Accordo Usa-Iran, Confeuro: “Bene per agricoltura. Pace duratura, Trump sia coerente”

Accordo Usa-Iran, Confeuro: “Bene per agricoltura. Pace duratura, Trump sia coerente”

16/06/2026 0 Di Marco Montini

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Accor­do Usa-Iran, Con­feu­ro: “Bene per agri­col­tu­ra. Pace dura­tu­ra, Trump sia coe­ren­te”
“L’intesa pre­li­mi­na­re rag­giun­ta tra Usa e Iran, che dovreb­be cul­mi­na­re con la fir­ma dell’accordo di pace pre­vi­sta a Gine­vra il pros­si­mo 19 giu­gno, rap­pre­sen­ta una noti­zia di gran­de rile­van­za sul pia­no uma­ni­ta­rio, socia­le ed eco­no­mi­co. La fine di un con­flit­to inu­ti­le e dan­no­so costi­tui­sce un segna­le posi­ti­vo per la sta­bi­li­tà inter­na­zio­na­le e per tut­ti i com­par­ti pro­dut­ti­vi, a par­ti­re dall’agricoltura, che negli ulti­mi mesi ha subi­to pesan­ti riper­cus­sio­ni a cau­sa dell’aumento dei costi ener­ge­ti­ci, logi­sti­ci e del­le mate­rie pri­me, inclu­si i fer­ti­liz­zan­ti chi­mi­ci”. Lo dichia­ra Andrea Tiso, pre­si­den­te nazio­na­le di Con­feu­ro- Con­fe­de­ra­zio­ne Agri­col­to­ri Euro­pei. “Ci augu­ria­mo — pro­se­gue — che l’accordo sia com­ple­to, cre­di­bi­le e soprat­tut­to dura­tu­ro. La comu­ni­tà inter­na­zio­na­le ha biso­gno di cer­tez­ze e sta­bi­li­tà, non di solu­zio­ni tem­po­ra­nee o di bre­vi paren­te­si diplo­ma­ti­che. In que­sto sen­so, auspi­chia­mo che Trump man­ten­ga una linea coe­ren­te, con­tri­buen­do al con­so­li­da­men­to di un per­cor­so di pace che deve esse­re soste­nu­to e raf­for­za­to nel tem­po. Guar­dia­mo inol­tre con favo­re alla pro­spet­ti­va del­la pie­na ria­per­tu­ra del­lo Stret­to di Hor­muz, pas­sag­gio stra­te­gi­co per i traf­fi­ci ener­ge­ti­ci mon­dia­li. Una nor­ma­liz­za­zio­ne del­la situa­zio­ne potreb­be favo­ri­re una pro­gres­si­va ridu­zio­ne dei costi del gaso­lio e del­la logi­sti­ca, con­tri­buen­do ad atte­nua­re le spin­te infla­zio­ni­sti­che che han­no gra­va­to su impre­se agri­co­le e fami­glie. Ue e Ita­lia — con­clu­de il pre­si­den­te di Con­feu­ro — sosten­ga­no con con­vin­zio­ne que­sto per­cor­so di pace, affian­can­do­lo a una stra­te­gia vol­ta a ridur­re la dipen­den­za dal­le impor­ta­zio­ni di fer­ti­liz­zan­ti chi­mi­ci dai Pae­si ter­zi. Occor­re inve­sti­re mag­gior­men­te in agroe­co­lo­gia, agri­col­tu­ra rige­ne­ra­ti­va, con­ci­mi orga­ni­ci e pra­ti­che soste­ni­bi­li. Al tem­po stes­so, è fon­da­men­ta­le man­te­ne­re gli stru­men­ti di soste­gno atti­va­ti negli ulti­mi mesi su fer­ti­liz­zan­ti ed ener­gia e pre­ve­de­re, nel­la futu­ra Pac, misu­re di liqui­di­tà imme­dia­ta per le pic­co­le e medie azien­de agri­co­le nei momen­ti di cri­si geo­po­li­ti­ca. Per tute­la­re e rilan­cia­re il set­to­re pri­ma­rio non ser­vo­no mira­co­li, ma poli­ti­che sta­bi­li, lun­gi­mi­ran­ti e capa­ci di garan­ti­re con­ti­nui­tà e svi­lup­po”.

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