Ambiente, Tiso(Accademia IC): “Terra in difficoltà, allarme per futuro umanità”

Ambiente, Tiso(Accademia IC): “Terra in difficoltà, allarme per futuro umanità”

02/11/2026 0 Di Marco Montini

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“La Ter­ra è sem­pre più vici­na a una situa­zio­ne di gra­ve squi­li­brio ambien­ta­le. Secon­do il qua­dro scien­ti­fi­co dei nove limi­ti pla­ne­ta­ri, l’umanità ha già supe­ra­to set­te soglie fon­da­men­ta­li per man­te­ne­re il pia­ne­ta in con­di­zio­ni favo­re­vo­li alla vita e alla sta­bi­li­tà degli eco­si­ste­mi. Un dato che evi­den­zia la cre­scen­te pres­sio­ne eser­ci­ta­ta dal­le atti­vi­tà uma­ne sull’ambiente. Ma che cosa sono i limi­ti pla­ne­ta­ri? Sono nove pro­ces­si natu­ra­li che rego­la­no l’equilibrio del pia­ne­ta. Sono sta­ti indi­vi­dua­ti da un grup­po inter­na­zio­na­le di scien­zia­ti per com­pren­de­re fino a che pun­to le atti­vi­tà uma­ne pos­sa­no modi­fi­ca­re il fun­zio­na­men­to del pia­ne­ta sen­za pro­vo­ca­re cam­bia­men­ti ambien­ta­li peri­co­lo­si. Tra que­sti pro­ces­si rien­tra­no ad esem­pio il cam­bia­men­to cli­ma­ti­co, la per­di­ta di bio­di­ver­si­tà, l’alterazione dei cicli dell’acqua e del­le sostan­ze nutri­ti­ve, l’acidificazione degli ocea­ni e l’inquinamento chi­mi­co. Alla luce di tut­to que­sto, cosa si può fare? Inver­ti­re que­sta ten­den­za richie­de inter­ven­ti a livel­lo inter­na­zio­na­le, nazio­na­le e indi­vi­dua­le. Ridur­re le emis­sio­ni di gas ser­ra, pro­teg­ge­re le fore­ste, ripri­sti­na­re gli habi­tat natu­ra­li, limi­ta­re l’inquinamento da pla­sti­ca e uti­liz­za­re in modo più effi­cien­te l’acqua e le risor­se sono azio­ni fon­da­men­ta­li. Anche le scel­te eco­no­mi­che e pro­dut­ti­ve pos­so­no fare la dif­fe­ren­za, attra­ver­so lo svi­lup­po del­le ener­gie rin­no­va­bi­li, un’agricoltura più soste­ni­bi­le e model­li di con­su­mo meno lega­ti allo spre­co. Il supe­ra­men­to di set­te limi­ti pla­ne­ta­ri dun­que rap­pre­sen­ta un segna­le impor­tan­te per la comu­ni­tà inter­na­zio­na­le. Non signi­fi­ca che il pia­ne­ta sia ormai con­dan­na­to, ma che la pres­sio­ne eser­ci­ta­ta dal­le atti­vi­tà uma­ne ha rag­giun­to livel­li che aumen­ta­no i rischi per gli eco­si­ste­mi e per le socie­tà. La sfi­da con­si­ste nel ridur­re que­sti rischi pri­ma che i cam­bia­men­ti diven­ti­no anco­ra più dif­fi­ci­li da con­te­ne­re. Pro­teg­ge­re l’equilibrio del­la Ter­ra non è sol­tan­to una que­stio­ne ambien­ta­le: signi­fi­ca sal­va­guar­da­re le risor­se, la salu­te e le con­di­zio­ni di vita del­le gene­ra­zio­ni pre­sen­ti e futu­re”.

Cosi, in una nota, Car­me­la Tiso, por­ta­vo­ce nazio­na­le di Acca­de­mia Ini­zia­ti­va Comu­ne e pre­si­den­te del­la asso­cia­zio­ne Ban­die­ra Bian­ca

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