*MARINO, GNOSIS APRE LE PORTE ALL’ARTE CONTEMPORANEA: A CASTELLUCCIA LA BELLEZZA DIVENTA OCCASIONE DI CURA E INCLUSIONE SOCIALE*

*MARINO, GNOSIS APRE LE PORTE ALL’ARTE CONTEMPORANEA: A CASTELLUCCIA LA BELLEZZA DIVENTA OCCASIONE DI CURA E INCLUSIONE SOCIALE*

30/10/2026 0 Di Marco Montini

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Comu­ni­ca­to Stam­pa
*MARINO, GNOSIS APRE LE PORTE ALL’ARTE CONTEMPORANEA: A CASTELLUCCIA LA BELLEZZA DIVENTA OCCASIONE DI CURA E INCLUSIONE SOCIALE*
_Sabato 31 otto­bre l’inaugurazione del­la col­le­zio­ne per­ma­nen­te del pro­get­to 3500 cm², pro­mos­so da A‑HEAD Pro­ject e cura­to da Loren­zo Bene­det­ti. La pre­si­den­te Ange­la D’Agostino e il respon­sa­bi­le cli­ni­co Bru­no Pin­kus: «L’arte è un pon­te tra la comu­ni­tà del­la cura e il ter­ri­to­rio»
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Mari­no, 29 otto­bre 2026 – L’arte con­tem­po­ra­nea entra negli spa­zi del­la cura e diven­ta un’occasione con­cre­ta per apri­re la comu­ni­tà alla bel­lez­za, favo­ri­re l’incontro e raf­for­za­re il lega­me con il ter­ri­to­rio. È que­sto il signi­fi­ca­to del­la nuo­va tap­pa di 3500 cm² e A‑HEAD Pro­ject pres­so Gno­sis Coo­pe­ra­ti­va Socia­le Onlus, real­tà impe­gna­ta dal 1990 nel­la salu­te men­ta­le, nel­la ria­bi­li­ta­zio­ne e nell’inclusione sociale._

Saba­to 31 otto­bre 2026, alle ore 10, pres­so la sede di Gno­sis in via Bovil­le 1, a Mari­no, sarà inau­gu­ra­ta la col­le­zio­ne per­ma­nen­te di ope­re del pro­get­to 3500 cm².

Nel cor­so dell’iniziativa ver­rà inol­tre distri­bui­to gra­tui­ta­men­te il poster dell’artista Gisel­la Chau­dry, Strut­tu­ra in tre atti (2025–2026), nume­ro 117 del­la serie.

L’appuntamento segna un nuo­vo capi­to­lo di un per­cor­so che por­ta l’arte fuo­ri dai cir­cui­ti espo­si­ti­vi tra­di­zio­na­li, ren­den­do­la acces­si­bi­le nei luo­ghi del­la quo­ti­dia­ni­tà e del­la cura. Un pro­get­to che Gno­sis acco­glie con gra­ti­tu­di­ne e con­vin­zio­ne, rico­no­scen­do nel­la cul­tu­ra una risor­sa capa­ce di crea­re con­nes­sio­ni, sti­mo­la­re la par­te­ci­pa­zio­ne e con­tri­bui­re a supe­ra­re i pre­giu­di­zi anco­ra lega­ti alla salu­te men­ta­le.

«Desi­de­ria­mo espri­me­re un sin­ce­ro rin­gra­zia­men­to ad A‑HEAD Pro­ject, all’Associazione Ange­lo Azzur­ro APS, al cura­to­re Loren­zo Bene­det­ti e agli arti­sti che han­no reso pos­si­bi­le que­sta ini­zia­ti­va», dichia­ra la dot­to­res­sa Ange­la D’Agostino, pre­si­den­te di Gno­sis, psi­co­lo­ga e psi­co­te­ra­peu­ta. «Acco­glie­re l’arte con­tem­po­ra­nea nei nostri spa­zi signi­fi­ca affer­ma­re una visio­ne del­la cura che non si esau­ri­sce nell’intervento cli­ni­co, ma con­si­de­ra la per­so­na nel­la sua inte­rez­za, nel­la sua sto­ria, nel­le sue rela­zio­ni e nel suo dirit­to a par­te­ci­pa­re pie­na­men­te alla vita socia­le. La bel­lez­za non è un ele­men­to acces­so­rio: può diven­ta­re un’esperienza capa­ce di susci­ta­re emo­zio­ni, curio­si­tà, dia­lo­go e nuo­ve pos­si­bi­li­tà di incon­tro».

Per Gno­sis, l’iniziativa assu­me anche un impor­tan­te valo­re sul pia­no del rap­por­to con la comu­ni­tà loca­le. La coo­pe­ra­ti­va, fon­da­ta nel 1990 da un grup­po di psi­co­lo­gi e psi­co­te­ra­peu­ti pro­ve­nien­ti dal­la Facol­tà di Psi­co­lo­gia dell’Università La Sapien­za di Roma, ha svi­lup­pa­to nel cor­so degli anni un model­lo di inter­ven­to che affian­ca alla dimen­sio­ne tera­peu­ti­ca quel­la ria­bi­li­ta­ti­va, rela­zio­na­le e socia­le.

«Cre­dia­mo fer­ma­men­te che l’arte pos­sa esse­re uno dei vei­co­li più effi­ca­ci per comu­ni­ca­re con l’esterno del­la comu­ni­tà del­la cura», pro­se­gue D’Agostino. «Un’opera può susci­ta­re doman­de, crea­re un ter­re­no comu­ne tra per­so­ne con espe­rien­ze dif­fe­ren­ti e favo­ri­re un incon­tro che non par­ta dal­la malat­tia, ma dal­la sen­si­bi­li­tà, dall’immaginazione e dal­la capa­ci­tà di emo­zio­nar­si. È attra­ver­so la magia e la for­za del­la bel­lez­za, che l’arte sa tra­smet­te­re come nes­sun altro lin­guag­gio, che pos­sia­mo con­tri­bui­re a costrui­re una cul­tu­ra dell’inclusione auten­ti­ca. Voglia­mo che i nostri spa­zi sia­no sem­pre più luo­ghi di aper­tu­ra, dia­lo­go e con­di­vi­sio­ne con Mari­no e con tut­to il ter­ri­to­rio». Una pro­spet­ti­va con­di­vi­sa dal dot­tor Bru­no Pin­kus, respon­sa­bi­le cli­ni­co di Gno­sis, che sot­to­li­nea il valo­re dell’iniziativa anche nel con­te­sto dei per­cor­si tera­peu­ti­ci e ria­bi­li­ta­ti­vi.

«L’arte non sosti­tui­sce la cura cli­ni­ca, ma può dia­lo­ga­re con essa e arric­chi­re l’ambiente in cui la cura si rea­liz­za. La pre­sen­za quo­ti­dia­na del­le ope­re offre sti­mo­li, occa­sio­ni di con­fron­to e pos­si­bi­li­tà di espri­me­re pen­sie­ri ed emo­zio­ni attra­ver­so un lin­guag­gio diver­so da quel­lo abi­tua­le. È impor­tan­te, inol­tre, che le per­so­ne pos­sa­no incon­tra­re l’arte sen­za che que­sto incon­tro ven­ga neces­sa­ria­men­te ricon­dot­to alla pro­pria con­di­zio­ne di salu­te. L’opera arti­sti­ca apre uno spa­zio di liber­tà, inter­pre­ta­zio­ne e con­di­vi­sio­ne nel qua­le cia­scu­no può rico­no­scer­si in modo per­so­na­le».

Pin­kus evi­den­zia anche il signi­fi­ca­to socia­le del pro­get­to: «Por­ta­re l’arte in una strut­tu­ra dedi­ca­ta alla salu­te men­ta­le signi­fi­ca con­tri­bui­re a ren­de­re que­sti luo­ghi par­te inte­gran­te del­la vita del­la comu­ni­tà. Voglia­mo supe­ra­re ogni bar­rie­ra sim­bo­li­ca tra chi vive o attra­ver­sa un per­cor­so di cura e il mon­do ester­no. La cul­tu­ra può aiu­tar­ci a far­lo, crean­do occa­sio­ni di incon­tro che met­ta­no al cen­tro la per­so­na e non lo stig­ma. Per que­sto sia­mo par­ti­co­lar­men­te gra­ti ad A‑HEAD Pro­ject e a tut­ti colo­ro che han­no scel­to di con­di­vi­de­re con noi que­sta espe­rien­za».

*L’arte nei luo­ghi del­la cura: un pro­get­to che supe­ra i con­fi­ni del museo*

Pro­mos­so da A‑HEAD Pro­ject, ini­zia­ti­va nata nel 2017 per volon­tà del­la fami­glia Cala­pai e dell’Associazione Ange­lo Azzur­ro APS, e cura­to da Loren­zo Bene­det­ti, il pro­get­to 3500 cm² uti­liz­za il for­ma­to del mani­fe­sto per ren­de­re l’arte con­tem­po­ra­nea acces­si­bi­le a un pub­bli­co più ampio. Ogni arti­sta dispo­ne di una super­fi­cie di 50 per 70 cen­ti­me­tri per rea­liz­za­re un’opera desti­na­ta alla dif­fu­sio­ne gra­tui­ta, tra­sfor­man­do il mani­fe­sto in uno spa­zio espo­si­ti­vo capa­ce di rag­giun­ge­re luo­ghi e per­so­ne nor­mal­men­te distan­ti dai cir­cui­ti dell’arte.

Tra gli arti­sti pre­sen­ti nel per­cor­so figu­ra­no Car­la Accar­di, John Arm­le­der, Rä di Mar­ti­no, Ciprian Mureșan, Matt Mul­li­can, Giu­lio Pao­li­ni, Vla­di­mir Radun­sky, Hans Scha­bus, Sari­na Schei­deg­ger e Nico­le Wer­mers. A Mari­no sarà inol­tre pre­sen­ta­to il lavo­ro di Gisel­la Chau­dry, arti­sta vin­ci­tri­ce del­la pri­ma edi­zio­ne del Pre­mio Inter­na­zio­na­le Cala­pai-Bene­det­ti, la cui ricer­ca si con­fron­ta anche con i temi dell’identità, del­le dif­fe­ren­ze cul­tu­ra­li e dell’esperienza socia­le.

L’iniziativa si inse­ri­sce in una rifles­sio­ne più ampia sul rap­por­to tra arte, fra­gi­li­tà e benes­se­re. In Ita­lia, diver­se espe­rien­ze espo­si­ti­ve han­no ripor­ta­to l’attenzione sul­le bio­gra­fie di arti­sti come Anto­nio Liga­bue e Filip­po De Pisis, la cui vicen­da per­so­na­le e la cui pro­du­zio­ne arti­sti­ca sono sta­te ogget­to di appro­fon­di­men­ti anche in rela­zio­ne alla sof­fe­ren­za psi­chi­ca. Sto­rie dif­fe­ren­ti, da leg­ge­re sen­za ridur­re la com­ples­si­tà degli arti­sti alle loro con­di­zio­ni per­so­na­li, che testi­mo­nia­no quan­to sia impor­tan­te inter­ro­gar­si sul rap­por­to tra crea­ti­vi­tà, espe­rien­za uma­na ed espres­sio­ne arti­sti­ca.

Gno­sis guar­da a que­sta pro­spet­ti­va sen­za attri­bui­re all’arte pote­ri tera­peu­ti­ci auto­ma­ti­ci, ma rico­no­scen­do­ne il valo­re cul­tu­ra­le, rela­zio­na­le e uma­no. L’obiettivo è con­tri­bui­re a un ambien­te di cura capa­ce di acco­glie­re sti­mo­li nuo­vi e, al tem­po stes­so, raf­for­za­re il dia­lo­go con il ter­ri­to­rio, pro­muo­ven­do occa­sio­ni di par­te­ci­pa­zio­ne e una mag­gio­re con­sa­pe­vo­lez­za sul tema del­la salu­te men­ta­le.

«L’arte ci ricor­da che la per­so­na è sem­pre mol­to più del­la sua dif­fi­col­tà», con­clu­do­no D’Agostino e Pin­kus. «Per que­sto ini­zia­ti­ve come 3500 cm² sono pre­zio­se: por­ta­no bel­lez­za dove può esse­re con­di­vi­sa ogni gior­no, aiu­ta­no a crea­re rela­zio­ni e ren­do­no visi­bi­le una comu­ni­tà che vuo­le dia­lo­ga­re con il mon­do che la cir­con­da. Rin­gra­zia­mo A‑HEAD Pro­ject per aver scel­to Gno­sis come nuo­va tap­pa di que­sto per­cor­so. È un incon­tro nel qua­le rico­no­scia­mo valo­ri pro­fon­da­men­te vici­ni alla nostra sto­ria e al nostro modo di inten­de­re la cura».

INFORMAZIONI SULL’EVENTO

*3500 cm² – Arte con­tem­po­ra­nea nei luo­ghi del­la cura*

· Even­to: inau­gu­ra­zio­ne del­la col­le­zio­ne per­ma­nen­te e distri­bu­zio­ne gra­tui­ta del poster di Gisel­la Chau­dry.
· Ope­ra: Strut­tu­ra in tre atti (2025–2026), 3500 cm² #117.
· Pro­mo­zio­ne: A‑HEAD Pro­ject – Asso­cia­zio­ne Ange­lo Azzur­ro APS.
· Cura del pro­get­to: Loren­zo Bene­det­ti.
· Data: saba­to 31 otto­bre 2026, ore 10.
· Luo­go: Gno­sis Coo­pe­ra­ti­va Socia­le Onlus.
· Indi­riz­zo: via Bovil­le 1, 00047 Mari­no (Roma).

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