Marino.   Bibliopop ospita Francesca Luciano col suo “Lina Bo Bardi”. Dialogherà con Antonio Lucignano. Appuntamento ore 18.00

Marino. Bibliopop ospita Francesca Luciano col suo “Lina Bo Bardi”. Dialogherà con Antonio Lucignano. Appuntamento ore 18.00

17/06/2026 0 Di Maurizio Aversa

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Fran­ce­sca Lucia­no


Annun­cia l’autrice, Fran­ce­sca Lucia­no, archi­tet­to e pro­fes­so­res­sa, “Saba­to 20 giu­gno ti rac­con­te­re­mo una sto­ria di scel­te che a vol­te cam­bia­no la vita. Se ti ho incu­rio­si­to puoi veni­re ad ascol­tar­ci!”
Il rife­ri­men­to è alla vita di Lina Bo Bar­di, dav­ve­ro uni­ca e che l’autrice ha stu­dia­to, rima­nen­do­ne affa­sci­na­ta, tan­to da voler tra­smet­te­re a mol­ti altri e altre, soprat­tut­to, que­sta espe­rien­za di vita. Di qui nasce l’apputnamento a Biblio­pop saba­to 20, alle ore 18.00, dove la nostra Fran­ce­sca Lucia­no, dia­lo­gan­do col pro­fes­sor Anto­nio Luci­gna­no, potrà illu­stra­re il suo lavo­ro cen­tra­to, appun­to, sul­la vita e sul­le ope­re e sul­le scel­te di fon­do di que­sta “rivo­lu­zio­na­ria intel­let­tua­le” ita­lia­na.

Anto­nio Luci­gna­no


La vita e l’impegno di Lina Bo Bar­di è ciò che lega le pagi­ne fra loro, tra­sfor­man­do que­sto libro in un’esperienza straor­di­na­ria da vive­re e rivi­ve­re con gran­de entu­sia­smo.
La gran­de archi­tet­ta del Nove­cen­to non si lascia abbat­te­re dal­le dif­fi­col­tà tro­va­te nel cor­so del­la sua for­ma­zio­ne e cer­ca, tal­vol­ta pre­ten­de, che la sua voce ven­ga ascol­ta­ta. Ha infat­ti mol­to da dire a chi la vuo­le ascol­ta­re.
Dopo un ini­zia­le perio­do di lavo­ro in Ita­lia, deci­de di intra­pren­de­re con corag­gio un viag­gio ver­so nuo­ve oppor­tu­ni­tà. Sarà il Bra­si­le a rice­ver­la, a influen­zar­ne le idee, a dar­le lo spun­to per com­pie­re un lavo­ro note­vo­le e dif­fi­ci­le.
Lina Bo Bar­di non rinun­cia alle sue ori­gi­ni, ma tro­va un equi­li­brio fra le cul­tu­re di due con­ti­nen­ti così dif­fe­ren­ti tra loro. Ed ecco, allo­ra, che dai suoi pro­get­ti, dal­le sue idee, si svi­lup­pa una for­za e una coscien­za capa­ce a par­la­re a tut­te le per­so ne del mon­do.

Con la col­la­na PAS­Sag­gi, la casa edi­tri­ce vuo­le ini­zia­re un viag­gio con il let­to­re attra­ver­so temi di attua­li­tà lega­ti alla vita del­le per­so­ne, sta­bi­len
do un pon­te che col­le­ga il pre­sen­te al pas­sa­to, per costrui­re un futu­ro miglio­re per tut­ti. Il pro­get­to com­ple­to pre­ve­de dodi­ci volu­mi dedi­ca­ti ad altret­tan­ti archi­tet­ti, la cui vita straor­di­na­ria ha sapu­to pla­sma­re una visio­ne del mon­do e dell’architettura dav­ve­ro emble­ma­ti­ca, capa­ce di influen­za­re il pro­prio tem­po ed esse­re di ispi­ra­zio­ne per gli altri.
In que­sto pri­mo libro, la sto­ria si svi­lup­pa intor­no a Lina Bo Bar­di, una don­na che ha sapu­to affron­ta­re le pro­prie dif­fi­col­tà, supe­ran­do i momen­ti più dif­fi­ci­li, uscen­do­ne raf­for­za­ta e in gra­do di espri­me­re le pro­prie idee con coe­ren­za e deci­sio­ne nel pano­ra­ma inter­na­zio­na­le, fino a esse­re rico­no­sciu­ta a livel­lo mon­dia­le.
Non è un caso, infat­ti, che Lina Bo Bar­di abbia rice­vu­to il Leo­ne d’Oro Spe­cia­le alla Memo­ria nel 2021, in occa­sio­ne del­la XXVII Mostra Inter­na­zio­na­le dell’Architettura del­la Bien­na­le di Vene­zia. La sua
car­rie­ra di archi­tet­ta, desi­gner, sce­no­gra­fa e cri­ti­ca è sta­ta di ispi­ra­zio­ne per mol­ti col­le­ghi, rico­no­scen­do il ruo­lo fon­da­men­ta­le dei pro­get­ti da lei rea­liz­za­ti che appar­ten­go­no al moder­ni­smo bra­si­lia­no e di mostra­no l’importanza del­la sua visio­ne e arte sem­pre rivol­ta al con­te­sto socia­le, col­let­ti­vo e cul­tu­ra­le. In que­sto volu­me, l’autrice ha volu­to crea­re una nar­ra­zio­ne coin­vol­gen­te ed emo­zio­nan­te, in cui la figu­ra di Lina Bo Bar­di si mostra dota­ta di una uma­ni­tà e una capa­ci­tà di com­pren­sio­ne del pro
prio tem­po che ne sot­to­li­nea l’acume, la bra­vu­ra e l’impegno socia­le.
In un perio­do in cui la cri­si mon­dia­le si mani­fe­sta attra­ver­so con­flit­ti bel­li­ci e ricat­ti eco­no­mi­ci a livel­lo inter­na­zio­na­le, la scel­ta di ini­zia­re la col­la­na pro­prio con Lina Bo Bar­di è un modo, un impe­gno anche da par­te del­la casa edi­tri­ce, di voler par­la­re di rina­sci­ta e spe­ran­za. Ciò che Lina Bo Bar­di si tro­va a rico­strui­re dopo la distru­zio­ne avve­nu­ta nel­la Secon­da Guer­ra mon­dia­le, potreb­be esse­re di ispi­ra­zio­ne a chi si tro­va, oggi, ad affron­ta­re un pro­ble­ma simi­le. Di fron­te a una cri­si, infat­ti, non si può che sce­glie­re tra due pos­si­bi­li­tà: impe­gnar­si a risol­ve­re i pro­ble­mi, par­ten­do di nuo­vo con tut­to l’entusiasmo pos­si­bi­le; o rima­ne­re anco­ra­ti alle tra
dizio­ni e a ciò che si è per­so, per non dimen­ti­ca­re e non per­der­ne la memo­ria del pro­prio pas­sa­to.
Come fos­se un silen­zio­so sug­ge­ri­men­to che l’autrice ci por­ge attra­ver­so le fra­si di que­sto libro, la vita di Lina Bo Bar­di potreb­be dav­ve­ro dare a tut­ti noi un’idea del per­cor­so da com­pie­re, del com­por­ta­men­to da adot­ta­re, del giu­sto mez­zo per deci­de­re e, come Lina, riu­sci­re a costrui­re qual­co­sa di nuo­vo sen­za dimen­ti­ca­re il pas­sa­to, sen­za tra­la­sciar­ne la memo­ria e la pro­pria ori­gi­ne.

L’arch. Lina Bo Bar­di


Ed è pro­prio da que­sto tipo di rifles­sio­ne che l’autrice e l’editore, già in que­sto pri­mo volu­me del­la col­la­na, voglio­no sol­le­ci­ta­re il let­to­re e ren­der­lo par­te­ci­pe, in modo atti­vo, del­lo svol­gi­men­to del­la tra­ma del roman­zo.
Seb­be­ne il per­cor­so del­la vita e del­le ope­re dell’architetto che è pro­ta­go­ni­sta di ognu­no dei dodi­ci volu­mi pre­vi­sti in que­sto pro­get­to edi­to­ria­le, non pos­sa­no e non deb­ba­no esse­re muta­te, a chi leg­ge vie­ne chie­sto di espri­me­re il pro­prio pare­re e pren­de­re una deci­sio­ne, lega­ta al suo modo di pen­sa­re e di affron­ta­re i pro­ble­mi, in due momen­ti pre­ci­si del libro, quel­li più for­te­men­te influen­za­ti dal­la cri­si che il pro­ta­go­ni­sta affron­ta.
Sul­la base del­la dire­zio­ne pre­sa dal let­to­re nel segui­re una del­le nar­ra­zio­ni pos­si­bi­li, al ter­mi­ne del per­cor­so intra­pre­so, vie­ne omag­gia­to di un ogget­to atten­ta­men­te sele­zio­na­to, rap­pre­sen­ta­ti­vo del­la scel­ta fat­ta, che può esse­re col­le­zio­na­to. Rac­co­glien­do ogni pre­mio in un pos­si­bi­le scri­gno vir­tua­le, si rac­co­glie un teso­ro, quel­lo rag­giun­to nel per­cor­so del­la pro­pria espe­rien­za di let­tu­ra di tut­ti i volu­mi di que­sta col­la­na.
Per quan­to ogni libro sia frui­bi­le in modo del tut­to indi­pen­den­te dagli altri, pro­se­guen­do nell’esperienza del­la let­tu­ra, nel viag­gio attra­ver­so la vita di tut­ti gli archi­tet­ti pro­ta­go­ni­sti dei vari volu­mi, qual­co­sa si accu­mu­la: ogget­ti e paro­le chia­ve che par­la­no all’anima del let­to­re, pic­co­li cime­li che si lega­no all’emozione e ai ricor­di pro­va­ti nel leg­ge­re le pagi­ne di que­sta serie di roman­zi così attua­li e for­ma­ti­vi.
La sto­ria dei pro­ta­go­ni­sti, infat­ti, è già trac­cia­ta e rispet­ta quel­la rea­le. Gli even­ti non pos­so­no esse­re dif­fe­ren­ti. Cam­bia solo il modo di attra­ver­sar­li.
Non ci sono scel­te sba­glia­te.
Ogni libro dà la pos­si­bi­li­tà di rag­giun­ge­re quat­tro ogget­ti, anche se la let­tu­ra ne farà incon­tra­re sol­tan­to due, deter­mi­na­ti dal­le deci­sio­ni di chi leg­ge. Gli ogget­ti sim­bo­lo e le paro­le chia­ve non sono pre­mi, non sono giu­di­zi, ma spec­chi che riflet­to­no ogni let­to­re. La stes­sa sto­ria let­ta da per­so­ne dif­fe­ren­ti, gene­ra pro­fi­li diver­si.

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