Marino. Violento orrore inaccettabile!

Marino. Violento orrore inaccettabile!

15/10/2026 0 Di Maurizio Aversa

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Dal­l’An­sa: “Sta­va­no tor­nan­do a casa a pie­di intor­no a mez­za­not­te quan­do due ami­che sedi­cen­ni sono sta­te rapi­na­te e una di loro vio­len­ta­ta. È acca­du­to a ini­zio set­tem­bre su via Appia a Mari­no, nel­l’a­rea dei Castel­li Roma­ni.
Ora il pre­sun­to respon­sa­bi­le, un 29enne, è fini­to in car­ce­re. La poli­zia ha ese­gui­to ieri un’or­di­nan­za di custo­dia cau­te­la­re per vio­len­za ses­sua­le su mino­re e rapi­na aggra­va­ta. Dopo lo stu­pro, l’ag­gres­so­re era fug­gi­to. Le vit­ti­me, tor­na­te a casa, han­no dato e l’al­lar­me insie­me ai geni­to­ri e sono scat­ta­te le inda­gi­ni.”

Fabio Mesti­ci, can­di­da­to Sin­da­co a Mari­no 2027 per la coa­li­zio­ne Alter­na­ti­va


In una nota, Fabio Mesti­ci, del­la coa­li­zio­ne l’Al­ter­na­ti­va, espri­me con par­te­ci­pa­zio­ne e con ragio­na­men­to con­cre­to il pun­to di vista pro­prio e dei suoi sote­ni­to­ri:
“Quel­lo che è acca­du­to a Mari­no è inac­cet­ta­bi­le. Il nostro pen­sie­ro va alle ragaz­ze e alle rispet­ti­ve fami­glie, in que­ste ore dif­fi­ci­lis­si­me e deli­ca­tis­si­me.

C’è biso­gno di un’analisi socia­le più pro­fon­da del­le soli­te pole­mi­che su video­sor­ve­glian­za e illu­mi­na­zio­ne, che a Mari­no pur man­ca­no.

Que­sto mon­do, dovreb­be evol­ver­si com­pren­den­do appie­no dove ini­zia­no e fini­sco­no le liber­tà indi­vi­dua­li.

Epi­so­di come que­sto, ci devo­no far riflet­te­re su come, erran­do, la socie­tà pen­sa­va che la mer­ci­fi­ca­zio­ne del­la don­na finis­se con l’evolversi del­le nuo­ve tec­no­lo­gie, inve­ce l’evoluzione di que­ste ha por­ta­to alla mol­ti­pli­ca­zio­ne dei cana­li comu­ni­ca­ti­vi sen­za i dovu­ti fil­tri.
Non è que­stio­ne di gon­ne trop­po lun­ghe o trop­po cor­te, ma di una rivo­lu­zio­ne cul­tu­ra­le neces­sa­ria.
Stu­pi­sce infat­ti che l’aguzzino sia un impie­ga­to tren­ten­ne incen­su­ra­to e inqua­dra­to nel­la socie­tà, eppu­re capa­ce di que­ste vio­len­ze.

Ci augu­ria­mo che l’artefice di que­sta vio­len­za pos­sa intra­pren­de­re un cam­mi­no di con­sa­pe­vo­lez­za e com­pren­sio­ne scon­tan­do la giu­sta pena.

Non dob­bia­mo cade­re nel­la ten­ta­zio­ne di cre­de­re che la sicu­rez­za pas­si solo attra­ver­so una mili­ta­riz­za­zio­ne del ter­ri­to­rio anzi­ché una neces­sa­ria cre­sci­ta cul­tu­ra­le che par­ta dal­la fami­glia, dal­le scuo­le, del­la neces­sa­ria edu­ca­zio­ne ses­suo-affet­ti­va e soprat­tut­to nel sacro rispet­to del­la liber­tà indi­vi­dua­le.”

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