Sociale, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Volontariato moderno, l’energia civica degli italiani”

Sociale, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Volontariato moderno, l’energia civica degli italiani”

08/10/2026 0 Di Marco Montini

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Socia­le, Tiso(Acc. Ini­zia­ti­va Comu­ne): “Volon­ta­ria­to moder­no, l’energia civi­ca degli ita­lia­ni”

“Negli ulti­mi anni è cre­sciu­ta una for­ma nuo­va di volon­ta­ria­to: spon­ta­neo, digi­ta­le, di quar­tie­re. Una rispo­sta socia­le alla fra­gi­li­tà del lavo­ro, alla soli­tu­di­ne e alla man­can­za di ser­vi­zi. Il volon­ta­ria­to ita­lia­no sta viven­do una sta­gio­ne di tra­sfor­ma­zio­ne pro­fon­da. Non è più sol­tan­to l’impegno silen­zio­so del­le asso­cia­zio­ni sto­ri­che, né un gesto epi­so­di­co di gene­ro­si­tà: è diven­ta­to una nuo­va for­ma di par­te­ci­pa­zio­ne civi­ca, capa­ce di uni­re gene­ra­zio­ni, ter­ri­to­ri e com­pe­ten­ze. Un esem­pio è rap­pre­sen­ta­to dal­la cosid­det­ta “micro­co­mu­ni­tà di quar­tie­re”, e nasce spes­so da chat Wha­tsApp, grup­pi Face­book, ini­zia­ti­ve spon­ta­nee e reti di vici­na­to. Sono azio­ni rapi­de, con­cre­te, sen­za buro­cra­zia. Si aiu­ta­no anzia­ni, fami­glie in dif­fi­col­tà, per­so­ne sole. C’è poi il volon­ta­ria­to digi­ta­le, con mol­te per­so­ne che offro­no sup­por­to tele­ma­ti­co agli anzia­ni: insom­ma, una nuo­va for­ma di inclu­sio­ne socia­le che può aiu­ta­re a ridur­re il diva­rio digi­ta­le. Per­ché cre­sco­no que­ste tipo­lo­gie di volon­ta­ria­to? In un pae­se, come il nostro, attra­ver­sa­to da cam­bia­men­ti eco­no­mi­ci, socia­li e cul­tu­ra­li, il volon­ta­ria­to moder­no rap­pre­sen­ta una rispo­sta con­cre­ta alla fra­gi­li­tà, alla soli­tu­di­ne e alla discon­ti­nui­tà del lavo­ro. È un modo per rico­strui­re lega­mi, per resti­tui­re sen­so di comu­ni­tà, per dare voce a chi spes­so non ne ha. E non è sola­men­te un aiu­to: è par­te­ci­pa­zio­ne civi­ca, è costru­zio­ne di fidu­cia, è un modo per resti­tui­re ener­gia alle comu­ni­tà. E que­sta nuo­va ener­gia civi­ca nasce dal bas­so: dai quar­tie­ri, dai grup­pi spon­ta­nei, dal­le reti digi­ta­li, dal­le ini­zia­ti­ve che uni­sco­no gio­va­ni, anzia­ni, pro­fes­sio­ni­sti, stu­den­ti. È un volon­ta­ria­to più rapi­do, più fles­si­bi­le, più vici­no ai biso­gni rea­li. Il futu­ro del Pae­se dipen­de anche dal­la capa­ci­tà di rico­no­sce­re, valo­riz­za­re e soste­ne­re que­ste nuo­ve for­me di impe­gno. Ser­vo­no poli­ti­che che faci­li­ti­no la par­te­ci­pa­zio­ne, stru­men­ti digi­ta­li inclu­si­vi, per­cor­si for­ma­ti­vi che aiu­ti­no i cit­ta­di­ni a diven­ta­re pro­ta­go­ni­sti del cam­bia­men­to. Occor­re, in sostan­za, soste­ne­re le reti civi­che e il volon­ta­ria­to moder­no, rico­no­scen­do­ne il ruo­lo socia­le. Le comu­ni­tà sono una risor­sa stra­te­gi­ca per il Pae­se e meri­ta­no sup­por­to strut­tu­ra­le”.

Lo dichia­ra Car­me­la Tiso, por­ta­vo­ce nazio­na­le di Acca­de­mia Ini­zia­ti­va Comu­ne e pre­si­den­te dell’associazione Ban­die­ra Bian­ca.

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