Ue, Euromò: “Siamo la voce plurale per una Europa dei popoli e della pace”

Ue, Euromò: “Siamo la voce plurale per una Europa dei popoli e della pace”

10/10/2026 0 Di Marco Montini

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Ue, Euro­mò: “Sia­mo la voce plu­ra­le per una Euro­pa dei popo­li e del­la pace”

“L’obiettivo è un’Europa dei popo­li, capa­ce di met­te­re al cen­tro per­so­na, dirit­ti socia­li, demo­cra­zia e pace. Un’Europa nel­la qua­le ogni cit­ta­di­no pos­sa tra­sfor­mar­si da spet­ta­to­re pas­si­vo in divul­ga­to­re dei prin­ci­pi comu­ni­ta­ri, ope­ran­do in auto­no­mia e indi­pen­den­za, nel rispet­to dell’altrui dis­sen­so. L’attuale model­lo far­ra­gi­no­so del­la Ue non può esse­re con­si­de­ra­to intoc­ca­bi­le, soprat­tut­to davan­ti alla cre­scen­te pau­ra di un con­flit­to pla­ne­ta­rio, alla cri­si del­la demo­cra­zia e alla cor­sa agli arma­men­ti. Per que­sto occor­re infor­ma­re cor­ret­ta­men­te i cit­ta­di­ni e costrui­re una Gran­de Euro­pa dei Popo­li, capa­ce di supe­ra­re bar­rie­re e divi­sio­ni”. Cosi, in una nota stam­pa, il Movi­men­to Cul­tu­ra­le “Euro­mò” “Con Euro­mo Futu­ra Euro­pa — pat­to civi­le a cui han­no ade­ri­to anche Acca­de­mia Ini­zia­ti­va Comu­ne, Gen­te del Sole, Radi­ci e Sen­tie­ri — il Movi­men­to non scen­de in cam­po per mie­te­re voti ma per affer­ma­re una “diver­sa idea di Euro­pa e di uma­ni­tà”. Le idee non han­no un padro­ne, non han­no un solo vol­to e sono pro­pel­len­te per i cit­ta­di­ni. Quin­di Euro­mò cam­bia pas­so e si rifon­da su due pila­stri: la voce di tut­ti, con il supe­ra­men­to del Por­ta­vo­ce Uni­co e una rap­pre­sen­tan­za dif­fu­sa, attra­ver­so deci­sio­ni e linee d’azione frut­to di una sin­te­si col­le­gia­le; e la Rota­zio­ne del Mes­sag­gio, con la qua­le qual­sia­si com­po­nen­te può pre­sta­re la pro­pria voce e il pro­prio vol­to per dif­fon­de­re il pen­sie­ro comu­ne. La for­za di Euro­mò sta pro­prio nel mes­sag­gio, non nel mes­sag­ge­ro. L’obiettivo è raf­for­za­re il pro­ces­so di inte­gra­zio­ne euro­pea, pro­muo­ve­re mag­gio­re coe­sio­ne tra gli Sta­ti, costrui­re una voce euro­pea auto­re­vo­le nel mon­do e avvi­ci­na­re le isti­tu­zio­ni ai cit­ta­di­ni, favo­ren­do par­te­ci­pa­zio­ne, soli­da­rie­tà e dirit­ti, per un futu­ro con­di­vi­so”.

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