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“Un uomo è un Uomo”, di Marco Onofrio: la poesia civile contro la guerra
20/01/2026Questo articolo è stato letto 309 volte!
“Un uomo è un Uomo”, di Marco Onofrio: la poesia civile contro la guerra
Marco Onofrio urla al mondo i suoi perché, e lo fa da poeta, utilizzando una delle sue corde espressive più importanti e sensibili, quella dell’impegno. Il prolifico e pluripremiato scrittore romano giunge alla sua diciassettesima opera poetica – sfiorando così la mirabile quota dei 50 libri pubblicati, tra poesia, saggistica, narrativa e teatro – con “Un uomo è un Uomo. Poesia civile (2008–2025)”, recentemente edito da Edilazio per il settore letterario EdiLet. Come si evince dal sottotitolo, si tratta di una raccolta antologica di composizioni a carattere “civile”, cioè di impegno sociale e politico, grazie a cui Onofrio fa il punto su questo aspetto della sua opera in versi. C’è anzitutto la versione aggiornata del classico “Emporium. Poemetto di civile indignazione” (2008), ad oggi la sua opera di maggior impatto, emendata alla luce delle esperienze sceniche che l’hanno vista più volte recitata e rappresentata nel corso degli anni, e qui riproposta con il titolo “La cenere dei Sogni” (già audiolibro musicale del 2020, in collaborazione con Valerio “Saman” Mattei). Il titolo del libro è tratto da uno dei momenti più vibranti del poemetto: «Un uomo è un uomo / sotto ogni cielo / perché ogni cielo è / il Cielo / ed ogni uomo è / l’Uomo». Segue un Intermezzo, “Ci vorrebbero libri”, dedicato al “disagio della civiltà” che travierebbe, secondo Onofrio, la natura fondamentalmente benigna dell’essere umano, da cui il bisogno urgente di depurare le scorie velenose e rieducare le persone all’etica della vita. Quindi la seconda ed ultima sezione del libro, “Del Sole malato”, con alcune poesie già pubblicate, come “Disperatamente Italia” (sul degrado morale del nostro Paese) e “Magistra Iniquitatis” (sul fallimento ormai evidente dell’Unione Europea), ed altre inedite o di recente composizione, come le sarcastiche “Complimenti e auguri”, “Il socialista”, “Colloquio con il Comandante”. La guerra diventa qui il tema cruciale e urgente, a cui dedicare ogni attenzione sia per rendersi conto dello scandalo osceno che significa, sia per opporle concreti dispositivi di pace. Il percorso si conclude con la pugnace “Ma”, che ammette la fatica di vivere questi tempi complessi e confusi, e tuttavia rilancia la necessità di resistere e non arrendersi mai, poiché «dinanzi alle nequizie / dei soprusi / il sangue insorge / e non sente ragioni».
«L’autore non trattiene uno sbocco di livore, di risentimento che gli strozza la voce, anche quando è sui toni dell’invettiva» nota Paolo Di Paolo nell’Introduzione al volume. Quella di “Un uomo è Uomo” è «un’orazione che non nasconde certe stille apocalittico-reazionarie, un pasolinismo se possibile perfino più radicale; ma a commuovere – come sempre in Onofrio, che sia dalle parti del cielo o nelle profondità del terreno/terrestre – è una radicale estrema pietà per il vivente. Il vivente in quanto tale. Il vivente in quanto condannato a vivere. A sopravvivere: sotto un cielo «enorme ma chiuso / buio, freddo, profondo»; in fronte a un mare diventato asciutto (il «cimitero azzurro» che «inghiotte tanti urli disperati»). Quali magnifiche sorti? E quale speranza nel tempo della Grande Vessazione?».
Da questo libro Onofrio ha anche tratto una performance poetico-musicale, dal titolo “Maledizione della guerra”, che è andata già diverse volte in scena con i “Primo Consumo”, la piccola band fondata dallo stesso Onofrio qualche mese fa e che lo vede protagonista al canto e alla recitazione, coadiuvato dalla figlia Valentina alle percussioni e da Lorenzo Giammarioli al basso e alla chitarra acustica. Dal punto vista musicale “Maledizione della guerra” è un’opera-pop dedicata, com’è facile intuire, al tema della pace: consta di 12 canzoni originali e 5 intermezzi strumentali, musica e testi composti da Onofrio nelle inedite vesti di cantautore. Lo spettacolo ha finora avuto luogo a Muccia, nelle Marche, per la Terza Edizione del Festival poetico “Visioni”; a Roma, al Villaggio Cultura “Pentatonic” e (in forma di estratto) al Centro Congressi “La Nuvola” per la Fiera “Più libri più liberi”; a Marino, presso la Sala “Lepanto” del Comune. La prossima esibizione è prevista al Bibliopop di Santa Maria delle Mole, il 21 febbraio 2026.
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Classe ’82, giornalista pubblicista dal 2012, cronista di strada dal 2007, scrivo ormai da tempo di sport, politica, sociale e cultura. Attualmente collaboro con testate dei Castelli Romani e della Capitale, fornendo al contempo prestazioni e consulenze di comunicazione per numerose realtà territoriali, private e pubbliche. Laziale, teatrante, animale sociale, adoro viaggiare, conoscere e nutrirmi della diversità, del nuovo, dello sconosciuto.

