Agroalimentare, Confeuro: “Regolamento Ue passo in avanti ma restano dubbi”

Agroalimentare, Confeuro: “Regolamento Ue passo in avanti ma restano dubbi”

30/07/2026 0 Di Marco Montini

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Agroa­li­men­ta­re, Con­feu­ro: “Rego­la­men­to Ue pas­so in avan­ti ma resta­no dub­bi”

“Con­feu­ro espri­me apprez­za­men­to per la pub­bli­ca­zio­ne nel­la Gaz­zet­ta Uffi­cia­le del­l’U­nio­ne Euro­pea del Rego­la­men­to (UE) 2026/1739, che rap­pre­sen­ta un pas­sag­gio signi­fi­ca­ti­vo nel per­cor­so di rie­qui­li­brio del valo­re lun­go la filie­ra agroa­li­men­ta­re. Il prov­ve­di­men­to intro­du­ce stru­men­ti inno­va­ti­vi e atte­si dal com­par­to pri­ma­rio, a par­ti­re dal­l’ob­bli­go dei con­trat­ti scrit­ti da sti­pu­la­re pri­ma del­la con­se­gna dei pro­dot­ti e dal­la pre­vi­sio­ne di prez­zi mag­gior­men­te anco­ra­ti ai rea­li costi di pro­du­zio­ne. Si trat­ta di un pas­so avan­ti impor­tan­te ver­so una mag­gio­re equi­tà nel­la filie­ra agroa­li­men­ta­re — dichia­ra Andrea Tiso, pre­si­den­te nazio­na­le di Con­feu­ro- Con­fe­de­ra­zio­ne Agri­col­to­ri Euro­pei — per­ché ven­go­no final­men­te rico­no­sciu­ti prin­ci­pi che la nostra orga­niz­za­zio­ne sostie­ne da tem­po. Resta però da capi­re se que­ste misu­re saran­no real­men­te suf­fi­cien­ti a garan­ti­re e sal­va­guar­da­re il red­di­to dei pic­co­li e medi agri­col­to­ri, che con­ti­nua­no a ope­ra­re in un con­te­sto eco­no­mi­co estre­ma­men­te com­ples­so”. Con­feu­ro valu­ta posi­ti­va­men­te “anche il bonus del 20% desti­na­to ai gio­va­ni agri­col­to­ri che ade­ri­sco­no alle orga­niz­za­zio­ni di pro­dut­to­ri, real­tà che il rego­la­men­to tor­na a valo­riz­za­re insie­me al siste­ma coo­pe­ra­ti­vo. È una misu­ra con­cre­ta — pro­se­gue — che può incen­ti­va­re il ricam­bio gene­ra­zio­na­le e raf­for­za­re il futu­ro del­l’a­gri­col­tu­ra euro­pea”. Per­man­go­no, tut­ta­via, alcu­ne cri­ti­ci­tà. “Le esen­zio­ni deman­da­te agli Sta­ti mem­bri, che con­sen­to­no di esclu­de­re deter­mi­na­te filie­re dal­l’ob­bli­go di appli­ca­re gli indi­ci dei costi di pro­du­zio­ne, rischia­no di tra­sfor­mar­si in una peri­co­lo­sa scap­pa­to­ia, inde­bo­len­do i prin­ci­pi stes­si del rego­la­men­to. Inol­tre, con­ti­nua a man­ca­re un chia­ro rife­ri­men­to al prin­ci­pio di reci­pro­ci­tà per i pro­dot­ti pro­ve­nien­ti dai mer­ca­ti extra UE, che spes­so gene­ra­no una con­cor­ren­za slea­le a dan­no del­le impre­se agri­co­le euro­pee. Infi­ne, desta per­ples­si­tà la tem­pi­sti­ca di appli­ca­zio­ne di alcu­ne dispo­si­zio­ni, rin­via­te addi­rit­tu­ra al 2028 e al 2029: tem­pi trop­po lun­ghi rispet­to alle sfi­de eco­no­mi­che e geo­po­li­ti­che che il set­to­re è chia­ma­to ad affron­ta­re già oggi”, con­clu­de Tiso.

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