Agricoltura, Confeuro: “E’ il momento di interrogarsi sul futuro del primario”

Agricoltura, Confeuro: “E’ il momento di interrogarsi sul futuro del primario”

22/07/2025 0 Di Marco Montini

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“Il pri­mo ago­sto si avvi­ci­na e con esso la con­cre­ta minac­cia dei dazi annun­cia­ti da Donald Trump: una vera e pro­pria spa­da di Damo­cle sul set­to­re agroa­li­men­ta­re euro­peo e, in par­ti­co­la­re, sul Made in Ita­ly”. Così Andrea Tiso, pre­si­den­te nazio­na­le di Con­feu­ro — Con­fe­de­ra­zio­ne degli Agri­col­to­ri Euro­pei e del Mon­do — com­men­ta le cre­scen­ti ten­sio­ni com­mer­cia­li tra Sta­ti Uni­ti e Unio­ne Euro­pea. “L’ipotesi di un’imposta del 30% sul­le espor­ta­zio­ni euro­pee ver­so gli USA rischia di asse­sta­re un col­po duris­si­mo all’agricoltura ita­lia­na — pro­se­gue Tiso — pro­prio in un momen­to in cui anche l’Unione Euro­pea sem­bra rema­re con­tro, con la pre­sen­ta­zio­ne del recen­te bilan­cio, che pre­ve­de­reb­be la recen­te rifor­ma del­la PAC e la fusio­ne dei fon­di agri­co­li in un uni­co con­te­ni­to­re euro­peo che rischia di pena­liz­za­re pro­prio i pro­dut­to­ri più vir­tuo­si”. Per Con­feu­ro, si trat­ta di una dop­pia minac­cia: “da un lato la guer­ra com­mer­cia­le con Washing­ton, dall’altro le poli­ti­che comu­ni­ta­rie che depo­ten­zia­no il set­to­re pri­ma­rio, apren­do di fat­to la stra­da all’aggravarsi di feno­me­ni distor­si­vi come l’Italian Soun­ding”.

“Attra­ver­sia­mo un momen­to cru­cia­le per l’Agricoltura Ita­lia­na ed Euro­pea — incal­za Tiso – è essen­zia­le che l’Italia fac­cia sen­ti­re con for­za la pro­pria voce sia a Bru­xel­les che oltreo­cea­no. La par­ti­ta dei dazi si gio­ca anche sul­le bar­rie­re non tarif­fa­rie che potreb­be­ro crea­re non pochi pro­ble­mi ai siste­mi pro­dut­ti­vi degli agri­col­to­ri Euro­pei. E’ il momen­to di inter­ro­gar­ci su che tipo di Euro­pa voglia­mo per­ché la pie­ga pre­sa nell’ultimo mese è del tut­to con­tra­ria ai prin­ci­pi che ci sia­mo dati in fase di costi­tu­zio­ne. La PAC in real­tà, volen­do­ne ana­liz­za­re atten­ta­men­te i risul­ta­ti, ha sor­ti­to l’effetto di allon­ta­na­re miglia­ia di pro­dut­to­ri agri­co­li dal­la ter­ra, in Ita­lia oggi abbia­mo meno di un milio­ne di Agri­col­to­ri. Mol­ti anco­ra sono in dif­fi­col­tà per via degli alti costi di pro­du­zio­ne e dei bas­si prez­zi di ven­di­ta. Pen­so che il pro­ble­ma non sia sol­tan­to il Fon­do Uni­co ma ben­sì l’importanza e la rile­van­za eco­no­mia e socia­le che dia­mo al set­to­re Pri­ma­rio. E’ par­ti­ta la mobi­li­ta­zio­ne con­tro que­sta pro­po­sta di bilan­cio, ma in real­tà biso­gna innan­zi­tut­to capi­re a chi vor­rem­mo ero­ga­re que­sti fon­di per­ché se con­ti­nuia­mo a paga­re le macro impre­se o le agroin­du­strie rischia­mo di fare il gio­co di chi vuo­le col­pi­re il vero siste­ma pro­dut­ti­vo ed iden­ti­ta­rio del nostro pae­se che sono i pic­co­li e medi agri­col­to­ri”, con­clu­de Tiso.

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