Genzano di Roma. Sul voto e il dopo voto amministrativo: così il segretario del PCI, Virgilio Seu

Genzano di Roma. Sul voto e il dopo voto amministrativo: così il segretario del PCI, Virgilio Seu

08/07/2026 0 Di Maurizio Aversa

Que­sto arti­co­lo è sta­to let­to 689 vol­te!

Vir­gi­lio Seu, segre­ta­rio del­la sezio­ne PCI “L.Longo” di Gen­za­no di Roma


Pri­ma di fare, come Par­ti­to Comu­ni­sta Ita­lia­no, un comu­ni­ca­to uffi­cia­le rela­ti­vo ai risul­ta­ti del­le ele­zio­ni comu­na­li, abbia­mo atte­so di leg­ge­re i com­men­ti e le ana­li­si dei par­ti­ti del cen­tro­si­ni­stra; spe­ra­va­mo di leg­ge­re di una gene­ra­le pre­sa d’atto di una scon­fit­ta sto­ri­ca per la nostra Cit­tà, uni­ta­men­te all’assunzione di respon­sa­bi­li­tà da par­te dei loro grup­pi diri­gen­ti; a tutt’oggi sia­mo anco­ra in atte­sa di leg­ge­re qual­co­sa in meri­to.
Abbia­mo, quin­di, deci­so di arti­co­la­re una nostra pri­ma, par­zia­le, ana­li­si del voto e del­le cau­se che, secon­do noi, han­no por­ta­to le destre e i fasci­sti a vin­ce­re le ele­zio­ni comu­na­li a Gen­za­no, per la pri­ma vol­ta nel­la sto­ria demo­cra­ti­ca del nostro Pae­se.
Per pri­ma cosa, biso­gna dire che ciò non è avve­nu­to per­ché le destre han­no con­qui­sta­to un voto politico/amministrativo di mag­gio­ran­za nel­la nostra cit­tà (baste­reb­be veri­fi­ca­re la distri­bu­zio­ne dei voti alle liste col­le­ga­te agli altri can­di­da­ti a sin­da­co nel pri­mo tur­no e i risul­ta­ti del Refe­ren­dum sul­la giu­sti­zia che han­no visto pre­va­le­re il NO con oltre il 58 per cen­to dei voti) ben­sì per una serie di fat­to­ri che, come in una tem­pe­sta per­fet­ta, han­no visto erro­ri su erro­ri da par­te di quei grup­pi diri­gen­ti dell’area di cen­tro­si­ni­stra e mode­ra­ta che ave­va­no il dove­re ( noi lo chia­mia­mo obbli­go mora­le) di tro­va­re una solu­zio­ne per impe­di­re alle destre di con­qui­sta­re il nostro Comu­ne e allo stes­so tem­po per get­ta­re le basi per cam­bia­re, net­ta­men­te, il modo di gover­na­re por­ta­to avan­ti degli ulti­mi anni.
E dob­bia­mo dire, con estre­ma chia­rez­za, che il pri­mo pun­to è pro­prio que­sto.
La mag­gio­ran­za di gover­no uscen­te ha gover­na­to male!
Al di là del­le cose fat­te, non fat­te o fat­te male, la real­tà più evi­den­te è che la pre­ce­den­te Giun­ta Comu­na­le si è com­por­ta­ta come una sor­ta di cor­po estra­neo rispet­to al nostro popo­lo. Da tem­po, era sem­pre più evi­den­te il distac­co dai cit­ta­di­ni, una sor­ta di auto iso­la­men­to che non c’è mai sta­to nel­la tra­di­zio­ne ammi­ni­stra­ti­va del nostro Comu­ne (a par­te la bre­ve paren­te­si dei 5 Stel­le e, peg­gio anco­ra, del suc­ces­si­vo com­mis­sa­ria­men­to). Que­sto distac­co li ha por­ta­ti a non vede­re, e soprat­tut­to non capi­re, l’insofferenza che mon­ta­va nei con­fron­ti del­la Giun­ta e del­la mag­gio­ran­za uscen­te.
Allo stes­so tem­po, nean­che da par­te del­le varie liste, di area pro­gres­si­sta e civi­co demo­cra­ti­ca, c’è sta­ta la con­sa­pe­vo­lez­za del­la asso­lu­ta neces­si­tà di orga­niz­za­re un’unica coa­li­zio­ne di alter­na­ti­va al cen­tro­si­ni­stra oltre che, natu­ral­men­te, alla destra.
Come PCI, ave­va­mo pro­po­sto a que­ste for­ze, per supe­ra­re la logi­ca dei rispet­ti­vi can­di­da­ti a sin­da­co di ban­die­ra, di orga­niz­za­re le “Pri­ma­rie del cam­bia­men­to” tra i vari can­di­da­ti, dan­do diret­ta­men­te la paro­la ai cit­ta­di­ni, al fine di sce­glie­re un uni­co can­di­da­to a sin­da­co in gra­do di rac­co­glie­re un con­sen­so che lo avreb­be por­ta­to, sicu­ra­men­te, al bal­lot­tag­gio con­tro la destra.
Le logi­che di par­te ed una illu­so­ria cer­tez­za di poter rag­giun­ge­re, da soli, il risul­ta­to, ha por­ta­to qual­cu­no a chia­mar­si fuo­ri e a far sal­ta­re que­sta allean­za alter­na­ti­va.
Per que­sto, come Par­ti­to, insie­me ad altri com­pa­gni, abbia­mo deci­so di non par­te­ci­pa­re a que­sta inu­ti­le e dan­no­sa fram­men­ta­zio­ne; abbia­mo lavo­ra­to per crea­re una alter­na­ti­va uni­ta­ria al cen­tro­si­ni­stra e alla destra ma non sia­mo riu­sci­ti a con­vin­ce­re gli altri.
Pre­sen­ta­re un’altra lista avreb­be fram­men­ta­to, ulte­rior­men­te, il voto alter­na­ti­vo alla destra e al cen­tro­si­ni­stra.
A noi era chia­ro che il sin­da­co uscen­te, a que­sto pun­to, sareb­be anda­to al bal­lot­tag­gio e sareb­be sta­to il can­di­da­to più debo­le.
Ma ciò che rite­nia­mo anco­ra più gra­ve è il fat­to che il cen­tro­si­ni­stra, dopo aver otte­nu­to al pri­mo tur­no, con il pro­prio can­di­da­to, uno stri­min­zi­to 29 per cen­to (indie­tro di 575 voti rispet­to al can­di­da­to del­la destra che ha supe­ra­to il 34 per cen­to) non abbia com­pre­sa l’impossibilità di una pro­pria vit­to­ria sen­za il sup­por­to del­le altre for­ma­zio­ni.
L’aver rifiu­ta­to l’apparentamento con gli altri due can­di­da­ti che, com­ples­si­va­men­te, ave­va­no otte­nu­to oltre il 30 per cen­to dei voti, la dice lun­ga sul­la respon­sa­bi­li­tà dei grup­pi diri­gen­ti del cen­tro­si­ni­stra in que­sta sto­ri­ca scon­fit­ta.

Giu­sep­pe Con­te, lea­der M5S, impe­gna­to nel­la cam­pa­gna elet­to­ra­le di Gen­za­no


Ma dopo aver rile­va­to l’irresponsabilità dei grup­pi diri­gen­ti del cen­tro­si­ni­stra, non pos­sia­mo non rile­va­re il fat­to che altri non abbia­no dato indi­ca­zio­ne di voto con­tro il peri­co­lo del­la vit­to­ria del­la destra. Abbia­mo sen­ti­to dichia­ra­zio­ni di non voto con­tro il can­di­da­to del cen­tro­si­ni­stra e del­la destra e, addi­rit­tu­ra, abbia­mo visto la coa­li­zio­ne di Cit­tà Futu­ra, in cor­so d’opera, strin­ge­re un accor­do che la por­ta­va a far par­te del­la coa­li­zio­ne di destra, con in cam­bio inca­ri­chi isti­tu­zio­na­li e di gover­no. Per que­sto, come Par­ti­to Comu­ni­sta Ita­lia­no, abbia­mo fat­to un “appel­lo al voto anti­fa­sci­sta”. Lo abbia­mo fat­to, vista la gra­vi­tà del­la situa­zio­ne, pur rimar­can­do il fat­to che, come comu­ni­sti, sia­mo alter­na­ti­vi al cen­tro­si­ni­stra sia in cam­po nazio­na­le che in quel­lo loca­le; lo abbia­mo fat­to sen­za chie­de­re nul­la in cam­bio, ovvia­men­te. Abbia­mo rivol­to quell’appello diret­ta­men­te al popo­lo gen­za­ne­se, a pre­scin­de­re dal­la rispet­ti­va col­lo­ca­zio­ne poli­ti­ca, al con­tra­rio di altri che fan­no par­te, o face­va­no par­te, di for­ma­zio­ni poli­ti­che che spes­so ci attac­ca­va­no riem­pien­do­si la boc­ca del “…altri­men­ti vin­co­no le destre”, por­tan­do avan­ti, in cam­po nazio­na­le, poli­ti­che con­tro gli inte­res­si dei lavo­ra­to­ri, dei ceti medi, dei gio­va­ni; e con­tro gli stes­si inte­res­si nazio­na­li. Oggi il loro anti­fa­sci­smo si è fer­ma­to davan­ti alle pol­tro­ne, anche a Gen­za­no. Del resto, i loro Par­ti­ti sono gli stes­si che non si accor­go­no che al pote­re in Ucrai­na, dopo il col­po di sta­to di Mai­dan, ci sono i nazi­sti; gli stes­si che uti­liz­za­no i sol­di dei cit­ta­di­ni ita­lia­ni per finan­zia­re quel Pae­se e invia­re armi per pro­se­gui­re una guer­ra che, fino­ra, ha cau­sa­to cen­ti­na­ia di miglia­ia di mor­ti e che rischia di tra­sci­na­re anche il nostro Pae­se e l’intera Euro­pa in quel con­flit­to. Per con­clu­de­re, si è par­la­to, come pri­mo atto dall’insediamento del nuo­vo sin­da­co, del­la sosti­tu­zio­ne del­la ban­die­ra tri­co­lo­re sul monu­men­to ai cadu­ti in Piaz­za Fra­sco­ni. Era giu­sto e dove­ro­so far­lo; la pre­ce­den­te era ora­mai total­men­te con­sun­ta e non è accet­ta­bi­le il fat­to che la si sia lascia­ta a lun­go in quel­le con­di­zio­ni; la ban­die­ra rap­pre­sen­ta la nostra Ita­lia e il nostro Popo­lo. Pec­ca­to, però, che nel­le stes­se ore la nuo­va Ammi­ni­stra­zio­ne abbia tol­to dal bal­co­ne del Palaz­zo comu­na­le la ban­die­ra del­la Pale­sti­na, sim­bo­lo del­la soli­da­rie­tà del popo­lo Gen­za­ne­se nei con­fron­ti del popo­lo Pale­sti­ne­se che sta suben­do un vero e pro­prio geno­ci­dio da par­te di Israe­le. Que­sto lo dicia­mo per far riflet­te­re tut­ti sul fat­to che ammi­ni­stra­re non signi­fi­ca solo “tap­pa­re le buche” o “garan­ti­re la manu­ten­zio­ne”, cose ovvia­men­te indi­spen­sa­bi­li per man­te­ne­re il deco­ro e la sicu­rez­za del­la cit­tà; signi­fi­ca anche rap­pre­sen­ta­re le sen­si­bi­li­tà, la sto­ria, le aspet­ta­ti­ve di un popo­lo che ha anco­ra tan­to da dire e da fare. La sto­ria di Gen­za­no è la sto­ria del­la con­qui­sta, per la pri­ma vol­ta in Ita­lia, da par­te dei brac­cian­ti agri­co­li, del­la gior­na­ta lavo­ra­ti­va di 6 ore, gra­zie a dure e lun­ghe bat­ta­glie (con­qui­sta dei lavo­ra­to­ri eli­mi­na­ta poi dal regi­me fasci­sta appe­na inse­dia­to). E’ la sto­ria di una comu­ni­tà che ha sem­pre lot­ta­to con­tro il fasci­smo, sia pri­ma del suo avven­to che duran­te il ven­ten­nio del regi­me, pagan­do con il san­gue e con le cen­ti­na­ia di anni di car­ce­re spe­cia­le e di con­fi­no. Che è sta­ta in pri­ma linea nel­la lot­ta par­ti­gia­na e nel­la costru­zio­ne del­le nuo­ve Isti­tu­zio­ni demo­cra­ti­che. Che è sta­ta non solo la roc­ca­for­te del­lo sto­ri­co Par­ti­to Comu­ni­sta Ita­lia­no nei Castel­li Roma­ni e nel Lazio ma anche un baluar­do in dife­sa del­la liber­tà e del­la demo­cra­zia negli anni del dopo­guer­ra. Gen­za­no, per chi non ricor­da, non è solo un Comu­ne di 23 mila abi­tan­ti ma un sim­bo­lo.
L’appello che, come PCI, ci sen­tia­mo di rivol­ge­re diret­ta­men­te al popo­lo Gen­za­ne­se, al nostro Popo­lo, è, quin­di, di riflet­te­re su quan­to è avve­nu­to e, allo stes­so tem­po, di impe­gnar­si per ripren­de­re la pro­pria stra­da. I comu­ni­sti, come sem­pre, faran­no la loro par­te.
Il Segre­ta­rio del­la Sezio­ne, Vir­gi­lio Seu

Related Images: