Carburanti, Confeuro: “Proteste e disagi. Il Sud Italia chiede interventi strutturali”

Carburanti, Confeuro: “Proteste e disagi. Il Sud Italia chiede interventi strutturali”

21/10/2026 0 Di Marco Montini

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Car­bu­ran­ti, Con­feu­ro: “Pro­te­ste e disa­gi. Il Sud Ita­lia chie­de inter­ven­ti strut­tu­ra­li”

Le isti­tu­zio­ni nazio­na­li ed euro­pee devo­no met­te­re al cen­tro del­la pro­pria agen­da il mon­do agri­co­lo e la pro­du­zio­ne pri­ma­ria, veri moto­ri del­l’e­co­no­mia del Mez­zo­gior­no, con azio­ni strut­tu­ra­li e di lun­go perio­do. La mobi­li­ta­zio­ne dei pro­dut­to­ri agri­co­li, uni­ta alle sof­fe­ren­ze del­l’au­to­tra­spor­to, alle dif­fi­col­tà nei rifor­ni­men­ti di car­bu­ran­te e alle pre­oc­cu­pa­zio­ni per la tenu­ta del­le for­ni­tu­re nei super­mer­ca­ti, descri­ve una cri­si pro­fon­da che par­te dal­la ter­ra e si riflet­te su tut­ta la socie­tà. Ser­vo­no atten­zio­ne, ascol­to e, soprat­tut­to, rispo­ste con­cre­te”. Così Andrea Tiso, pre­si­den­te nazio­na­le di Con­feu­ro, la Con­fe­de­ra­zio­ne Agri­col­to­ri Euro­pei. “I pro­dut­to­ri agri­co­li stan­no affron­tan­do una pres­sio­ne inso­ste­ni­bi­le, com­pres­si tra l’au­men­to dei costi pro­dut­ti­vi ed ener­ge­ti­ci e la fra­gi­li­tà del­la logi­sti­ca. Quan­do la filie­ra agroa­li­men­ta­re entra in affan­no — anche a cau­sa dei com­ples­si sce­na­ri inter­na­zio­na­li — le con­se­guen­ze tra­vol­go­no l’in­te­ro siste­ma dei tra­spor­ti, la distri­bu­zio­ne e infi­ne le fami­glie. Non pos­sia­mo per­met­te­re che a paga­re il prez­zo più alto sia­no sem­pre i pic­co­li agri­col­to­ri e i con­su­ma­to­ri. Per que­sto, il Gover­no deve far­si subi­to pro­mo­to­re di un tavo­lo di con­fron­to per­ma­nen­te tra set­to­re pri­ma­rio, del­l’in­du­stria del­la tra­sfor­ma­zio­ne e Gran­de Distri­bu­zio­ne Orga­niz­za­ta (GDO), con l’o­biet­ti­vo prio­ri­ta­rio di rie­qui­li­bra­re la distri­bu­zio­ne del valo­re lun­go la filie­ra, garan­ten­do prez­zi giu­sti all’o­ri­gi­ne e tute­lan­do il red­di­to di chi pro­du­ce. Sul fron­te del­lo svi­lup­po del Sud — pro­se­gue Tiso — ci aspet­ta­va­mo che il PNRR rap­pre­sen­tas­se la svol­ta deci­si­va con un pia­no straor­di­na­rio di ope­re pub­bli­che. Inve­ce, non riscon­tria­mo anco­ra quel sal­to di qua­li­tà neces­sa­rio: man­ca­no inter­ven­ti dav­ve­ro inci­si­vi sia sul pia­no del­la logi­sti­ca e dei tra­spor­ti, inclu­sa una moder­na rete su rota­ia per la movi­men­ta­zio­ne del­le mer­ci, sia sul fron­te del­le infra­strut­tu­re idri­che, risor­sa impre­scin­di­bi­le e sem­pre più dram­ma­ti­ca­men­te a rischio per l’a­gri­col­tu­ra meri­dio­na­le. È indi­spen­sa­bi­le, infi­ne, una stra­te­gia d’im­pat­to sul pia­no ener­ge­ti­co che affran­chi defi­ni­ti­va­men­te l’I­ta­lia e l’Eu­ro­pa dal­la dipen­den­za dai com­bu­sti­bi­li fos­si­li, in par­ti­co­la­re da petro­lio e gas natu­ra­le, le cui flut­tua­zio­ni geo­po­li­ti­che con­ti­nua­no a stroz­za­re le impre­se agri­co­le. Il Sud non chie­de inter­ven­ti tam­po­ne, ma pro­gram­ma­zio­ne e inve­sti­men­ti veri. Sal­va­re la pro­du­zio­ne agri­co­la e dota­re il Mez­zo­gior­no di infra­strut­tu­re ade­gua­te signi­fi­ca garan­ti­re la sovra­ni­tà ali­men­ta­re e il futu­ro eco­no­mi­co del­l’in­te­ro Pae­se”, con­clu­de Tiso

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