Acqua, Confeuro: “Primo passo efficientamento rete e invasi intelligenti”

Acqua, Confeuro: “Primo passo efficientamento rete e invasi intelligenti”

03/07/2026 0 Di Marco Montini

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Acqua, Con­feu­ro: “Pri­mo pas­so effi­cien­ta­men­to rete e inva­si intel­li­gen­ti”

“La stra­te­gia euro­pea sull’acqua rap­pre­sen­ta un cam­bio di para­dig­ma signi­fi­ca­ti­vo che va accol­to con favo­re. Con la Comu­ni­ca­zio­ne 280/2025, infat­ti, la Com­mis­sio­ne euro­pea rico­no­sce final­men­te la risor­sa idri­ca non più sol­tan­to come una prio­ri­tà ambien­ta­le, ma come un fat­to­re stra­te­gi­co per la com­pe­ti­ti­vi­tà eco­no­mi­ca, la tute­la del ter­ri­to­rio e la sicu­rez­za ali­men­ta­re. Un’impostazione ulte­rior­men­te raf­for­za­ta dall’impegno del­la Ban­ca euro­pea per gli inve­sti­men­ti, che ha desti­na­to cir­ca 15 miliar­di di euro per aumen­ta­re entro il 2030 del 10% la resi­lien­za idri­ca com­ples­si­va del­la Ue”. È quan­to dichia­ra Andrea Tiso, pre­si­den­te nazio­na­le di Con­feu­ro — Con­fe­de­ra­zio­ne degli Agri­col­to­ri Euro­pei. “La ricet­ta di Con­feu­ro per una gestio­ne moder­na ed effi­ca­ce dell’acqua par­te da un prin­ci­pio fon­da­men­ta­le: pri­ma di rea­liz­za­re nuo­ve ope­re, è indi­spen­sa­bi­le valo­riz­za­re e ren­de­re effi­cien­ti quel­le esi­sten­ti. La prio­ri­tà deve esse­re riqua­li­fi­ca­zio­ne, manu­ten­zio­ne e l’ammodernamento del­le reti idri­che per con­tra­sta­re le ingen­ti per­di­te d’acqua che anco­ra oggi carat­te­riz­za­no il siste­ma ita­lia­no. Il secon­do pila­stro — pro­se­gue Tiso — riguar­da il riu­so del­la risor­sa idri­ca secon­do i prin­ci­pi dell’economia cir­co­la­re. Occor­re incen­ti­va­re il recu­pe­ro e il riu­ti­liz­zo del­le acque depu­ra­te, anche in agri­col­tu­ra, tra­sfor­man­do quel­lo che oggi è spes­so uno scar­to in una risor­sa pre­zio­sa per il com­par­to pro­dut­ti­vo e per l’ambiente. Infi­ne, è neces­sa­rio rea­liz­za­re nuo­vi inva­si intel­li­gen­ti e mul­ti­fun­zio­na­li, capa­ci di accu­mu­la­re l’acqua nei perio­di di mag­gio­re dispo­ni­bi­li­tà, pro­dur­re ener­gia e di garan­ti­re una gestio­ne più effi­cien­te duran­te le fasi di sic­ci­tà, sem­pre più fre­quen­ti a cau­sa dei cam­bia­men­ti cli­ma­ti­ci”. Per Con­feu­ro, infi­ne, assu­me par­ti­co­la­re rilie­vo il richia­mo del­la Com­mis­sio­ne Ue al con­cet­to di “pae­sag­gio spu­gna”, che pun­ta a resti­tui­re ai suo­li la capa­ci­tà di trat­te­ne­re natu­ral­men­te l’acqua: “Ser­vo­no ter­re­ni vivi e meno sfrut­ta­ti, insie­me alla tute­la e al poten­zia­men­to di boschi, fore­ste e zone umi­de, eco­si­ste­mi fon­da­men­ta­li per favo­ri­re l’infiltrazione dell’acqua e raf­for­za­re la resi­lien­za dei ter­ri­to­ri. La gestio­ne soste­ni­bi­le del­la risor­sa idri­ca non può pre­scin­de­re dal­la sal­va­guar­dia del capi­ta­le natu­ra­le”, con­clu­de Tiso.

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