Cold Case di Francesco Ancona a Mortara: fu omicidio, non suicidio

Cold Case di Francesco Ancona a Mortara: fu omicidio, non suicidio

02/11/2026 0 Di Redazione

Que­sto arti­co­lo è sta­to let­to 224 vol­te!

SUICIDIO Dl MORTARA LA CONSULENZA CONFERMA: SI TRATTO’ Dl OMICIDIO

E’ sta­ta in que­sti gior­ni depo­si­ta­ta la con­su­len­za autop­ti­ca a fir­ma del­la Pro­fes­so­res­sa Cat­ta­neo, su inca­ri­co con­fe­ri­to dal­la Pro­cu­ra nel luglio del 2025 per appro­fon­di­re le cau­se del­la mor­te di ANCONA Fran­ce­sco, rin­ve­nu­to sen­za vita a bor­do stra­da a Mor­ta­ra l’ I I feb­bra­io 1987.

I con­su­len­ti han­no con­fer­ma­to, come era sta­to ipo­tiz­za­to in sede di ria­per­tu­ra del caso, che la cau­sa del­la mor­te del­l’uo­mo non sia ascri­vi­bi­le a sui­ci­dio (come ori­gi­na­ria­men­te ipo­tiz­za­to dagli inve­sti­ga­to­ri del­l’e­po­ca) ben­sì a una vio­len­ta aggres­sio­ne ad ope­ra di ter­zi.

E’ sta­to, in par­ti­co­la­re, rile­va­to come l’uo­mo sia sta­to col­pi­to con un cor­po con­tun­den­te con diver­si col­pi sfer­ra­ti al capo, come que­sti abbia ten­ta­to inva­no di difen­der­si (è sta­ta infat­ti riscon­tra­ta una lesio­ne da dife­sa alla mano sini­stra) e come la vit­ti­ma sia poi dece­du­ta dopo un’a­go­nia di cir­ca un’o­ra.

La con­su­len­za ha inol­tre rile­va­to come non vi fos­se alcu­na evi­den­za di una sin­dro­me depres­si­va di cui sof­fris­se l’uo­mo, così ulte­rior­men­te pri­van­do di fon­da­men­to l’i­po­te­si del sui­ci­dio.

Le inda­gi­ni che sono segui­te alla ria­per­tu­ra del caso — avve­nu­ta nel set­tem­bre del 2024, a segui­to di tra­smis­sio­ne di atti da par­te del­la Pro­cu­ra di Tra­pa­ni — ave­va­no già per­mes­so di rac­co­glie­re diver­si ele­men­ti a favo­re del­la rico­stru­zio­ne del­la mor­te del­l’uo­mo in ter­mi­ni di omi­ci­dio.

Sarà valu­ta­ta la sus­si­sten­za del moven­te, lega­to alla sco­per­ta del­la rela­zio­ne extra­co­niu­ga­le in cor­so del­la moglie del­la vit­ti­ma.

Le inda­gi­ni han­no inol­tre per­mes­so di rico­strui­re l’a­no­ma­lo sta­to di debo­lez­za fisi­ca riscon­tra­to negli ulti­mi gior­ni di vita del­l’AN­CO­NA, com­pa­ti­bi­le con un ten­ta­ti­vo di avve­le­na­men­to.

Infi­ne, è sta­ta rile­va­ta la pre­sen­za di ben­zi­na sul cor­po e sugli indu­men­ti del­l’AN­CO­NA, com­pa­ti­bi­le con un ten­ta­ti­vo (fal­li­to) da par­te degli aggres­so­ri di sba­raz­zar­si del cor­po del­la vit­ti­ma.

I figli del­la vit­ti­ma ave­va­no, già all’e­po­ca del deces­so, sol­le­va­to sospet­ti imme­dia­ti in meri­to alla natu­ra vio­len­ta del­la mor­te del padre e alla pos­si­bi­le ricon­du­ci­bi­li­tà del fat­to pro­prio ai due inda­ga­ti, ma le inda­gi­ni si era­no imme­dia­ta­men­te orien­ta­te ver­so l’i­po­te­si del sui­ci­dio.

Le inda­gi­ni — ria­per­te a segui­to di tra­smis­sio­ne di ele­men­ti acqui­si­ti in un pro­ce­di­men­to a cari­co del­la moglie del­la vit­ti­ma (attua­le inda­ga­ta anche nel pre­sen­te pro­ce­di­men­to) per il ten­ta­to omi­ci­dio del figlio — sono pros­si­me alla con­clu­sio­ne.

PROCURA DELLA REPUBBLICA

PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO Dl PAVIA

Related Images: