S.Maria delle Mole/Marino. La perdita e il ricordo di Sergio Chiappa (ultimo saluto oggi alle 15.00 S.M.D. Mole)

S.Maria delle Mole/Marino. La perdita e il ricordo di Sergio Chiappa (ultimo saluto oggi alle 15.00 S.M.D. Mole)

07/08/2025 0 Di Maurizio Aversa

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Nono­stan­te il nome, del resto ora ine­si­sten­te per­chè l’im­mo­bi­le è sta­to ven­du­to (dal PD), que­sta è sta­ta la sede sto­ri­ca del PCI a S. Maria del­le Mole per decen­ni. Sede acqui­sta­ta sot­to la spin­ta di Ser­gio Chiap­pa


E’ con par­te­ci­pa­zio­ne e gran­de dolo­re che ci appre­stia­mo a scri­ve­re del­la mor­te del com­pa­gno Ser­gio Chiap­pa, intan­to offren­do la mas­si­ma vici­nan­za a Lel­la e Dome­ni­ca. I fune­ra­li avran­no luo­go oggi alle ore 15.00, chie­sa di S.Maria del­le Mole.
Una pre­mes­sa: dif­fon­dia­mo que­sto comu­ni­ca­to, “inu­sual­men­te” con due sim­bo­li, con la mede­si­ma sto­ria poli­ti­ca, uma­na, comu­ni­sta. Infat­ti, sep­pur nell’ultima par­te del­la sua sto­ria poli­ti­ca, Ser­gio ha volu­to com­pie­re scel­te dif­fe­ren­ti, ciò che è sta­ta ed anco­ra è, in que­sti anni in cui imper­ver­sa la destra, una gene­ra­zio­ne di comu­ni­sti e di popo­lo di sini­stra, e di sin­ce­ri demo­cra­ti­ci anti­fa­sci­sti dedi­ti alla dife­sa e sal­va­guar­dia del­la Costi­tu­zio­ne, è pro­prio gra­zie a que­ste orga­niz­za­zio­ni poli­ti­che e alle ener­gie, all’intelligenza, alla dedi­zio­ne e sacri­fi­cio che Ser­gio Chiap­pa con tan­ti altri han­no mes­so a frut­to sul nostro ter­ri­to­rio. Ecco per­chè i due sim­bo­li. E le due spe­ci­fi­che sezio­ni: quel­la dedi­ca­ta a Togliat­ti, sto­ri­ca a S. Maria del­le Mole (del resto Ber­lin­guer era anco­ra vivo), e quel­la “rico­strui­ta” col PCI attua­le dedi­ca­ta a Ber­lin­guer.
Per dare l’esatta — sep­pur non com­ple­ta — enti­tà del­la qua­li­tà e del peso che ha avu­to (ed ha anco­ra, appun­to) Ser­gio Chiap­pa e la sua sto­ria comu­ni­sta e di cit­ta­di­no a S. Maria del­le Mole e a Mari­no, ten­te­re­mo di descri­ve­re alcu­ne pil­lo­le.
La “gestio­ne del tes­su­to socia­le”. Era un pal­li­no fis­so per Ser­gio dover por­re atten­zio­ne a tut­te le mani­fe­sta­zio­ni che nasce­va­no spon­ta­nee, o che pote­va­no esse­re susci­ta­te, nel­la popo­la­zio­ne — con par­ti­co­la­re atten­zio­ne ai gio­va­ni — per sod­di­sfa­re anche la vita socia­le, cul­tu­ra­le, nond iret­ta­men­te poli­ti­ca. Fu così, che vol­le far diven­ta­re sede la sezio­ne anche del­le atti­vi­tà del­la UISP che segui­va diret­ta­menn­te con i vari appas­sio­na­ti, dal cal­cio al cicli­smo (sua pas­sio­ne non ago­ni­sti­ca di tut­ta la vita). E’ sem­pre in sezio­ne che ospi­ta­va degli scal­ma­na­ti gio­va­ni che NON vole­va­no par­la­re di poli­ti­ca e comu­ni­smo ma di spet­ta­co­li e cul­tu­ra. E anche gra­zie a que­ste aper­tu­re otten­ne una nuo­va leva, dopo mesi, anni a pra­ti­ca e stu­dio comu­ni­sta, di atti­vi­sti e poi diri­gen­ti comu­ni­sti: mol­ti era­no di quel­li di cui pri­ma.
L’acquisto del­la sezio­ne. Non ave­va­mo una lira. Però era for­te la capa­ci­tà orga­niz­za­ti­va (sia per la quan­ti­tà di ade­sio­ni al PCI, a cen­ti­na­ia, sia per la capa­ci­tà di gestio­ne del­le Feste dell’Unità in cui mol­ti com­mer­cian­ti era­no con­ten­ti di con­tri­bui­re a dare mate­rie pri­me, gra­tui­ta­men­te o a bas­so costo per poi tra­sfor­ma­re l’evento in una fon­te cer­ta di auto­fi­nan­zia­men­to per la sezio­ne. Tut­to ciò, lui segre­ta­rio del­la sezio­ne, con due colon­ne (sem­pre mar­ca­ta­men­te mar­chi­gia­ne, come lui) Etto­re Disce­po­li e poi Ovi­dio Finuc­ci, a reg­ge­re la cas­sa e la respon­sa­bi­li­tà di teso­rie­re. Per cui, pro­po­se (di fat­to deci­se impe­gnan­do tut­ti) di acco­glie­re la pro­po­sta di acqui­sto del­le mura del­la sezio­ne che per tan­ti anni abbia­mo avu­to come casa del popo­lo in affit­to. La som­ma era enor­me (per l’epoca) qua­si ven­ti milio­ni!. In cas­sa nep­pu­re un quar­to del­la biso­gna. Allo­ra? Sot­to­scri­zio­ne popo­la­re per qua­si due anni. Casa per casa, con la spin­ta di com­pa­gni fon­da­men­ta­li come Dome­ni­co Andreoz­zi (che mate­rial­men­te fu tra colo­ro che quell’edificio lo costrui­ro­no), come Gigi­no For­get­ta, come Pep­pe Por­cel­lo, e poi Ric­ci e i tan­ti che col­pe­vol­men­te non citia­mo qui. Si rag­giun­se la som­ma, si acqui­stò la sede. Un altro suc­ces­so per­se­gui­to da Ser­gio. Così come l’innovazione di aver intan­to dato spa­zio a nuo­vi diri­gen­ti gio­va­ni.
Il Decen­tra­men­to. Negli anni ‘70 con leg­gi spe­ci­fi­che nazio­na­li, e con input rece­pi­ti a livel­lo loca­le, mol­ti comu­ni, così come a Mari­no si aprì la sta­gio­ne del­la par­te­ci­pa­zio­ne di base alla gestio­ne del­la cosa pub­bli­ca. Qui, a S. Maria del­le Mole, Ser­gio Chiap­pa fu con­si­glie­re di cir­co­scri­zio­ne (di Fra­zio­ne veni­va deno­mi­na­ta pri­ma) e poi Pre­si­den­te del­la stes­sa. Mol­te le atti­vi­tà intra­pre­se, sia di carat­te­re riven­di­ca­ti­vo (acque­dot­to che non esi­ste­va, così come buo­na par­te del siste­ma fogna­ti­zio) che di carat­te­re inno­va­ti­vo (cam­pa­gna per la capil­la­riz­za­zio­ne del­la rac­col­ta rifiu­ti, con mini­ma dif­fe­ren­zia­ta- car­ta e vetro).
La stan­za dei bot­to­ni. Negli anni settanta/ottanta, nel­la sta­gio­ne del­la pri­ma repub­bli­ca (oggi direm­mo senz’altro quel­la auten­ti­ca­men­te col­le­ga­ta col det­ta­to costi­tu­zio­na­le tra­sfor­ma­ta con­cre­ta­men­te nel­la gestio­ne degli enti loca­li) con le varie com­po­si­zio­ne di coa­li­zio­ni, Ser­gio fu chia­ma­to, con gran­de voto popo­la­re a soste­ner­lo, a svol­ge­re il ruo­lo di elet­to con­si­glie­re comu­na­le. Con­si­de­ra­ta la sua capa­ci­tà, ed il suo fiu­to poli­ti­co, ben pre­sto i com­pa­gni gli chie­se­ro di misu­rar­si con la gui­da poli­ti­ca del grup­po con­si­lia­re nutri­to (8/10, tra cui indi­pen­den­ti) del PCI a Palaz­zo Colon­na. Suc­ces­si­va­men­te, nono­stan­te altre can­di­da­tu­re pos­si­bi­li (geo­me­tri, tec­ni­ci asso­cia­ti a stu­di nota­ri­li e altre pro­fes­sio­na­li­tà di cui si com­po­ne­va la com­pa­gi­ne comu­ni­sta) fu chie­sto a lui, arti­gia­no, esper­to imbian­chi­no, che gesti­va la pro­pria atti­vi­tà e quin­di i pro­pri con­ti, di far par­te del­la Giun­ta comu­na­le. E non in veste di dele­ga leg­ge­ra, no fu chia­ma­to a gui­da­re Bilan­cio e Per­so­na­le. Cosa che svol­se in modo eccel­so.
In segui­to, dopo le vicis­si­tu­di­ni lega­te al dopo pri­mo PCI, Ser­gio non smi­se di occu­par­si di poli­ti­ca e dei cit­ta­di­ni, ma fu chia­ro che una cer­ta spin­ta lo limi­tò parec­chio e così non si pro­po­se o non accet­tò più di svol­ge­re ruo­li di pri­mo pia­no. Noi da par­te nostra, non pos­sia­mo che ren­der­gli omag­gio inchi­nan­do la ros­sa ban­die­ra, per­chè è sta­to pro­pul­so­re e costrut­tu­re di cul­tu­ra comu­ni­sta e di soli­da­rie­tà popo­la­re tra i lavo­ra­to­ri e i cit­ta­di­ni. Ed oggi a deci­ne, di atti­vi­sti e diri­gen­ti in varie posta­zio­ni posi­zio­na­ti, tut­ti sia­mo debi­to­ri di quel­lo stuo­lo di comu­ni­sti ope­rai edi­li per lo più, che han­no con­sen­ti­to a mol­ti di noi di rac­col­gie­re il ves­sil­lo comu­ni­sta e le idee pro­pu­gan­te non per testi­mo­nian­ze ma per neces­si­tà impel­len­te: con­tro il bara­tro del­la guer­ra, con­tro l’assalto padro­na­le ai lavo­ra­to­ri, con­tro l’usurpazione ambien­ta­le, con­tro la mor­ti­fi­ca­zio­ne cul­tu­ra­le. In que­sto sia­mo fie­ra­men­te figli del­la semi­na di Ser­gio Chiap­pa e del­lo stuo­lo di compagni/e che per tan­ti anni ha accom­pa­gna­to lui e mol­ti di noi desti­nan­do­ci ad esse­re ere­di diret­ti di tut­to ciò.
Un abbrac­cio comu­ni­sta Ser­gio.

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