S.Maria delle Mole/Marino. A Bibliopop, Valeria Cipolat ha fatto conoscere da vicino «Mondi paralleli»

S.Maria delle Mole/Marino. A Bibliopop, Valeria Cipolat ha fatto conoscere da vicino «Mondi paralleli»

18/10/2026 0 Di Maurizio Aversa

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Nel pome­rig­gio di vener­dì 16 otto­bre pres­so la Biblio­pop di San­ta Maria del­le Mole si è tenu­ta la pre­sen­ta­zio­ne del libro “Mon­di paral­le­li” di Vale­ria Cipo­lat edi­to da Tor­ri del Ven­to. Il libro è un roman­zo tra fin­zio­ne e real­tà sul mon­do del­la coo­pe­ra­zio­ne inter­na­zio­na­le nei diver­si sce­na­ri inter­na­zio­na­li. Luci e ombre di un mon­do fat­to di pro­fes­sio­ni­sti, corag­gio­si e pron­ti ad aiu­ta­re i meno for­tu­na­ti tra peri­co­li e tan­ta tan­ta uma­ni­tà. L’ autri­ce ha par­la­to del­la sua lun­ga car­rie­ra di coo­pe­ran­te nei più cal­di sce­na­ri di cri­si inter­na­zio­na­li dal­l’A­fri­ca all’A­me­ri­ca Lati­na fino ad Hai­ti, dove è ambien­ta­to il roman­zo.

A mode­ra­re il dibat­ti­to Cate­ri­na Mecoz­zi dell’ ONG «Un pon­te per» insie­me a Fran­ce­sca Ragno del­la com­pa­gnia tea­tra­le «Arti­sti­ca­men­te Alba­no» che ha cura­to le let­tu­re che han­no scan­di­to la pre­sen­ta­zio­ne. Nume­ro­so pub­bli­co inter­ve­nu­to che con tan­te doman­de ha arric­chi­to il dibat­ti­to fina­le, quan­to mai di attua­li­tà visto le quo­ti­dia­ni noti­zie dai fron­ti di guer­ra dal­l’U­crai­na al Medio Orien­te. Nel­la foto­gra­fia di salu­to infor­ma­le di fine sera­ta, con al cen­tro del grup­po l’addetto cul­tu­ra­le dell’Amabasciata di Pale­sti­na, c’è la dimo­stra­zio­ne di due evi­den­ze: sicu­ra­men­te il pathos e il sen­ti­re «inter­na­zio­na­li­sta» del rac­con­to che non per nul­la non è inven­ta­to e costrui­to da una tor­re d’avorio in cui vive l’autrice, ma, appun­to media­to dal­la vita e dal­le espe­rien­ze vis­su­te con­cre­ta­men­te, con altre per­so­ne in car­ne ed ossa, con altre real­tà e sog­get­ti­vi­tà, ma che gron­da­no di quel­la veri­tà. Inol­tre, una secon­da evi­den­za, per la scel­ta tipo­lo­gi­ca del­la dif­fu­sio­ne del roman­zo — che è anche il pri­mo di Vale­ria Cipo­lat — e per l’accoglienza che rice­ve nei vari con­te­sti, comun­que già sen­si­bi­li alla tema­ti­ca, pro­prio oggi tra­gi­ca­men­te in pri­mo pia­no negli sce­na­ri Pace/Guerra, pro­prio a mostra­re la pos­si­bi­li­tà di una spe­cia­li­tà di pun­ta di dia­man­te nel­lo scal­fi­re chi anco­ra non vede, non sen­te e quin­di non ne par­la. Per que­sto, pri­ma di con­si­de­ra­re que­sto volu­me pre­sen­ta­to a Biblio­pop un rac­con­to, è bene assu­me­re la con­sa­pe­vo­lez­za che le arie, le ansie, i dram­mi che appar­ten­go­no acci­den­tal­men­te al ter­re­mo­to che ha deva­sta­to Hai­ti, in effe­ti sono anche fac­ce di un mosai­co polie­dri­co che con­tie­ne anche le espe­rien­ze sedi­men­ta­te dall’autrice in Gua­te­ma­la, a Cuba, e quin­di a Lon­dra e Gine­vra per occu­par­si dei pro­get­ti per l’Africa, l’America Lati­na, l’Oceania e l’Asia.

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