Marino/Santa Palomba (Pomezia). “Essere Marino”: non sarà una Rivoluzione Bolscevica, ma le somiglia. Bruciamo le loro scelte

Marino/Santa Palomba (Pomezia). “Essere Marino”: non sarà una Rivoluzione Bolscevica, ma le somiglia. Bruciamo le loro scelte

09/08/2025 0 Di Maurizio Aversa

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Dall’Unione dei Comi­ta­ti con­tro l’inceneritore di San­ta Palom­ba, lan­cia­no un tito­lo che rove­scia una famo­sa ope­ra fil­mi­ca di Taran­ti­no (dal Tra­mon­to all’alba), indi­can­do che c’è sta­ta una gran­de mobi­li­ta­zio­ne “DALL’ALBA AL TRAMONTO: OLTRE 1200 FIRME PER DIRE NO ALL’INCENERITORE! — e pro­se­gue spie­gan­do- Oggi è sta­ta una gior­na­ta straor­di­na­ria: sin dal­le pri­me luci dell’alba fino al tra­mon­to, sia­mo sta­ti pre­sen­ti al pre­si­dio pro­mos­so dall’Unione dei Comi­ta­ti pres­so il sito dove inten­do­no rea­liz­za­re l’inceneritore. Una par­te­ci­pa­zio­ne cora­le e appas­sio­na­ta: cit­ta­di­ni, fami­glie, gio­va­ni e anzia­ni uni­ti da un uni­co obiet­ti­vo difen­de­re il futu­ro e la salu­te del nostro ter­ri­to­rio. 1200 fir­me in poche ore sono un segna­le for­tis­si­mo, che dimo­stra quan­to que­sta bat­ta­glia sia sen­ti­ta e con­di­vi­sa. Le per­so­ne non voglio­no arren­der­si — con­clu­de la rifles­sio­ne rias­sun­ti­va — a deci­sio­ni cala­te dall’alto, che igno­ra­no l’impatto ambien­ta­le, socia­le e sani­ta­rio di un impian­to tan­to inva­si­vo. Noi ci sia­mo. Con­ti­nue­re­mo a esser­ci. Per­ché il futu­ro non si bru­cia.”. Da par­te di mol­te com­po­nen­ti del varie­ga­to movi­men­to di lot­ta, ci sono quin­di rifles­sio­ni e tut­te con l’intento ad un atteg­gia­men­to com­bat­ti­vo: per­chè il con­te­nu­to è di quel­lo che riguar­da le vite con­cre­te, riguar­da chi ha antro­piz­za­to con la pro­pria sto­ria seco­la­re se vol­ta all’indietro, ma comun­que plu­ri­de­cen­na­le per la pro­pria pre­sen­za nel­la cam­pa­gna roma­na e nei Castel­li roma­ni, qui, oggi, e non inten­de rinun­cia­re alle pro­prie ragio­ni.

Anche da Mari­no, per l’esattezza dal­la costi­tuen­da lista civi­ca “Esse­re Mari­no”, con i pro­pri rap­pre­sen­tan­ti che per alcu­ne ore sono sta­ti sul sito nel­la gior­na­ta di lot­ta (Fabri­zio Del Tut­to e Corio­la­no Gior­gi), c’è un inter­ven­to che rac­con­ta, giu­di­ca e invi­ta a lot­ta­re nel­lo stes­so alveo uni­ta­rio. “San­ta Palom­ba non si pie­ga. La salu­te non si sven­de. ‑que­sto è mot­to che sug­ge­ri­sce la dele­ga­zio­ne di Esse­re Mari­no, quin­di rac­con­ta — Gior­na­ta di mobi­li­ta­zio­ne riu­sci­ta: oltre 1200 fir­me con­tro l’inceneritore volu­to dal Sin­da­co Gual­tie­ri. L’8 ago­sto 2025, a San­ta Palom­ba, si è svol­ta una gior­na­ta inten­sa di par­te­ci­pa­zio­ne civi­le e popo­la­re. Una mobi­li­ta­zio­ne che ha visto la pre­sen­za di fami­glie, comi­ta­ti di base, asso­cia­zio­ni ter­ri­to­ria­li e cit­ta­di­ni uni­ti da un uni­co obiet­ti­vo: fer­ma­re la costru­zio­ne dell’inceneritore. Nel cor­so del­la gior­na­ta sono sta­te rac­col­te oltre 1200 fir­me, dimo­stran­do quan­to sia for­te e dif­fu­sa l’opposizione a un’opera con­si­de­ra­ta inu­ti­le, dan­no­sa e impo­sta dall’alto. Un momen­to par­ti­co­lar­men­te signi­fi­ca­ti­vo è sta­to offer­to dagli inter­ven­ti dei docen­ti del Liceo
Clas­si­co di Alba­no Lazia­le, che han­no ripor­ta­to l’attenzione sul­la memo­ria sto­ri­ca del ter­ri­to­rio, rac­con­tan­do le radi­ci anti­che del­la zona di San­ta Palom­ba e dei Col­li Alba­ni, ben più anti­che del­la stes­sa Roma. — pro­prio ad indi­ca­re con meto­do legu­leio dai cer­ca­to­ri di busi­ness nell’affaire ince­ne­ri­to­re — che pochi metri pos­so­no cam­bia­re il desti­no di un ter­ri­to­rio! “Pochi metri fan­no la dif­fe­ren­za tra il Comu­ne di Roma e la zona dei Col­li Alba­ni. Eppu­re quei pochi metri faran­no la sto­ria — in peg­gio — di ter­ri­to­ri che sono più anti­chi di Roma stes­sa.” Una rifles­sio­ne ama­ra ma neces­sa­ria: il sito scel­to per l’inceneritore è appe­na fuo­ri dal Comu­ne di Roma, ma rica­de nei ter­ri­to­ri dei Castel­li Roma­ni, ric­chi di sto­ria, agri­col­tu­ra e cul­tu­ra. Roma sca­ri­ca le pro­prie scel­te su chi sta appe­na oltre il con­fi­ne ammi­ni­stra­ti­vo, in una logi­ca di
peri­fe­riz­za­zio­ne del dan­no ambien­ta­le, sen­za alcun rispet­to per chi vive e lavo­ra da gene­ra­zio­ni in que­sti luo­ghi. — quin­di Esse­re Mari­no, con­cre­ta­men­te e con tra­spa­ren­za sin­te­tiz­za: lavo­ri avvia­ti, ma il Con­si­glio rgio­na­le apre uno spi­ra­glio. Duran­te la mobi­li­ta­zio­ne è arri­va­ta anche la noti­zia dell’avvio for­ma­le dei lavo­ri per l’inceneritore: un segna­le pre­oc­cu­pan­te che ren­de anco­ra più urgen­te la mobi­li­ta­zio­ne.
Ma c’è anche una noti­zia posi­ti­va: il Con­si­glio Regio­na­le del Lazio ha mani­fe­sta­to l’intenzione di ascol­ta­re i comi­ta­ti e le istan­ze del ter­ri­to­rio. È un pri­mo pas­so, — con­clu­de Esse­re Mari­no — ma sarà fon­da­men­ta­le tra­sfor­mar­lo in un con­fron­to vero, che ten­ga con­to del­la volon­tà popo­la­re e del­le alter­na­ti­ve esi­sten­ti. La mobi­li­ta­zio­ne non si fer­ma.

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