Sociale, Tiso(Accademia IC): “Bambini in orfanotrofi fenomeno delicato e complesso”

Sociale, Tiso(Accademia IC): “Bambini in orfanotrofi fenomeno delicato e complesso”

12/01/2026 0 Di Marco Montini

Que­sto arti­co­lo è sta­to let­to 210 vol­te!

“Nel mon­do si sti­ma che oltre due milio­ni di bam­bi­ni viva­no all’interno di orfa­no­tro­fi o isti­tu­ti resi­den­zia­li. È un dato che col­pi­sce non solo per la sua dimen­sio­ne, ma anche per ciò che rap­pre­sen­ta: milio­ni di mino­ri che cre­sco­no lon­ta­no da un con­te­sto fami­lia­re sta­bi­le, spes­so in con­di­zio­ni di vul­ne­ra­bi­li­tà emo­ti­va, edu­ca­ti­va e socia­le. E l’Europa cen­tra­le e orien­ta­le è una del­le aree più inte­res­sa­te da que­sto feno­me­no: in mol­ti Pae­si dell’area, infat­ti, la tra­di­zio­ne dell’istituzionalizzazione è anco­ra radi­ca­ta e i siste­mi di wel­fa­re fati­ca­no a soste­ne­re le fami­glie in dif­fi­col­tà, che spes­so vedo­no l’istituto come l’unica solu­zio­ne pos­si­bi­le. È impor­tan­te sot­to­li­nea­re, a livel­lo più gene­ra­le, che la mag­gior par­te di que­sti bam­bi­ni non è orfa­na nel sen­so stret­to del ter­mi­ne. Mol­ti pro­ven­go­no da fami­glie segna­te da pover­tà estre­ma, insta­bi­li­tà abi­ta­ti­va, pro­ble­mi di salu­te men­ta­le o dipen­den­ze. In altri casi, sono i ser­vi­zi socia­li stes­si a inter­ve­ni­re per pro­teg­ge­re i mino­ri da situa­zio­ni di vio­len­za o tra­scu­ra­tez­za. Eppu­re, l’ingresso in un isti­tu­to non sem­pre garan­ti­sce un per­cor­so di cre­sci­ta ade­gua­to: nume­ro­si stu­di mostre­reb­be­ro come la vita in orfa­no­tro­fio potreb­be inci­de­re nega­ti­va­men­te sul­lo svi­lup­po emo­ti­vo e cogni­ti­vo dei bam­bi­ni, soprat­tut­to nei pri­mi anni di vita. Insom­ma sia­mo di fron­te a una sfi­da che richie­de un cam­bio di para­dig­ma: il qua­dro glo­ba­le evi­den­zia un pro­ble­ma com­ples­so e radi­ca­to, che non può esse­re affron­ta­to solo attra­ver­so il poten­zia­men­to del­le strut­tu­re esi­sten­ti. La vera sfi­da è ridur­re la neces­si­tà stes­sa degli orfa­no­tro­fi, inve­sten­do in poli­ti­che di pre­ven­zio­ne, soste­gno alle fami­glie vul­ne­ra­bi­li e svi­lup­po di alter­na­ti­ve come l’affido fami­lia­re e le comu­ni­tà di tipo fami­lia­re. Miglio­ra­re la loro con­di­zio­ne signi­fi­ca dun­que inve­sti­re nel futu­ro del­le socie­tà stes­se, per­ché nes­sun Pae­se può dir­si dav­ve­ro avan­za­to se non è in gra­do di pro­teg­ge­re i suoi mem­bri più fra­gi­li”.

Così, in una nota, Car­me­la Tiso, por­ta­vo­ce nazio­na­le di Acca­de­mia Ini­zia­ti­va Comu­ne e pre­si­den­te del­la asso­cia­zio­ne Ban­die­ra Bian­ca

Related Images: