UEMON IKEDA a Roma: il 10 aprile opening mostra ‘Metamorfosi intangibile’

UEMON IKEDA a Roma: il 10 aprile opening mostra ‘Metamorfosi intangibile’

07/04/2026 0 Di Redazione

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UEMON IKEDA

Metamorfosi intangibile

A cura di Alberto Dambruoso

Opening 10 aprile 2026 ore 18.30
Performance danza Butoh di Flavio Arcangeli ore 19.30

PROSA_contemporanea

Via Marin Sanudo 24 — Roma 

Fino al 30 aprile 2026

Il gior­no 10 apri­le 2026 alle ore 18.30, PROSA_contemporanea pre­sen­ta la mostra per­so­na­le Meta­mor­fo­si intan­gi­bi­le di Uemon Ike­da a cura di Alber­to Dam­bruo­so, con il patro­ci­nio dell’Istituto di cul­tu­ra giap­po­ne­se (The Japan Foun­da­tion 国際交流基金) e del­la Fon­da­zio­ne Ita­lia Giap­po­ne.

Uemon Ike­da con­ti­nua il suo per­cor­so arti­sti­co negli spa­zi di PROSA dopo la recen­te par­te­ci­pa­zio­ne al pro­get­to Uno spa­zio di scam­bi e con­nes­sio­ni. For­me dell’arte con­tem­po­ra­nea giap­po­ne­se nel­la peni­so­la ita­li­ca pres­so il Museo Venan­zo Cro­cet­ti, nell’ambito del­le atti­vi­tà cele­bra­ti­ve del 160º Anni­ver­sa­rio del Trat­ta­to di Ami­ci­zia tra Ita­lia e Giap­po­ne dedi­ca­to agli arti­sti giap­po­ne­si con­tem­po­ra­nei che han­no scel­to l’Italia come luo­go pri­vi­le­gia­to di for­ma­zio­ne, ricer­ca e sin­te­si crea­ti­va.

Da PROSA_contemporanea Ike­da pre­sen­ta un’in­stal­la­zio­ne ambien­ta­le, in col­la­bo­ra­zio­ne con l’ar­ti­sta Xime­na Robles, costi­tui­ta da un filo di lana e seta ros­so che per­cor­re­rà lo spa­zio e con la qua­le il pub­bli­co potrà inte­ra­gi­re. Duran­te il ver­nis­sa­ge, a par­ti­re dal­le ore 19.30, l’at­ten­zio­ne si spo­ste­rà su una spet­ta­co­la­re dan­za Butoh, ese­gui­ta da Fla­vio Arcan­ge­li, che dia­lo­ghe­rà con il lavo­ro dell’artista. All’installazione si affian­ca­no alcu­ne ope­re rea­liz­za­te in acque­rel­lo su car­ta.

Come scri­ve Alber­to Dam­bruo­so nel testo cri­ti­co: «Ike­da ha svi­lup­pa­to nel cor­so del­la sua car­rie­ra un tipo di pit­tu­ra che si è mos­sa libe­ra­men­te tra figu­ra­zio­ne e astra­zio­ne con riman­di all’arte con­cet­tua­le soprat­tut­to lad­do­ve la scrit­tu­ra diven­ta un tutt’uno con l’opera. Lo stes­so sen­so di liber­tà lo si può ritro­va­re anche nei mez­zi espres­si­vi adot­ta­ti dall’artista che, oltre alla pit­tu­ra, com­pren­do­no anche l’installazione, il dise­gno e la scrit­tu­ra. L’installazione è, tra tut­ti i medium adot­ta­ti, quel­lo più uti­liz­za­to negli ulti­mi anni dall’artista. Essa si è resa pro­ta­go­ni­sta di nume­ro­si inter­ven­ti in luo­ghi for­te­men­te con­no­ta­ti sto­ri­ca­men­te, come la Pira­mi­de Cestia a Roma o il Palaz­zo Rea­le di Napo­li. Si trat­ta di instal­la­zio­ni aeree che Ike­da rea­liz­za in luo­ghi all’aperto o al chiu­so, ser­ven­do­si di un filo ros­so com­po­sto da lana e seta con il qua­le crea ambien­ti, cir­co­scri­ve spa­zi, modi­fi­can­do così la per­ce­zio­ne di luo­ghi noti o, al con­tra­rio, facen­do insor­ge­re dal nul­la spa­zi pri­ma ine­si­sten­ti. L’artista met­te anche in comu­ni­ca­zio­ne l’interno con l’e­ster­no, il den­tro e il fuo­ri gene­ran­do in que­sto modo anche una poe­ti­ca degli oppo­sti in cui si incon­tra­no il visi­bi­le e l’invisibile, il pie­no e il vuo­to.

Per la mostra con­ce­pi­ta per PROSA_contemporanea, Ike­da ha pen­sa­to ad un pro­get­to espo­si­ti­vo che met­te sul­lo stes­so pia­no la pit­tu­ra, rap­pre­sen­ta­ta da una serie di acque­rel­li dipin­ti su car­ta, e l’installazione con il filo ros­so che ridi­se­gna lo spa­zio del­la gal­le­ria. In occa­sio­ne del­la sera­ta inau­gu­ra­le Ike­da ha pen­sa­to di ren­de­re “viva” l’installazione rea­liz­za­ta in col­la­bo­ra­zio­ne con l’artista Xime­na Robles, attra­ver­so una per­for­man­ce di dan­za Butoh inter­pre­ta­ta dal per­for­mer Fla­vio Arcan­ge­li. Que­sto tipo di dan­za nasce in Giap­po­ne negli anni ’50 e si inse­ri­sce nel cli­ma di aper­tu­ra ad altre for­me d’arte: il grup­po Gutai ne costi­tui­va in que­sta dire­zio­ne un esem­pio. La dan­za Butoh è un tipo di dan­za vol­ta a libe­ra­re gli impul­si fisi­ci e men­ta­li ed è defi­ni­ta come una dan­za meta­mor­fi­ca. Da qui “Meta­mor­fo­si intan­gi­bi­le”, il tito­lo che Ike­da ha volu­to dare alla sua mostra. Una tra­sfor­ma­zio­ne imma­te­ria­le del­lo spa­zio che non si può toc­ca­re ma che ogni spet­ta­to­re può rico­strui­re ideal­men­te.»

BIOGRAFIE

Uemon Ike­da. Nasce a Kobe, Giap­po­ne, il 5 apri­le 1952. Il suo per­cor­so arti­sti­co ha ini­zio negli anni Set­tan­ta a Tokyo, sot­to la gui­da del pro­fes­sor Take­shi Yoshi­no, assi­sten­te di un cele­bre scul­to­re. Su con­si­glio del mae­stro — sce­glie­re tra New York e Roma — Ike­da opta per l’Italia. A ven­tun anni si tra­sfe­ri­sce a Roma, dove si diplo­ma all’Ac­ca­de­mia del­le Bel­le Arti nel 1977. La sua cit­tà di ado­zio­ne diven­ta il labo­ra­to­rio di una ricer­ca che fon­de radi­ci orien­ta­li e cul­tu­ra occi­den­ta­le. Le sue scel­te espres­si­ve — deci­sa­men­te con­cet­tua­li — si decli­na­no dal­la pit­tu­ra all’ar­chi­tet­tu­ra, dal­la foto­gra­fia all’in­stal­la­zio­ne, fino al “tea­tro impos­si­bi­le” e alla scrit­tu­ra. Il suo sguar­do iso­la seg­men­ti di real­tà urba­na sma­te­ria­liz­zan­do­ne la spa­zia­li­tà occi­den­ta­le attra­ver­so il con­cet­to orien­ta­le di “vuo­to”, inte­so come spa­zio sce­ni­co e tea­tro. Tra le prin­ci­pa­li espo­si­zio­ni: Sina­go­ga — Tem­pio Mag­gio­re di Roma (Gior­na­ta Euro­pea del­la Cul­tu­ra Ebrai­ca, 2012); Piaz­za Far­ne­se · Piaz­za Tri­lus­sa (Festa de Noan­tri, 2012); Giar­di­no di Vil­la Bor­ghe­se · Piaz­za del Cam­pi­do­glio (Gior­na­ta del­la Ter­ra, 2013); MAXXI, Roma — Archi­tet­tu­re aeree: linee, fili, web net (Gior­na­ta del Con­tem­po­ra­neo, 2013); NIKA Exhi­bi­tion, Cen­tro Nazio­na­le del­le Arti, Tokyo — 102ª edi­zio­ne (2017); Palaz­zo Rea­le, Napo­li — instal­la­zio­ne site-spe­ci­fic “Il Giar­di­no ‘incan­ta­to’ di Palaz­zo Rea­le. A Levan­te del sole” a cura di Anna Impo­nen­te (2018); Japan Week in Veni­ce — instal­la­zio­ne FRAGILITY, il filo ros­so (2019); Pira­mi­de Con­tem­po­ra­nea — dia­lo­go con la Pira­mi­de Cestia, cura­to da Sala 1, Roma (2024); Bor­der Cros­sing Hypo­the­sis — Rome Art Week 2024, orga­niz­za­ta da Arto­day; Gran Galà per l’Am­bien­te, Fon­da­tion Prin­ce Albert II di Mona­co, Gal­le­ria Colon­na, (2024); Museo Venan­zo Cro­cet­ti, Mostra col­let­ti­va Uno spa­zio di scam­bi e con­nes­sio­ni. For­me dell’arte con­tem­po­ra­nea giap­po­ne­se nel­la peni­so­la ita­li­ca in occa­sio­ne del 160º Anni­ver­sa­rio del Trat­ta­to di Ami­ci­zia tra Ita­lia e Giap­po­ne (2026).

Fla­vio Arcan­ge­li. Per­for­mer, pit­to­re e inse­gnan­te yoga. Lau­rea­to in Archi­tet­tu­ra pres­so La Sapien­za Uni­ver­si­tà di Roma (2002). Da sem­pre inte­res­sa­to alla rela­zio­ne tra le arti visua­li e l’atto per­for­ma­ti­vo. Nel 1997 incon­tra la dan­za gra­zie al mae­stro giap­po­ne­se Masa­ki Iwa­na. Ha col­la­bo­ra­to con alcu­ni tra i più impor­tan­ti espo­nen­ti del­la dan­za butoh. Dal 2001 al 2011 ha co-diret­to e dan­za­to in Trasform’azioni, ras­se­gna inter­na­zio­na­le di dan­za butoh. Tra i pro­get­ti recen­ti: 2025 Body Farm, Par­co Molen­tar­gius, Caglia­ri, Com­pa­gnia Habil­le’ d’eau/Silvia Ram­pel­li; 2024  Per­for­man­ce, Can­tie­re Gio­ia, San­ta Mari­nel­la, Pro­get­to Ita­lia-Giap­po­ne con la Com­pa­gnia Ken­ta­ro Com­pa­ny a cura di Maria Pia d’Orazi; 2023 Body Farm, Festi­val le allean­ze dei cor­pi, Par­co Lam­bro Mila­no, Com­pa­gnia Habil­le’ d’eau; 2023 Inpo­stu­re, Cen­tro cul­tu­ra­le Elsa Moran­te, Roma, Ras­se­gna a cura di Mar­cel­lo Sam­ba­ti; 2022. Across, MAXXI Roma, even­to Il cor­po Ere­ti­co a cura di Maria Pia D’Orazi (con Melis­sa Loh­man).

PROSA_contemporanea è un pro­get­to di PROSA_studiolab idea­to da Vale­ria Paler­mo, Ame­lia Roc­ca­tel­li e Ste­fa­no Sal­vi. Nato dal recu­pe­ro di una ex pastic­ce­ria, PROSA ospi­ta uno stu­dio di archi­tet­tu­ra, un luo­go di lavo­ro con­di­vi­so, uno spa­zio espo­si­ti­vo con l’intenzione di aprir­si alla ricer­ca con­tem­po­ra­nea sul con­fi­ne tra arte e desi­gn.


INFO

Uemon Ike­da — Meta­mor­fo­si intan­gi­bi­le

A cura di Alber­to Dam­bruo­so

Per­for­man­ce arti­st dan­za Butoh: Fla­vio Arcan­ge­li
Con il Patro­ci­nio dell’Istituto di cul­tu­ra giap­po­ne­se (The Japan Foun­da­tion 国際交流基金) e del­la Fon­da­zio­ne Ita­lia Giap­po­ne.

In col­la­bo­ra­zio­ne con: Stu­dio Mar­ta Bian­chi InE­vo­lu­zio­net

Spon­sor tec­ni­ci: Bee­le­gal Socie­tà Bene­fit di Ser­vi­zi a r.l.

Fino al 30 apri­le 2026

Ora­ri: dal lune­dì al vener­dì 16.00 — 18.30; saba­to su appun­ta­men­to tel. 3384858398 — ingres­so libe­ro

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