Roma. La poesia sentinella di pace: l’impegno civile di Marco Onofrio, tra il “Falastin Festival” e la nuova data romana di “Maledizione della guerra” al Teatro degli Scrittori

Roma. La poesia sentinella di pace: l’impegno civile di Marco Onofrio, tra il “Falastin Festival” e la nuova data romana di “Maledizione della guerra” al Teatro degli Scrittori

22/06/2026 0 Di Maurizio Aversa

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Fabio Seba­stia­ni e Imma Schie­na con la gio­va­ne gaza­wi Jana Alwhe­die


I par­te­ci­pan­ti al Fala­stin Festi­val han­no avu­to il pri­vi­le­gio del­la ragio­ne mista alla pas­sio­ne che ha denun­cia­to for­te l’Eu­ro­pa qua­le raf­fi­na­ta bar­ba­rie. Qua­le ipo­cri­ta tra­ve­sti­ta da civil­tà occi­den­ta­le. Qua­le real­tà con­cre­ta di una peri­fe­ria degli impe­ri finan­zia­ri! Que­sto pri­vi­le­gio è sta­to offer­to dal­l’in­ti­mo del­le ani­me scos­se di poe­ti e poe­tes­se. Qui in par­ti­co­la­re pro­po­nia­mo il pro­ta­go­ni­smo di tut­ti e tut­te e l’e­vi­den­za par­ti­co­la­re di Mar­co Ono­frio.

Mar­co Ono­frio in let­tu­ra al Fale­stin Festi­val


La paro­la let­te­ra­ria, soprat­tut­to quel­la poe­ti­ca, può assol­ve­re a un com­pi­to mol­to impor­tan­te dal pun­to di vista poli­ti­co e civi­le, miran­do a sve­glia­re chi leg­ge e ascol­ta dall’inconsapevolezza, dal tor­po­re o, peg­gio, dall’indifferenza, age­vo­lan­do cioè la sua pre­sa d’atto del­la real­tà per spro­nar­lo a non accet­ta­re più pas­si­va­men­te le cose “così come (non) van­no”. Tra i poe­ti ita­lia­ni più tena­ci e inte­gri nel per­se­gui­re la dire­zio­ne “osti­na­ta e con­tra­ria” del­le voci libe­re c’è sicu­ra­men­te Mar­co Ono­frio. Lo scrit­to­re roma­no di ado­zio­ne castel­la­na (vive ai Col­li Alba­ni dal lon­ta­no 1988) ha par­te­ci­pa­to ieri, 21 giu­gno, al rea­ding “Poe­ti e poe­sie per la Pace” orga­niz­za­to da Ila­ria Gio­vi­naz­zo e Fabio Seba­stia­ni all’interno del “Fala­stin Festi­val” (Festi­val del­la cul­tu­ra pale­sti­ne­se a Roma) pres­so il Par­co dei cadu­ti a San Loren­zo, Roma. Intro­dot­to dal­la cor­dia­le acco­glien­za di You­sef Sal­man, il rea­ding ha visto pro­ta­go­ni­sti tra gli altri, oltre ad Ono­frio, la gio­va­ne gaza­wi Jana Alwhe­die, Imma Schie­na, Pao­la Oli­va, Ste­fa­nia Di Lino, Salim Elmaoued, Lucia­na Rag­gi, Eli­sa­bet­ta Petro­la­ti e Davi­de Tof­fo­li.

Fabio Seba­stia­ni, Imma Schie­na e Ila­ria Gio­vi­naz­zo


Le let­tu­re poe­ti­che han­no libe­ra­to altis­si­mi signi­fi­ca­ti e susci­ta­to viva emo­zio­ne, richia­man­do l’attenzione del fol­to pub­bli­co sull’orrore del geno­ci­dio pale­sti­ne­se e del­la guer­ra in gene­re, e indu­cen­do rifles­sio­ni mai scon­ta­te sul­le cau­se e sul­le con­se­guen­ze del “siste­ma” eco­no­mi­co e poli­ti­co che ha por­ta­to alla fol­lia impe­ran­te nel mon­do attua­le. Il rea­ding è sta­to inter­val­la­to dai sug­ge­sti­vi inter­ven­ti musi­ca­li dei Poli­can­tus, e segui­to infi­ne dal­la per­for­man­ce tea­tra­le “Pio­vo­no bom­be” per la regia di Bea­tri­ce Simo­net­ti. Mar­co Ono­frio ha let­to per ter­zo, in ordi­ne di appa­ri­zio­ne, pro­po­nen­do una rifles­sio­ne in ver­si sull’Europa a cui ha ante­po­sto il seguen­te discor­so intro­dut­ti­vo: «L’Europa è fini­ta e for­se non è mai esi­sti­ta, se non come cul­la del­la bar­ba­rie più raf­fi­na­ta del­la sto­ria: quel­la tra­ve­sti­ta da civil­tà. La stes­sa bar­ba­rie, oggi dav­ve­ro spu­do­ra­ta, con cui l’Occidente si oppo­ne al suo stes­so ine­so­ra­bi­le decli­no. Sia­mo peri­fe­ria degli impe­ri finan­zia­ri glo­ba­liz­za­ti. Ine­si­sten­ti come Unio­ne e soprat­tut­to suc­cu­bi del model­lo uni­co (mer­ca­to, par­ti­to, pen­sie­ro) che vuo­le uni­for­mar­ci esal­tan­do la dif­fe­ren­za e mani­po­lar­ci fin­gen­do una demo­cra­zia di sola fac­cia­ta. Ecco il com­por­ta­men­to osce­no, tran­ne l’eccezione spa­gno­la, dinan­zi al geno­ci­dio pale­sti­ne­se: indif­fe­ren­za, immo­bi­li­smo, silen­zio com­pli­ce. È il trion­fo dell’ipocrisia: la dop­pia mora­le, i mor­ti di serie A e serie B, le san­zio­ni solo quan­do fa como­do appli­car­le. Gli inte­res­si geo­po­li­ti­ci dro­ga­no le idee e la nar­ra­zio­ne del­le cose, esau­to­ran­do i valo­ri uma­ni, dun­que pre­fe­ren­do loro l’utile, il pro­fit­to, l’imperialismo e il neo­co­lo­nia­li­smo, ovve­ro la cac­cia indi­scri­mi­na­ta alle risor­se. L’Europa e l’Occidente voglio­no ven­der­si alla Sto­ria come ori­gi­ne di civil­tà, inve­ce han­no crea­to siste­mi aber­ran­ti di pre­va­ri­ca­zio­ne e sfrut­ta­men­to, e disa­stri ter­ri­bi­li che offen­do­no ogni uomo giu­sto. A tut­to ciò i poe­ti devo­no oppor­si con fer­ma deci­sio­ne».

L’impegno civi­le di Ono­frio si rin­no­va doma­ni 23 giu­gno al Tea­tro degli Scrit­to­ri del­la FUIS (Lun­go­te­ve­re dei Mel­li­ni, 33/A – Roma) dove alle 17.30 andrà in sce­na la nona tap­pa del­lo spet­ta­co­lo iti­ne­ran­te “Male­di­zio­ne del­la guer­ra” inter­pre­ta­to dal­lo scrit­to­re con i “Pri­mo Con­su­mo”, quin­di Ono­frio alla voce e al can­to, Loren­zo Giam­ma­rio­li al bas­so e alla chi­tar­ra acu­sti­ca, Valen­ti­na Ono­frio alle per­cus­sio­ni. La per­for­man­ce di poe­sia e musi­ca, redu­ce dal suc­ces­so otte­nu­to qual­che gior­no fa al pre­sti­gio­so Festi­val “Saler­no Let­te­ra­tu­ra”, vedrà la par­te­ci­pa­zio­ne straor­di­na­ria di Fabio Seba­stia­ni, coo­pro­ta­go­ni­sta del­la par­ti­tu­ra reci­ta­ta. Anche in que­sto caso ci sarà, a segui­re, un rea­ding poe­ti­co sul tema del­la Pace, con Tizia­na Colus­so, Anna Maria Cur­ci, Ste­fa­nia Di Lino, Ila­ria Dra­go, Mare­sa Elia, Giu­sep­pi­na Mari­le­na Mon­del­lo, Cri­sti­na Pol­li e Mar­zia Spi­nel­li. Tut­te voci fem­mi­ni­li, per riba­di­re il ruo­lo fon­da­men­ta­le del­le don­ne nel nutri­men­to di pace di cui neces­si­ta con urgen­za non più dif­fe­ri­bi­le que­sto pia­ne­ta.

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