Sociale, Tiso(Accademia IC): “In Italia pensioni basse, soprattutto per anziani”

Sociale, Tiso(Accademia IC): “In Italia pensioni basse, soprattutto per anziani”

09/03/2026 1 Di Marco Montini

Que­sto arti­co­lo è sta­to let­to 343 vol­te!

Socia­le, Tiso(Accademia IC): “In Ita­lia pen­sio­ni bas­se, soprat­tut­to per anzia­ni”
“In Ita­lia vivo­no milio­ni di anzia­ni che han­no lavo­ra­to una vita inte­ra, ma che oggi si tro­va­no a dover affron­ta­re la vec­chia­ia con pen­sio­ni spes­so insuf­fi­cien­ti a copri­re le spe­se essen­zia­li. Il tema non è solo eco­no­mi­co: riguar­da digni­tà, salu­te, auto­no­mia e qua­li­tà del­la vita. I dati uffi­cia­li con­fer­ma­no una situa­zio­ne dif­fi­ci­le e com­ples­sa, con impor­ti medi bas­si e un nume­ro cre­scen­te di per­so­ne che vivo­no al limi­te del­la pover­tà. Ad esem­pio dai dati INPS emer­ge che oltre 4,2 milio­ni di pen­sio­ni sono di natu­ra assi­sten­zia­le, quin­di gene­ral­men­te mol­to bas­se; una quo­ta signi­fi­ca­ti­va del­le pen­sio­ni pre­vi­den­zia­li non supe­ra i 1.000 euro men­si­li; e mol­te pen­sio­ni mini­me si aggi­ra­no intor­no ai 600–700 euro, insuf­fi­cien­ti per far fron­te a spe­se come affit­to, bol­let­te, far­ma­ci e ali­men­ta­zio­ne. Nume­ri che foto­gra­fa­no una con­di­zio­ne di fra­gi­li­tà eco­no­mi­ca che col­pi­sce soprat­tut­to: don­ne anzia­ne con car­rie­re discon­ti­nue, lavo­ra­to­ri con con­tri­bu­ti bas­si, e per­so­ne che han­no svol­to lavo­ri pre­ca­ri o mal retri­bui­ti. Inol­tre il Rap­por­to annua­le INPS 2024 evi­den­zia come l’Italia sia uno dei Pae­si più anzia­ni d’Europa e que­sto signi­fi­ca che le pen­sio­ni devo­no soste­ne­re perio­di sem­pre più lun­ghi di vita, men­tre i con­tri­bu­ti ver­sa­ti duran­te la car­rie­ra lavo­ra­ti­va spes­so non sono suf­fi­cien­ti a garan­ti­re impor­ti ade­gua­ti. Ma cosa signi­fi­ca una vita quo­ti­dia­na con una pen­sio­ne bas­sa? Per mol­ti anzia­ni ita­lia­ni, vive­re con una pen­sio­ne mini­ma signi­fi­ca: rinun­cia­re a cure medi­che non coper­te dal SSN, limi­ta­re l’acquisto di ali­men­ti di qua­li­tà, affron­ta­re dif­fi­col­tà nel paga­re bol­let­te e affit­to, ridur­re la socia­li­tà per man­can­za di risor­se, e dipen­de­re eco­no­mi­ca­men­te dai fami­lia­ri. Insom­ma, la pover­tà nel­la ter­za età è un feno­me­no spes­so nasco­sto, ma pro­fon­da­men­te dif­fu­so. Cosa fare dun­que? Secon­do Acca­de­mia Ini­zia­ti­va Comu­ne, è neces­sa­rio innan­zi­tut­to: ripen­sa­re il siste­ma con­tri­bu­ti­vo, soste­ne­re chi ha car­rie­re fra­gi­li, garan­ti­re un red­di­to mini­mo ade­gua­to, e inve­sti­re in poli­ti­che socia­li che pro­teg­ga­no dav­ve­ro la ter­za età. Una socie­tà che non tute­la i suoi anzia­ni è una socie­tà che dimen­ti­ca il pro­prio pas­sa­to e com­pro­met­te il pro­prio futu­ro”. Così, in una nota, Car­me­la Tiso, por­ta­vo­ce nazio­na­le di Acca­de­mia Ini­zia­ti­va Comu­ne e pre­si­den­te del­la asso­cia­zio­ne Ban­die­ra Bian­ca.

Related Images: