Il MACRO di Roma presenta la programmazione espositiva 2026

Il MACRO di Roma presenta la programmazione espositiva 2026

01/04/2026 0 Di Redazione

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Il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma presenta la programmazione espositiva 2026

Da Miriam Cahn a Hito Steyerl, da Alessandro Sciarroni a Marialba Russo: il 2026 al MACRO tra grandi mostre personali, progetti di ricerca e collaborazioni istituzionali

Con­ti­nui­tà di visio­ne e avvio di una nuo­va fase segna­no la pro­gram­ma­zio­ne 2026 del MACRO – Museo d’Arte Con­tem­po­ra­nea di Roma, pro­mos­sa da Asses­so­ra­to alla Cul­tu­ra di Roma Capi­ta­le e Azien­da Spe­cia­le Palaex­po, pro­dot­ta e orga­niz­za­ta da Azien­da Spe­cia­le Palaex­po, e idea­ta dal­la diret­tri­ce arti­sti­ca Cri­stia­na Per­rel­la, in cari­ca da mag­gio 2025.

Gra­zie all’attenzione rice­vu­ta e al suc­ces­so di pub­bli­co, la mostra UNAROMA vie­ne pro­ro­ga­ta fino al 3 mag­gio 2026, con l’ag­giun­ta di tre nuo­vi appun­ta­men­ti di UNAROMA LIVE, in pro­gram­ma il 9, 16 e 23 apri­le, con inter­ven­ti rispet­ti­va­men­te di Gior­gio Orbi, José Ange­li­no e Simo­ne Pap­pa­lar­do, e Nico Vascel­la­ri. Pro­ro­ga­ta anche la mostra Abi­ta­re le rovi­ne del pre­sen­te, visi­ta­bi­le fino al 10 mag­gio.

Dopo una pri­ma sta­gio­ne che ha attra­ver­sa­to Roma come ter­re­no di osser­va­zio­ne pri­vi­le­gia­to – nel­le sue stra­ti­fi­ca­zio­ni tem­po­ra­li, socia­li e disci­pli­na­ri – nel 2026 il museo apre il pro­prio oriz­zon­te a una dimen­sio­ne più ampia e non tema­ti­ca, fon­da­ta su pro­po­ste ine­di­te e ricer­che arti­sti­che arti­co­la­te in una plu­ra­li­tà di pra­ti­che e posi­zio­ni, capa­ci di inter­ro­ga­re il pre­sen­te attra­ver­so gran­di mostre per­so­na­li, pro­get­ti di ricer­ca e col­la­bo­ra­zio­ni isti­tu­zio­na­li che raf­for­za­no il dia­lo­go tra il museo, la cit­tà e il con­te­sto inter­na­zio­na­le.

SHE DEVIL — Ceci­lia Con­dit, I’ve been afraid, Still video, 2020

In que­sto qua­dro, il MACRO si affer­ma come un’istituzione che inten­de ren­de­re l’arte con­tem­po­ra­nea una pra­ti­ca viva, acces­si­bi­le e neces­sa­ria, sen­za rinun­cia­re alla com­ples­si­tà dei lin­guag­gi, alla den­si­tà dei con­te­nu­ti e alla for­za cri­ti­ca del­le ope­re. La pro­gram­ma­zio­ne 2026 met­te al cen­tro arti­ste e arti­sti inter­na­zio­na­li tra i più rile­van­ti del­la sce­na con­tem­po­ra­nea, attra­ver­so nuo­ve pro­du­zio­ni e for­ma­ti spe­ri­men­ta­li, raf­for­zan­do il museo come luo­go di pre­sa di posi­zio­ne poe­ti­ca, attra­ver­sa­men­to e con­fron­to pub­bli­co. «Il 2026 segna per il MACRO l’av­vio di una nuo­va fase, che espan­de il lavo­ro del museo in una dire­zio­ne più aper­ta e plu­ra­le – sot­to­li­nea Cri­stia­na Per­rel­la, Diret­tri­ce arti­sti­ca del MACRO. Dopo aver ini­zia­to la pro­gram­ma­zio­ne del­la mia dire­zio­ne attra­ver­san­do Roma come cam­po di inda­gi­ne esclu­si­vo, oggi il museo si misu­ra con una costel­la­zio­ne di pra­ti­che e posi­zio­ni che inter­ro­ga­no il pre­sen­te da pro­spet­ti­ve diver­se, man­te­nen­do vivo l’im­pe­gno a rac­con­ta­re e coin­vol­ge­re la sce­na crea­ti­va roma­na e a costrui­re comu­ni­tà intor­no a sé, ma anche espli­ci­tan­do la sua voca­zio­ne inter­na­zio­na­le. Se voglia­mo cer­ca­re un filo che uni­sce le pro­po­ste di que­st’an­no è l’at­ten­zio­ne all’as­sot­ti­glia­men­to del con­fi­ne tra pra­ti­che crea­ti­ve dif­fe­ren­ti, tra diver­se disci­pli­ne e a lavo­ri che non si limi­ta­no a rap­pre­sen­ta­re il rea­le ma lo inter­ro­ga­no e lo met­to­no in cri­si. Quel­lo che mi inte­res­sa è un museo che non sem­pli­fi­chi, ma che resti attra­ver­sa­bi­le: un luo­go in cui la com­ples­si­tà non sia un osta­co­lo ma una con­di­zio­ne neces­sa­ria e sti­mo­lan­te.»

Pre­mio Stre­ga 1956. Da sini­stra Alber­to Mora­via, Maria Bel­lon­ci ed Elé­mi­re Zol­la. Archi­vio del­la Fon­da­zio­ne Bel­lon­ci

Il nuo­vo ciclo di mostre del MACRO par­te il 29 apri­le e si con­clu­de il 30 ago­sto 2026 con una serie di pro­get­ti che segna­no l’avvio del pro­gram­ma pri­ma­ve­ri­le: Mecha­ni­cal Kurds di Hito Steyerl, a cura di Ali­ce Labor – instal­la­zio­ne video rea­liz­za­ta nel 2025 e pre­sen­ta­ta per la pri­ma vol­ta in Ita­lia –affron­ta i rap­por­ti tra intel­li­gen­za arti­fi­cia­le, con­flit­ti geo­po­li­ti­ci e lavo­ro digi­ta­le; Uno, cin­que, dodi­ci. Ottant’anni del Pre­mio Stre­ga, mostra dedi­ca­ta alla sto­ria degli ottant’anni del Pre­mio Stre­ga, a cura di Maria Lui­sa Fri­sa e Mario Lupa­no, riper­cor­re la fun­zio­ne eser­ci­ta­ta dal rico­no­sci­men­to let­te­ra­rio come sismo­gra­fo e pro­mo­to­re dei muta­men­ti cul­tu­ra­li e lin­gui­sti­ci del Pae­se; SHE DEVIL, sto­ri­ca ras­se­gna di videoar­te tut­ta al fem­mi­ni­le, nata nel 2006 da un’idea di Ste­fa­nia Miscet­ti e ospi­ta­ta per la sua nuo­va edi­zio­ne nel­la nuo­va sala video del MACRO, è con­ce­pi­ta come piat­ta­for­ma aper­ta di con­fron­to tra pra­ti­che e ricer­che inter­na­zio­na­li; infi­ne, in linea con l’attitudine alla ricer­ca mul­ti­di­sci­pli­na­re del museo, la sala audio pre­sen­ta un pro­get­to dedi­ca­to alla voce di Ame­lia Ros­sel­li, a cura di Andrea Cor­tel­les­sa, dal tito­lo Ame­lia Ros­sel­li, un can­to nel suo spa­zio: un focus su una del­le più gran­di poe­tes­se ita­lia­ne del Nove­cen­to a trent’anni dal­la mor­te.

Ales­san­dro Sciar­ro­ni, Save the Last Dan­ce for Me, ph. Ste­phen Wil­son Bar­ker

Accan­to alla pro­gram­ma­zio­ne espo­si­ti­va, il MACRO con­fer­ma la pro­pria atten­zio­ne alla dimen­sio­ne del dibat­ti­to e del­la ricer­ca inter­di­sci­pli­na­re, già spe­ri­men­ta­ta con la due gior­ni di con­ve­gno The Dream Syn­di­ca­te, a cura di Car­lo Anto­nel­li e Vale­rio Man­nuc­ci. In que­sto con­te­sto si inse­ri­sce Scien­ce Fashion. Inte­ra­zio­ni tra moda, scien­za e nuo­ve tec­no­lo­gie, pro­gram­ma di incon­tri e work­shop a cura di Dobri­la Dene­gri, in pro­gram­ma dal 13 al 15 mag­gio. L’iniziativa riu­ni­sce alcu­ne del­le voci più inno­va­ti­ve del­la ricer­ca inter­na­zio­na­le nel cam­po del­la moda spe­ri­men­ta­le per riflet­te­re sui nuo­vi sce­na­ri aper­ti dall’intelligenza arti­fi­cia­le.

Il 28 mag­gio 2026 inau­gu­ra nel­la sala prin­ci­pa­le del museo la mostra per­so­na­le di Miriam Cahn, a cura di Cri­stia­na Per­rel­la, che pre­sen­ta una sele­zio­ne di ope­re incen­tra­te sul cor­po fem­mi­ni­le come sog­get­to poli­ti­co e luo­go di resi­sten­za. Nel­la stes­sa data apre anche la mostra col­let­ti­va del­le vin­ci­tri­ci del­la ter­za edi­zio­ne del Pre­mio Paul Tho­rel, a cura di Sara Dol­fi Ago­sti­ni, che pre­sen­ta i lavo­ri ine­di­ti di Cate­ri­na De Nico­la, Ire­ne Fena­ra e Loren­za Lon­ghi, svi­lup­pa­ti nel con­te­sto del­la resi­den­za dell’edizione 2025.

Marialba Russo, Al ristorante il 29 settembre 1974, 1974

Marial­ba Rus­so, Al risto­ran­te il 29 set­tem­bre 1974, 1974

A set­tem­bre 2026 il MACRO pre­sen­ta la pri­ma retro­spet­ti­va isti­tu­zio­na­le dedi­ca­ta a Marial­ba Rus­so, a cura di Cri­stia­na Per­rel­la ed Ele­na Magi­ni. La mostra si con­cen­tra sul­la pro­du­zio­ne degli anni Set­tan­ta di Rus­so, in un per­cor­so che esplo­ra la costru­zio­ne cul­tu­ra­le del gene­re e la flui­di­tà tra maschi­le e fem­mi­ni­le. Il pro­get­to avrà una sede paral­le­la al MUCIV–Museo del­le Civil­tà di Roma per appro­fon­di­re la ricer­ca di Rus­so più lega­ta all’antropologia. A segui­re, la mostra di Fran­cis Uprit­chard e Mar­ti­no Gam­per, a cura di Cri­stia­na Per­rel­la, intrec­cia scul­tu­ra e desi­gn con una serie di inter­ven­ti site-spe­ci­fic dif­fu­si negli spa­zi del museo. A chiu­de­re la sta­gio­ne espo­si­ti­va, a dicem­bre 2026, è infi­ne un nuo­vo pro­get­to di Ales­san­dro Sciar­ro­ni, a cura di Cri­stia­na Per­rel­la ed Ele­na Magi­ni, spe­ci­fi­ca­men­te pen­sa­to per la sala prin­ci­pa­le del MACRO.

Un ele­men­to strut­tu­ra­le del­la pro­gram­ma­zio­ne 2026 è il con­so­li­dar­si di una moda­li­tà di lavo­ro fon­da­ta sul­la col­la­bo­ra­zio­ne e sul­lo scam­bio. Dopo le espe­rien­ze matu­ra­te nel cor­so del 2025, tra cui UNAROMA– che ha coin­vol­to una rete ampia di real­tà indi­pen­den­ti del ter­ri­to­rio – e la col­la­bo­ra­zio­ne con il pro­get­to Con­ci­lia­zio­ne 5 del Dica­ste­ro per la Cul­tu­ra e l’Educazione del­la San­ta Sede, il MACRO pro­se­gue nel costrui­re rela­zio­ni con sog­get­ti cul­tu­ra­li, isti­tu­zio­na­li e pro­dut­ti­vi, atti­vi a Roma e in ambi­to nazio­na­le e inter­na­zio­na­le. Oltre la natu­ra­le part­ner­ship con Palaz­zo del­le Espo­si­zio­ni, nel nuo­vo anno saran­no avvia­te col­la­bo­ra­zio­ni con la Fon­da­zio­ne Maria e Gof­fre­do Bel­lon­ci, orga­niz­za­tri­ce con l’azienda Stre­ga Alber­ti del Pre­mio Stre­ga, la Fon­da­zio­ne Paul Tho­re­le con il MUCIV–Museo del­le Civil­tà, che con­tri­bui­sco­no a defi­ni­re un model­lo ope­ra­ti­vo basa­to sul dia­lo­go tra isti­tu­zio­ni, sul­la con­di­vi­sio­ne di risor­se e sull’ibridazione dei sape­ri e dei pub­bli­ci.

Premio Strega, Seggio di voto, 1952

Pre­mio Stre­ga, Seg­gio di voto, 1952

La pro­gram­ma­zio­ne si arti­co­la negli spa­zi del museo valo­riz­zan­do­ne la plu­ra­li­tà archi­tet­to­ni­ca e fun­zio­na­le. Accan­to alle mostre di mag­gio­re sca­la, ospi­ta­te nel­la par­te più recen­te dell’edificio, gli spa­zi dell’ex Bir­re­ria Pero­ni con­so­li­da­no il pro­prio ruo­lo come piat­ta­for­ma dedi­ca­ta all’ascolto e all’immagine in movi­men­to: la sala audio, la sala video e il nuo­vo cine­ma amplia­no il rag­gio d’azione del MACRO ver­so lin­guag­gi e pub­bli­ci dif­fe­ren­ti, intrec­cian­do arte con­tem­po­ra­nea, cine­ma, suo­no e cul­tu­ra visi­va. Nel­la par­te sto­ri­ca del museo sono ospi­ta­te anche le pre­sen­ta­zio­ni di nuo­vi lavo­ri di arti­ste e arti­sti ita­lia­ni e inter­na­zio­na­li e pro­get­ti che favo­ri­sco­no il dia­lo­go del­le arti visi­ve con altri ambi­ti del­la crea­ti­vi­tà, dal­la let­te­ra­tu­ra al cine­ma.

È dun­que attra­ver­so una costel­la­zio­ne di pra­ti­che che il MACRO, nel 2026, dà for­ma al pro­prio pro­gram­ma, met­ten­do in rela­zio­ne lin­guag­gi, gene­ra­zio­ni e for­ma­ti diver­si, uni­ti dall’urgenza di inter­ro­ga­re il pre­sen­te sen­za neu­tra­li­tà. Gra­zie a un’ar­ti­co­la­ta pro­po­sta, il MACRO pun­ta a diven­ta­re sem­pre più luo­go di spe­ri­men­ta­zio­ne viva, capa­ce di acco­glie­re il con­flit­to, met­te­re in cri­si i con­fi­ni disci­pli­na­ri e resti­tui­re il con­tem­po­ra­neo come eser­ci­zio con­ti­nuo di com­ples­si­tà e pen­sie­ro cri­ti­co.

Hito Steyerl Mechanical Kurds, 2025 Single-channel HD video installation (color, sound) 
Duration: 13 min 
Courtesy the artist, Andrew Kreps Gallery, New York and Esther Schipper, Berlin/Paris/Seoul 
Stills © the artist 
© The artist / VG Bild-Kunst, Bonn 2026

Hito Steyerl Mecha­ni­cal Kurds, 2025 Sin­gle-chan­nel HD video instal­la­tion (color, sound) Dura­tion: 13 min Cour­te­sy the arti­st, Andrew Kreps Gal­le­ry, New York and Esther Schip­per, Berlin/Paris/Seoul Stills © the arti­st © The arti­st / VG Bild-Kun­st, Bonn 2026

«La pro­gram­ma­zio­ne 2026 con­fer­ma il MACRO come un’istituzione capa­ce di tene­re insie­me visio­ne arti­sti­ca e respon­sa­bi­li­tà pub­bli­ca – dichia­ra Mar­co Delo­gu, pre­si­den­te di Azien­da Spe­cia­le Palaex­po –. Il museo non è solo un luo­go di pre­sen­ta­zio­ne, ma uno spa­zio di pro­du­zio­ne cul­tu­ra­le che dia­lo­ga con la cit­tà e con il siste­ma inter­na­zio­na­le. In que­sto sen­so, il MACRO ope­ra all’interno del­la galas­sia dell’Azienda Spe­cia­le Palaex­po, inte­gran­do la pro­pria pro­gram­ma­zio­ne in un eco­si­ste­ma più ampio, in cui la voca­zio­ne alla siner­gia e alla trans­di­sci­pli­na­rie­tà è inscrit­ta fin dal­le sue pre­mes­se costi­tu­ti­ve. Il lavo­ro avvia­to meno di un anno fa da Cri­stia­na Per­rel­la e inau­gu­ra­to uffi­cial­men­te lo scor­so dicem­bre tro­va oggi un suo pri­mo sta­dio di matu­ra­zio­ne: raf­for­za­re le col­la­bo­ra­zio­ni, amplia­re i pub­bli­ci, costrui­re rela­zio­ni sta­bi­li con altre isti­tu­zio­ni signi­fi­ca ren­de­re il museo più soli­do e, allo stes­so tem­po, più aper­to.»

Hito Steyerl Mechanical Kurds, 2025 Single-channel HD video installation (color, sound) 
Duration: 13 min 
Courtesy the artist, Andrew Kreps Gallery, New York and Esther Schipper, Berlin/Paris/Seoul 
Stills © the artist 
© The artist / VG Bild-Kunst, Bonn 2026

Hito Steyerl Mecha­ni­cal Kurds, 2025
Sin­gle-chan­nel HD video instal­la­tion (color, sound)
Dura­tion: 13 min
Cour­te­sy the arti­st, Andrew Kreps Gal­le­ry, New York and Esther Schip­per, Berlin/Paris/Seoul
Stills © the arti­st
© The arti­st / VG Bild-Kun­st, Bonn 2026

«Il MACRO è uno spa­zio di rige­ne­ra­zio­ne, un luo­go ibri­do che rie­sce ad attrar­re la sua comu­ni­tà di rife­ri­men­to ma anche la cit­ta­di­nan­za tut­ta – sot­to­li­nea Mas­si­mi­lia­no Sme­ri­glio, Asses­so­re alla Cul­tu­ra del Comu­ne di Roma –. In que­sti mesi, dal­la ria­per­tu­ra, ha raf­for­za­to la visio­ne di una cit­tà con­tem­po­ra­nea, in tra­sfor­ma­zio­ne, pro­iet­ta­ta sul­lo sce­na­rio inter­na­zio­na­le e ha con­so­li­da­to, con la pro­ro­ga del­le due mostre UNAROMA e Abi­ta­re le rovi­ne del pre­sen­te, il suo ruo­lo di luo­go par­te­ci­pa­to, vis­su­to: come museo con le sue espo­si­zio­ni, come sala cine­ma, come biblio­te­ca, e in qua­li­tà di spa­zio per dibat­ti­ti sui quar­tie­ri roma­ni e le loro esi­gen­ze e tra­sfor­ma­zio­ni. Nel cor­so del 2026, il MACRO com­pie un altro gran­de pas­so: si pone al cen­tro anche del dibat­ti­to cul­tu­ra­le a livel­lo nazio­na­le, con un pro­get­to sul­l’in­tel­li­gen­za arti­fi­cia­le e la geo­po­li­ti­ca con l’ar­ti­sta e film­ma­ker Hito Steyerl, la col­la­bo­ra­zio­ne con la Fon­da­zio­ne Maria e Gof­fre­do Bel­lon­ci che por­te­rà qui la mostra sugli 80 anni del Pre­mio Stre­ga, con pro­get­ti inter­di­sci­pli­na­ri che rac­cor­da­no insie­me arte, suo­no e let­te­ra­tu­ra, con la retro­spet­ti­va su Marial­ba Rus­so, in dia­lo­go con il Museo del­le Civil­tà, solo per cita­re alcu­ni degli appun­ta­men­ti; ce ne sono tan­ti altri. Gra­zie alla dire­zio­ne di Cri­stia­na Per­rel­la, il MACRO sta intes­sen­do una for­te rete di coo­pe­ra­zio­ne con le altre isti­tu­zio­ni cul­tu­ra­li, affron­ta il pre­sen­te sen­za sem­pli­fi­car­lo ma anzi lo ren­de attra­ver­sa­bi­le, si con­fer­ma uno spa­zio aper­to in gra­do di con­net­te­re diver­si lin­guag­gi. La cit­tà ha biso­gno di posti come il MACRO e sia­mo feli­ci di aver con­tri­bui­to e soste­nu­to la sua rina­sci­ta e quin­di la pre­sen­ta­zio­ne di que­sta nuo­va sta­gio­ne espo­si­ti­va.»

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