Ue, lettera aperta di Euromò: “No rassegnazione, più partecipazione collettiva”

Ue, lettera aperta di Euromò: “No rassegnazione, più partecipazione collettiva”

18/08/2026 0 Di Marco Montini

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Ue, let­te­ra aper­ta di Euro­mò: “No ras­se­gna­zio­ne, più par­te­ci­pa­zio­ne col­let­ti­va”

“All’indomani di un Fer­ra­go­sto segna­to da un cli­ma oppri­men­te e da emer­gen­ze irri­sol­te, Euro­mò rivol­ge un acco­ra­to appel­lo ai cit­ta­di­ni ita­lia­ni ed euro­pei. L’obiettivo è rom­pe­re il muro del­l’in­dif­fe­ren­za e ras­se­gna­zio­ne per dare vita a un nuo­vo model­lo di par­te­ci­pa­zio­ne demo­cra­ti­ca. Euro­mò ritie­ne che l’I­ta­lia stia affron­tan­do un pro­fon­do decli­no strut­tu­ra­le e socia­le, masche­ra­to da inter­ven­ti tem­po­ra­nei e misu­re assi­sten­zia­li, con il nostro Pae­se che sta affon­dan­do nel­le sab­bie mobi­li. È l’in­dif­fe­ren­za gene­ra­liz­za­ta il vero osta­co­lo al cam­bia­men­to. Sot­to il fuo­co del con­for­mi­smo moder­no, i cit­ta­di­ni rischia­no di cede­re alla fin­ta neu­tra­li­tà e alle appa­ren­ze, accet­tan­do un siste­ma basa­to su masche­re e per­so­na­li­smi. Pun­tia­mo il dito con­tro il fal­li­men­to del­le attua­li poli­ti­che occu­pa­zio­na­li, sacri­fi­ca­te a favo­re di un siste­ma assi­sten­zia­le inef­fi­cien­te.  Di fron­te a tut­to que­sto, Euro­mò si pone di tra­ver­so riven­di­can­do i dirit­ti dei cit­ta­di­ni “sem­pli­ci” di vive­re in spa­zi comu­ni dove la sen­si­bi­li­tà per il pros­si­mo regni al posto del­la pre­sun­zio­ne e del­la pre­te­stuo­sa arro­gan­za di chi vive del man­da­to rice­vu­to e non lo eser­ci­ta al plu­ra­le. Per inver­ti­re la rot­ta, è neces­sa­ria una pre­sa di coscien­za col­let­ti­va che par­ta dal­le pic­co­le cose e met­ta al cen­tro la lega­li­tà e l’in­te­gri­tà mora­le. Alcu­ni giu­di­che­ran­no il nostro ten­ta­ti­vo come una fol­lia. Ma chi è più fol­le? Chi si ras­se­gna a vive­re in que­sto modo o chi pre­ten­de che le cose cam­bi­no dav­ve­ro? Occor­re dare vita a un nuo­vo modo di sta­re insie­me libe­ra­men­te, in Ita­lia e in Euro­pa, crean­do un fron­te comu­ne dove i cit­ta­di­ni tor­ni­no a vole­re, cre­de­re e deter­mi­na­re”.

Cosi, in una nota, il fon­da­to­re e por­ta­vo­ce nazio­na­le del Movi­men­to cul­tu­ra­le “Euro­mò”, Roc­co Tiso.

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