Legge di Bilancio 2026, Confeuro: “Poco coraggio per sostegno agricoltura”

Legge di Bilancio 2026, Confeuro: “Poco coraggio per sostegno agricoltura”

31/12/2025 0 Di Marco Montini

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Leg­ge di Bilan­cio 2026, Con­feu­ro: “Poco corag­gio per soste­gno agri­col­tu­ra”

“La Leg­ge di Bilan­cio 2026 appa­re com­ples­si­va­men­te poco corag­gio­sa e insuf­fi­cien­te nel rispon­de­re alle rea­li esi­gen­ze del set­to­re agri­co­lo ita­lia­no”. È que­sto il giu­di­zio espres­so da Andrea Tiso, pre­si­den­te nazio­na­le di Con­feu­ro, che evi­den­zia come il prov­ve­di­men­to pre­sen­ti “qual­che luce, ma soprat­tut­to mol­te ombre. Con­ti­nua­no a man­ca­re — spie­ga Tiso — inve­sti­men­ti seri, strut­tu­ra­li e lun­gi­mi­ran­ti a favo­re del com­par­to pri­ma­rio, in par­ti­co­la­re per quan­to riguar­da le infra­strut­tu­re mate­ria­li e imma­te­ria­li. Ope­re fon­da­men­ta­li per garan­ti­re com­pe­ti­ti­vi­tà alle impre­se agri­co­le, favo­ri­re la logi­sti­ca, miglio­ra­re i col­le­ga­men­ti e con­tra­sta­re con­cre­ta­men­te lo spo­po­la­men­to del­le aree inter­ne e del­le zone mon­ta­ne”. Secon­do Con­feu­ro, si con­ti­nua a discu­te­re di gran­di ope­re sim­bo­li­che, come il pon­te sul­lo Stret­to, men­tre sareb­be neces­sa­rio “ripar­ti­re dal­le basi, pun­tan­do su quel­le ope­re pub­bli­che real­men­te uti­li al rilan­cio eco­no­mi­co e pro­dut­ti­vo di ter­ri­to­ri fra­gi­li, a par­ti­re dal Mez­zo­gior­no, che rap­pre­sen­ta una risor­sa stra­te­gi­ca per l’intero Pae­se. È indi­spen­sa­bi­le — pro­se­gue Tiso — soste­ne­re in modo con­cre­to i pic­co­li e medi agri­col­to­ri, che costi­tui­sco­no l’ossatura del nostro siste­ma agroa­li­men­ta­re. Ser­vo­no con­di­zio­ni eco­no­mi­che e strut­tu­ra­li ade­gua­te affin­ché pos­sa­no ven­de­re i pro­pri pro­dot­ti a prez­zi equi, garan­ten­do red­di­ti­vi­tà e digni­tà al lavo­ro agri­co­lo, oggi trop­po spes­so schiac­cia­to dall’aumento dei costi di pro­du­zio­ne”. Per Con­feu­ro, dun­que, sul com­par­to agroa­li­men­ta­re “si pote­va e si dove­va fare mol­to di più. soprat­tut­to alla luce di un con­te­sto inter­na­zio­na­le com­ples­so. Non dimen­ti­chia­mo — con­clu­de Tiso — che il set­to­re arri­va da un 2025 estre­ma­men­te cri­ti­co, segna­to da guer­re tarif­fa­rie, con­flit­ti bel­li­ci e da una con­giun­tu­ra finan­zia­ria deli­ca­ta. In que­sto sce­na­rio, l’agricoltura ita­lia­na meri­ta­va mag­gio­re atten­zio­ne, visio­ne e corag­gio poli­ti­co”.

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