*I mille volti della bellezza nel nuovo libro di Marco Onofrio: esce, con ACAB Edizioni di Santa Maria delle Mole, il saggio “Sulla Poesia”*

*I mille volti della bellezza nel nuovo libro di Marco Onofrio: esce, con ACAB Edizioni di Santa Maria delle Mole, il saggio “Sulla Poesia”*

14/05/2026 0 Di Marco Montini

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*I mil­le vol­ti del­la bel­lez­za nel nuo­vo libro di Mar­co Ono­frio: esce, con ACAB Edi­zio­ni di San­ta Maria del­le Mole, il sag­gio “Sul­la Poe­sia”*

Mar­co Ono­frio par­to­ri­sce il libro che lo avvi­ci­na alla soglia incre­di­bi­le dei 50 volu­mi pub­bli­ca­ti a 55 anni d’età! Una pro­du­zio­ne da record non solo per quan­ti­tà di ope­re e pagi­ne, ma anzi­tut­to per varie­tà di gene­ri (poe­sia, nar­ra­ti­va, sag­gi­sti­ca, tea­tro) e qua­li­tà degli esi­ti, come atte­sta­no le tra­du­zio­ni, le recen­sio­ni pre­sti­gio­se e i 60 pre­mi, nazio­na­li e inter­na­zio­na­li, che Ono­frio ha con­se­gui­to fino ad oggi. Il pro­li­fi­co ed eclet­ti­co scrit­to­re, roma­no di nasci­ta ma castel­la­no di ado­zio­ne, si pro­po­ne dun­que con la sua qua­ran­tot­te­si­ma fati­ca let­te­ra­ria, ed è di nuo­vo il tur­no del­la sag­gi­sti­ca. Ecco “Sul­la Poe­sia”, che Ono­frio ha gene­ro­sa­men­te affi­da­to ai tipi di ACAB Edi­zio­ni, una pic­co­la real­tà edi­to­ria­le mari­ne­se lega­ta al Biblio­pop di San­ta Maria del­le Mole. Si trat­ta di un volu­met­to di 160 pagi­ne, agi­le e cor­po­so allo stes­so tem­po, in cui e con cui Ono­frio rea­liz­za una sin­te­si “magi­stra­le” del suo pen­sie­ro di poe­ta, cri­ti­co e stu­dio­so di let­te­ra­tu­ra, affron­tan­do ed esplo­ran­do le prin­ci­pa­li que­stio­ni del­la poe­sia e dei suoi mol­te­pli­ci uni­ver­si.

Che cos’è la poe­sia? Quan­te e qua­li sono le sue pos­si­bi­li defi­ni­zio­ni? Qual è la “pro­spet­ti­va poe­ti­ca” del­lo sguar­do? Per­ché i poe­ti scri­vo­no? La poe­sia è noio­sa? La poe­sia può cam­bia­re il mon­do? A que­ste e a tan­te altre doman­de rispon­de Ono­frio nel cor­so del­le pagi­ne, e non lo fa “ex cathe­dra” da pro­fes­so­re pedan­te ma, appun­to, da Mae­stro e Poe­ta rico­no­sciu­to qual è, dun­que sen­za veri­tà apo­dit­ti­che in tasca ma in modo uma­no, aper­to ed espe­rien­zia­le, coin­vol­gen­do il let­to­re alla sco­per­ta e alla ricer­ca di un per­cor­so che, come un fiu­me sinuo­so, va rea­liz­zan­do­si man mano che pro­ce­de. Non ci sono chiac­chie­re a vuo­to ma ragio­na­men­ti vivi che nasco­no dall’esperienza del­la scrit­tu­ra e dal con­fron­to diret­to con i testi (oltre 100 gli auto­ri cita­ti per for­ni­re esem­pi con­cre­ti a ciò che, di vol­ta in vol­ta, emer­ge nel­le pie­ghe del discor­so: da Ome­ro ad Ari­sto­te­le, da Pla­to­ne a Pao­lo di Tar­so, da Cam­pa­nel­la a Tas­so, da Goe­the a Fosco­lo, da Leo­par­di ad Unga­ret­ti, da Roda­ri a Turol­do, ecc.)… È un’opera che par­la con­tem­po­ra­nea­men­te a pub­bli­ci diver­si: ai poe­ti e agli aspi­ran­ti tali, ai let­to­ri appas­sio­na­ti di poe­sia, ai docen­ti che la inse­gna­no, agli allie­vi che la stu­dia­no, ma anche a chi non ha alcu­na fre­quen­ta­zio­ne dell’argomento e che, se si lascia incu­rio­si­re dai tre­di­ci capi­to­li, sarà mes­so in gra­do di per­ce­pi­re la poe­sia non più come “illu­stre sco­no­sciu­ta” ma come pre­sen­za ami­che­vo­le e fami­glia­re, pra­ti­ca­men­te una di casa: una bel­la signo­ra di cui maga­ri, dopo i mal­vis­su­ti obbli­ghi sco­la­sti­ci, si sono per­se le trac­ce. E Ono­frio glie­le fa ritro­va­re: ha con­ce­pi­to il libro come un sag­gio di divul­ga­zio­ne este­ti­ca, cioè di rifles­sio­ne sull’arte e la bel­lez­za in gene­re, ma anche come un manua­le di let­tu­ra e di scrit­tu­ra che si lascia apprez­za­re per il modo affa­bi­le e leg­ge­ro, ispi­ra­to e ric­co di sug­ge­stio­ni, pro­fon­do e chia­ro di luci­di­tà.

Mar­co Ono­frio dimo­stra anco­ra una vol­ta che la cri­ti­ca let­te­ra­ria, quan­do eser­ci­ta­ta ad alti livel­li, appar­tie­ne di fat­to alla moda­li­tà del lin­guag­gio crea­ti­vo e del­la buo­na scrit­tu­ra, tan­to che in que­sto pia­ce­vo­le volu­met­to egli rie­sce nell’impresa di “fare poe­sia” men­tre ne affron­ta l’irriducibile miste­ro.

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