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Roma. La poesia sentinella di pace: l’impegno civile di Marco Onofrio, tra il “Falastin Festival” e la nuova data romana di “Maledizione della guerra” al Teatro degli Scrittori
22/06/2026Questo articolo è stato letto 533 volte!

Fabio Sebastiani e Imma Schiena con la giovane gazawi Jana Alwhedie
I partecipanti al Falastin Festival hanno avuto il privilegio della ragione mista alla passione che ha denunciato forte l’Europa quale raffinata barbarie. Quale ipocrita travestita da civiltà occidentale. Quale realtà concreta di una periferia degli imperi finanziari! Questo privilegio è stato offerto dall’intimo delle anime scosse di poeti e poetesse. Qui in particolare proponiamo il protagonismo di tutti e tutte e l’evidenza particolare di Marco Onofrio.

Marco Onofrio in lettura al Falestin Festival
La parola letteraria, soprattutto quella poetica, può assolvere a un compito molto importante dal punto di vista politico e civile, mirando a svegliare chi legge e ascolta dall’inconsapevolezza, dal torpore o, peggio, dall’indifferenza, agevolando cioè la sua presa d’atto della realtà per spronarlo a non accettare più passivamente le cose “così come (non) vanno”. Tra i poeti italiani più tenaci e integri nel perseguire la direzione “ostinata e contraria” delle voci libere c’è sicuramente Marco Onofrio. Lo scrittore romano di adozione castellana (vive ai Colli Albani dal lontano 1988) ha partecipato ieri, 21 giugno, al reading “Poeti e poesie per la Pace” organizzato da Ilaria Giovinazzo e Fabio Sebastiani all’interno del “Falastin Festival” (Festival della cultura palestinese a Roma) presso il Parco dei caduti a San Lorenzo, Roma. Introdotto dalla cordiale accoglienza di Yousef Salman, il reading ha visto protagonisti tra gli altri, oltre ad Onofrio, la giovane gazawi Jana Alwhedie, Imma Schiena, Paola Oliva, Stefania Di Lino, Salim Elmaoued, Luciana Raggi, Elisabetta Petrolati e Davide Toffoli.

Fabio Sebastiani, Imma Schiena e Ilaria Giovinazzo
Le letture poetiche hanno liberato altissimi significati e suscitato viva emozione, richiamando l’attenzione del folto pubblico sull’orrore del genocidio palestinese e della guerra in genere, e inducendo riflessioni mai scontate sulle cause e sulle conseguenze del “sistema” economico e politico che ha portato alla follia imperante nel mondo attuale. Il reading è stato intervallato dai suggestivi interventi musicali dei Policantus, e seguito infine dalla performance teatrale “Piovono bombe” per la regia di Beatrice Simonetti. Marco Onofrio ha letto per terzo, in ordine di apparizione, proponendo una riflessione in versi sull’Europa a cui ha anteposto il seguente discorso introduttivo: «L’Europa è finita e forse non è mai esistita, se non come culla della barbarie più raffinata della storia: quella travestita da civiltà. La stessa barbarie, oggi davvero spudorata, con cui l’Occidente si oppone al suo stesso inesorabile declino. Siamo periferia degli imperi finanziari globalizzati. Inesistenti come Unione e soprattutto succubi del modello unico (mercato, partito, pensiero) che vuole uniformarci esaltando la differenza e manipolarci fingendo una democrazia di sola facciata. Ecco il comportamento osceno, tranne l’eccezione spagnola, dinanzi al genocidio palestinese: indifferenza, immobilismo, silenzio complice. È il trionfo dell’ipocrisia: la doppia morale, i morti di serie A e serie B, le sanzioni solo quando fa comodo applicarle. Gli interessi geopolitici drogano le idee e la narrazione delle cose, esautorando i valori umani, dunque preferendo loro l’utile, il profitto, l’imperialismo e il neocolonialismo, ovvero la caccia indiscriminata alle risorse. L’Europa e l’Occidente vogliono vendersi alla Storia come origine di civiltà, invece hanno creato sistemi aberranti di prevaricazione e sfruttamento, e disastri terribili che offendono ogni uomo giusto. A tutto ciò i poeti devono opporsi con ferma decisione».

L’impegno civile di Onofrio si rinnova domani 23 giugno al Teatro degli Scrittori della FUIS (Lungotevere dei Mellini, 33/A – Roma) dove alle 17.30 andrà in scena la nona tappa dello spettacolo itinerante “Maledizione della guerra” interpretato dallo scrittore con i “Primo Consumo”, quindi Onofrio alla voce e al canto, Lorenzo Giammarioli al basso e alla chitarra acustica, Valentina Onofrio alle percussioni. La performance di poesia e musica, reduce dal successo ottenuto qualche giorno fa al prestigioso Festival “Salerno Letteratura”, vedrà la partecipazione straordinaria di Fabio Sebastiani, cooprotagonista della partitura recitata. Anche in questo caso ci sarà, a seguire, un reading poetico sul tema della Pace, con Tiziana Colusso, Anna Maria Curci, Stefania Di Lino, Ilaria Drago, Maresa Elia, Giuseppina Marilena Mondello, Cristina Polli e Marzia Spinelli. Tutte voci femminili, per ribadire il ruolo fondamentale delle donne nel nutrimento di pace di cui necessita con urgenza non più differibile questo pianeta.
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Un operatore dell’informazione. Un attivista culturale impegnato a diffondere le buone pratiche che aumentano ed estendono la fruizione del miglior bene immateriale di cui l’umanità dispone: il sapere, la conoscenza, la cultura. Questo il mio intimo a cui mi ispiro e la mia veste “giornalistica”. Professionalmente provengo da esperienze “strutturate” come sono gli Uffici Stampa pesanti: La Lega delle Cooperative, Botteghe Oscure. Ma anche esperienze di primo impatto: Italia Radio; e il mondo delle Rassegne Stampa cooperativa DIRE, Diretel, Rastel, Telpress. Per la carta stampata oltre una esperienza “in proprio” come direttore scientifico della rivista “Vini del Lazio”, ho collaborato con Paese Sera, con L’Unità, con Oggi Castelli.

