­tà di un ser­vi­zio pub­bli­co sen­za i dovu­ti pre­sup­po­sti di leg­ge”, con­ti­nua Mesti­ci.

cubo di arre­do pre­e­si­sten­te, ora ogget­to di sosti­tu­zio­ne


Sul­l’Al­bo Pre­to­rio e nel­la sezio­ne “Ammi­ni­stra­zio­ne Tra­spa­ren­te” del Comu­ne, non risul­te­reb­be infat­ti alcu­na trac­cia di pro­ce­du­re di gara, affi­da­men­ti diret­ti, con­trat­ti di spon­so­riz­za­zio­ne o con­ven­zio­ni asso­cia­ti­ve che giu­sti­fi­chi­no l’in­ter­ven­to da par­te di pri­va­ti su un’a­rea pub­bli­ca vin­co­la­ta, ren­den­do igno­ti i costi e i qua­dri eco­no­mi­ci del­l’o­pe­ra. Da visu­ra del­la Came­ra di Com­mer­cio, inol­tre, l’im­pre­sa ese­cu­tri­ce risul­te­reb­be ricon­du­ci­bi­le a stret­ti vin­co­li per­so­na­li con un ammi­ni­stra­to­re comu­na­le attual­men­te in cari­ca, ele­men­to che impo­ne una dove­ro­sa e pru­den­te veri­fi­ca inter­na da par­te del Respon­sa­bi­le Anti­cor­ru­zio­ne del­l’En­te in mate­ria di poten­zia­li con­flit­ti di inte­res­se.

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