SANITÀ, ASSOTUTELA: “FAR LUCE SUGLI EFFETTI DEI FARMACI ANTI COVID”

SANITÀ, ASSOTUTELA: “FAR LUCE SUGLI EFFETTI DEI FARMACI ANTI COVID”

25/05/2022 0 Di Marco Montini

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“All’inizio fu solo un sospet­to, a mano a mano quel sospet­to è divenu­to una certez­za: leucemie, pias­trinope­nie con ris­chio di san­guina­men­to, metas­tasi tumorali e prob­le­mi car­diaci a non finire, specie tra i gio­vani. Ques­ta è la pan­demia post-inoc­u­lazione del far­ma­co che ha ridot­to gli effet­ti del Covid e a cui Asso­Tutela, attra­ver­so idonei stru­men­ti, cercherà di dare rispos­ta”. Lo dichiara il pres­i­dente nazionale dell’associazione Michel Mar­i­ta­to, che insieme al coor­di­na­tore provin­ciale Orazio Scuro, sta avvian­do un’azione con il team di legali da tem­po impeg­nati nel­la tutela dei dirit­ti dei cit­ta­di­ni. Saran­no gli avvo­cati Lui­gi de Rasis, Daniele Boc­ci­oli­ni, Mar­co Vale­rio Verni e Car­ol Mar­i­ta­to a svis­cer­are tut­ti gli aspet­ti più com­p­lessi del­la vicen­da, emer­si in ver­ità attra­ver­so numerosi stu­di con­dot­ti di recente. “La più sig­ni­fica­ti­va – pre­cisa Mar­i­ta­to – è la ricer­ca israeliana pub­bli­ca­ta sul­la riv­ista sci­en­tifi­ca Nature, che ril­e­va un aumen­to di oltre il 25% di chia­mate di emer­gen­za per arresti car­diaci e sin­dro­mi coro­nariche acute, in sogget­ti tra i 16 e i 40 anni, in cor­rispon­den­za del­la inoc­u­lazione di prime e sec­onde dosi. Per non par­lare dei prob­le­mi di salute ver­i­fi­catisi tra gli sportivi, di cui i ciclisti sono la pun­ta dell’iceberg”. Queste le asserzioni del pres­i­dente Mar­i­ta­to, che pur riconoscen­do l’azione benefi­ca dovu­ta alla riduzione degli effet­ti nefasti del Covid post inoc­u­lazione, ripor­ta fedel­mente le impres­sioni rac­colte da per­sone con con­seguen­ze sul­la salute: “Si sentono vit­time di una sper­i­men­tazione il che, nonos­tante le ras­si­cu­razioni degli esper­ti, è innega­bile, non essendo anco­ra con­clusi gli stu­di sul­la ‘sorveg­lian­za post mar­ket­ing’, ovvero la val­u­tazione degli effet­ti del siero, in maniera con­tin­u­a­ti­va nel breve e nel lun­go ter­mine, che richiedono tra i 2 e i 5 anni”, chiosa il presidente.