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Frosinone. Anna Maria Di Santo, dirigente PCI: 8 Marzo, oltre la celebrazione, ma di diritti e sicurezza per le donne
07/03/2026Questo articolo è stato letto 1377 volte!

Intervento di Anna Maria Di Santo alla Festa provinciale PCI Frosinone con al fianco, tra gli altri, il segretario nazionale Mauro Alboresi
C’è un rischio che corriamo ogni anno con l’arrivo dell’8 marzo: quello di confondere la memoria con la consuetudine. E’ opportuno, invece, guardare questa giornata con occhi diversi e vederla non come una semplice ricorrenza sul calendario, né come momento puramente celebrativo, ma come un’occasione di riflessione collettiva sul percorso compiuto dalle donne, di cui va onorata la memoria, per il riconoscimento dei diritti e, soprattutto, sulla distanza che ancora ci separa da una reale parità.

L’emancipazione femminile non è una “concessione”, ma un processo di liberazione da vincoli giuridici, sociali ed economici che ne hanno storicamente limitato l’autodeterminazione, fondata su tre pilastri fondamentali: l’indipendenza economica, perché senza la capacità di autosostenersi la libertà di scelta rimane un’illusione (lavoro non è solo reddito, ma identità e potere decisionale); istruzione e consapevolezza, perché la cultura è lo strumento principale per abbattere gli stereotipi di genere e permettere a ogni donna di oltrepassare i ruoli prefissati; rappresentanza politica, perché la presenza femminile nei luoghi dove si decide il futuro è essenziale affinché le leggi rispecchino i bisogni di tutta la società, non solo di una parte. La parità di genere non è una “questione femminile”, ma è una sfida che riguarda gli uomini quanto le donne; non è un atto “pro-donne”, ma un atto “pro-umanità”: i dati globali dimostrano che le società con una maggiore parità di genere sono economicamente più prospere; il coinvolgimento delle donne nei processi decisionali politici e amministrativi porta a risultati più inclusivi; l’abbattimento del gender gap nelle professioni accelera l’innovazione.

Ma la riflessione collettiva ci impone anche il confronto con la realtà: nonostante i progressi, l’emancipazione incontra ancora ostacoli invisibili ma resistenti: i ruoli predefiniti che condizionano il merito, il divario salariale e la persistenza della violenza di genere. Quest’ultima, in particolare, è spesso l’estremo tentativo di controllo contro una donna che sceglie di essere libera.
L’emancipazione femminile è il motore di un progresso civile che non può essere arrestato. Celebrare l’8 marzo, quindi, significa impegnarsi tutti i giorni affinché ogni donna, in ogni parte del mondo, abbia il diritto di scrivere il proprio destino senza chiedere il permesso. Solo attraverso la parità reale potremo costruire una società veramente democratica e giusta perché un mondo più giusto per le donne è, senza alcun dubbio, un mondo migliore per tutti.
Buon 8 marzo a tutte le donne, con l’augurio di un futuro in cui il genere non sia mai più il confine dei propri sogni. (Anna Maria Di Santo. Presidente Comitato Federale PCI Frosinone)

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Un operatore dell’informazione. Un attivista culturale impegnato a diffondere le buone pratiche che aumentano ed estendono la fruizione del miglior bene immateriale di cui l’umanità dispone: il sapere, la conoscenza, la cultura. Questo il mio intimo a cui mi ispiro e la mia veste “giornalistica”. Professionalmente provengo da esperienze “strutturate” come sono gli Uffici Stampa pesanti: La Lega delle Cooperative, Botteghe Oscure. Ma anche esperienze di primo impatto: Italia Radio; e il mondo delle Rassegne Stampa cooperativa DIRE, Diretel, Rastel, Telpress. Per la carta stampata oltre una esperienza “in proprio” come direttore scientifico della rivista “Vini del Lazio”, ho collaborato con Paese Sera, con L’Unità, con Oggi Castelli.

