S. Maria delle Mole/Marino. A Bibliopop, Odeh Amarneh si confronta con Paola Quartetti e Valerio Canu sul suo libro «Memorie di un ragazzo di serie B». Letture di Sabina Barzilai

S. Maria delle Mole/Marino. A Bibliopop, Odeh Amarneh si confronta con Paola Quartetti e Valerio Canu sul suo libro «Memorie di un ragazzo di serie B». Letture di Sabina Barzilai

02/11/2026 0 Di Maurizio Aversa

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Odeh Amar­neh, scrit­to­re pale­sti­ne­se


Saba­to 7 novem­bre, alle 17.30 a Biblio­pop, a S. Maria del­le Mole (Mari­no) in via U. Bas­si, sarà gra­di­to ospi­te lo scrit­to­re pale­sti­ne­se Odeh Amar­neh. «Sarà pre­sen­ta­to il suo libro, — spe­ci­fi­ca Ser­gio San­ti­nel­li pre­si­den­te dell’associazione che cura e gui­da le atti­vi­tà di Acab/Bibliopop APS — un vor­ti­ce di veri­tà, dolo­re, pas­sio­ne, riscat­to per­fi­no anche se non com­piu­to per­chè mol­te, trop­pe, sono le distan­ze che anco­ra sepa­ra­no il popo­lo pale­sti­ne­se dal­la rea­liz­za­zio­ne del sogno, del dirit­to, ad una esi­sten­za sen­za occu­pa­zio­ne, sen­za apar­theid, sen­za vio­len­za.».
Infat­ti, la pre­sen­ta­zio­ne del testo, frut­to di gran­de impe­gno per­so­na­le di Odeh Amar­neh, sarà svol­to con il con­fron­to vivo con la dott.sa Pao­la Quar­tet­ti, tra­dut­tri­ce ed esper­ta del mon­do ara­bo, e con il dott. Vale­rio Canu, pari­men­ti cono­sci­to­re del Medio Orien­te e diri­gen­te di Biblio­pop. L’incontro avrà l’intensità del rac­con­to tra­mi­te alcu­ne let­tu­re sele­zio­na­te, inter­pre­ta­te dal­la regi­sta e attri­ce Sabi­na Bar­zi­lai.
Come ha scrit­to tem­po addie­tro in un suo com­men­to sul Fat­to Quo­ti­dia­no la ricer­ca­tri­ce Fede­ri­ca Pisto­no : «L’autobiografia del­lo scrit­to­re pale­sti­ne­se è, quin­di, anche un testo di adab al-suğūn, quel­la let­te­ra­tu­ra di pri­gio­nia che costi­tui­sce un ric­chis­si­mo filo­ne del­la nar­ra­ti­va ara­ba. L’autore, descri­ven­do la vita deten­ti­va nel­le sue pagi­ne, sve­la un mon­do di vio­len­ze e di tor­tu­re inflit­te allo sco­po di fiac­ca­re la volon­tà dei pri­gio­nie­ri, di spez­zar­ne la digni­tà e il sen­so di uma­ni­tà. L’attenzione del let­to­re è foca­liz­za­ta sul­la bru­ta­li­tà del siste­ma peni­ten­zia­rio israe­lia­no, che non si fa scru­po­li nel per­pe­tra­re abu­si nei con­fron­ti di bam­bi­ni e ragaz­zi.
   Il futu­ro scrit­to­re, rin­chiu­so in una cel­la minu­sco­la e buia, a vol­te segre­ga­to in un arma­dio dota­to sol­tan­to di una feri­to­ia, abban­do­na la dimen­sio­ne del­la quo­ti­dia­ni­tà, del­la nor­ma­li­tà, per adden­trar­si in un’esperienza asso­lu­ta­men­te nuo­va ed estra­nea a qua­lun­que altra situa­zio­ne mai spe­ri­men­ta­ta in pre­ce­den­za, una “disce­sa negli infe­ri”, in cui il ragaz­zo si ritro­va solo, a dover affron­ta­re l’impatto con il car­ce­re, la tor­tu­ra, l’incertezza del futu­ro.  Nel nar­ra­re le memo­rie del­la lot­ta e del­la pri­gio­nia, la voce dell’autore espri­me il dolo­re di un inte­ro popo­lo dila­nia­to, pri­va­to dell’identità, del­la digni­tà, di un futu­ro decen­te.».
 Già noto ai let­to­ri ita­lia­ni con la rac­col­ta poe­ti­ca Ani­mo di viag­gio (Bil­le­ci, 2021), gra­zie alla qua­le ha vin­to il Pre­mio inter­na­zio­na­le Poe­ti­co Let­te­ra­rio asse­gna­to dall’Associazione A.S.A.S. di Mes­si­na, l’autore, nato nel 1976 a Y̔a ̔ bad, pae­se vici­no Jenin nel nord del­la Pale­sti­na, vive e lavo­ra a Roma.
(Come da pras­si l’ingresso è libe­ro e l’ambiente cli­ma­tiz­za­to)

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