Roma. Horafelix. Marco Onofrio con i Primo Consumo il 24 aprile al Caffè Letterario Horafelix di Roma, per una nuova data di “Maledizione della guerra”

Roma. Horafelix. Marco Onofrio con i Primo Consumo il 24 aprile al Caffè Letterario Horafelix di Roma, per una nuova data di “Maledizione della guerra”

19/04/2026 0 Di Maurizio Aversa

Que­sto arti­co­lo è sta­to let­to 616 vol­te!

Male­di­zio­ne del­la guer­ra alla Sala Lepan­to, Mari­no


Dopo quel­le al Pen­ta­to­nic e alla Nuvo­la di Fuk­sas, in occa­sio­ne del­la Fie­ra “Più libri più libe­ri”, Mar­co Ono­frio gui­da i Pri­mo Con­su­mo ver­so una nuo­va data roma­na del­lo spet­ta­co­lo di musi­ca e poe­sia civi­le dal tito­lo “Male­di­zio­ne del­la guer­ra” che andrà in sce­na vener­dì pros­si­mo 24 apri­le, alle ore 18.30, pres­so il Caf­fè Let­te­ra­rio Hora­fe­lix (via Reg­gio Emi­lia, 89). Sarà la sesta esi­bi­zio­ne uffi­cia­le del­la pic­co­la ma effi­ca­ce band crea­ta dal­lo stes­so Ono­frio, impe­gna­to alla let­tu­ra dram­ma­tiz­za­ta e al can­to, con sua figlia Valen­ti­na alle per­cus­sio­ni e Loren­zo Giam­ma­rio­li al bas­so e alla chi­tar­ra acu­sti­ca. Una band castel­la­na, dun­que, dato che i due Ono­frio vivo­no a Grot­ta­fer­ra­ta e Giam­ma­rio­li a Mon­te Por­zio.

Una del­le carat­te­ri­sti­che che ren­do­no memo­ra­bi­le la per­for­man­ce dei Pri­mo Con­su­mo, già ese­gui­ta anche alla Sala Lepan­to di Mari­no e al Biblio­pop di San­ta Maria del­le Mole, è data pro­prio dal fat­to che si par­li di guer­ra attra­ver­so un incon­tro crea­ti­vo tra gene­ra­zio­ni: Ono­frio, affer­ma­to poe­ta e scrit­to­re cin­quan­ta­cin­quen­ne, can­ta e reci­ta per l’occasione con due gio­va­ni musi­ci­sti sedi­cen­ni, appun­to Valen­ti­na e Loren­zo: come a dire, pas­sa­to e futu­ro in dia­lo­go per un con­fron­to costrut­ti­vo sugli sce­na­ri (e i moti­vi pro­fon­di) di que­sto tem­po fol­le che ci ango­scia. Il testo poe­ti­co affron­ta lo schi­fo eter­no del­la guer­ra, l’orrore e gli effet­ti deva­stan­ti, ma ne appro­fon­di­sce anche i moti­vi rea­li, gli ingra­nag­gi nasco­sti, i lega­mi con le zone oscu­re del­la natu­ra uma­na. Così fan­no anche le 12 can­zo­ni com­po­ste da Ono­frio, qui nel­le fino­ra ine­di­te vesti di can­tau­to­re, e i 5 inter­mez­zi stru­men­ta­li che com­ple­ta­no il set musi­ca­le dell’opera. Si trat­ta di un viag­gio del­la coscien­za che par­te dagli squi­li­bri pla­ne­ta­ri deter­mi­na­ti nel­la cie­ca e indi­scri­mi­na­ta rin­cor­sa del pro­fit­to, poi attra­ver­sa l’inferno del­la guer­ra, arri­va all’arcobaleno del­la pace e si pro­du­ce in una luci­da medi­ta­zio­ne sui “semi di spe­ran­za” che il futu­ro potreb­be anco­ra riser­var­ci, per con­clu­der­si dun­que con una nota lumi­no­sa.

Ono­frio ha sem­pre coin­vol­to altri poe­ti e musi­ci­sti nel­le pre­ce­den­ti date di “Male­di­zio­ne del­la guer­ra”; anche in que­sta occa­sio­ne sono sta­ti chia­ma­ti due poe­ti di altis­si­mo pro­fi­lo intel­let­tua­le, come Ste­fa­nia Di Lino e lo spa­gno­lo Berar­do San­tos, in sog­gior­no tem­po­ra­neo a Roma, che arric­chi­ran­no la sera­ta con due momen­ti di rea­ding sul tema del­la Pace.

Related Images: