GREEN ECONOMY FESTIVAL: GRANDE PARTECIPAZIONE DI PUBBLICO

GREEN ECONOMY FESTIVAL: GRANDE PARTECIPAZIONE DI PUBBLICO

31/03/2025 0 Di Redazione

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CONCLUSO IL GREEN ECONOMY FESTIVAL. DE PASCALE: “TRANSIZIONE, CI VUOLE UN PRAGMATISMO AMBIZIOSO”. PONTREMOLI: “ATTENTI ANCHE ALLA SOSTENIBILITÀ SOCIALE”

Dopo tre giorni di eventi che hanno visto una grandissima partecipazione di pubblico, il Green Economy Festival si conclude con relatori di spicco dal mondo istituzionale e da quello delle imprese. “Attenzione a non trasformare il pragmatismo in immobilismo”, avverte il presidente della Regione De Pascale.

Andrea Pontremoli racconta: “Andiamo nello spazio perché solo confrontandoci con le complessità siamo spinti ad innovare. Bene quindi gli obiettivi ambiziosi di Bruxelles, ma le soluzioni siano lasciate all’impresa”.

E Mutti: “Dopo aver già raggiunto molti obiettivi di sostenibilità, è ora di andare oltre e fare progetti rivoluzionari”

Nell’approcciare la tran­si­zio­ne dell’economia ver­so la soste­ni­bi­li­tà, ambien­ta­le e socia­le, “ci vuo­le sì prag­ma­ti­smo, ma solo se abbi­na­to all’ambizione, altri­men­ti rischia di diven­ta­re immo­bi­li­smo. Di que­sto abbia­mo biso­gno”. A dir­lo è Miche­le De Pasca­le, pre­si­den­te del­la Regio­ne Emi­lia-Roma­gna, in occa­sio­ne dell’evento di chiu­su­ra del Green Eco­no­my Festi­val di Par­ma.

Sul­lo sta­to di salu­te dell’industria regio­na­le, i tavo­li di cri­si aper­ti sul ter­ri­to­rio sono ben 48. Desti­na­ti a chiu­der­si e risol­ver­si o frut­to di una tran­si­zio­ne che mie­te anche del­le vit­ti­me? “Nel nostro ter­ri­to­rio ci sono, a distan­za di pochi chi­lo­me­tri di distan­za, impre­se che rischia­no di chiu­de­re e man­da­re a casa cen­ti­na­ia di per­so­ne, e azien­de in for­tis­si­ma cre­sci­ta che come uni­co pro­ble­ma han­no il repe­ri­men­to di mano­do­pe­ra”. Per que­sto il siste­ma nel suo com­ples­so può esse­re in gra­do di reg­ge­re la tran­si­zio­ne, sostie­ne De Pasca­le. Eppu­re “ci sono anche bom­be ato­mi­che socia­li, come Ber­co a Cop­pa­ro, dove si rischia un poten­zia­le dram­ma socia­le. Lì o ci fac­cia­mo cari­co di poli­ti­che di soste­gno di alcu­ne aree, oppu­re le cit­tà esplo­do­no. Per­ché non pos­so spo­sta­re i lavo­ra­to­ri da zone più peri­fe­ri­che a Bolo­gna, che non è in gra­do di acco­glier­li, non dal pun­to di vista occu­pa­zio­na­le ma di allog­gi e ser­vi­zi que­sto sareb­be un enor­me pro­ble­ma”.

Sul tema dei dazi, De Pasca­le con­di­vi­de “l’appello alla pru­den­za del­la pre­si­den­te del Con­si­glio: que­sto non è il momen­to del­la rab­bia, ma del­la ragio­ne. L’Europa non può con­ce­der­si un tota­le scon­tro con gli Sta­ti Uni­ti, que­sto è ovvio, ma deve trat­ta­re uni­ta. E l’Italia, inve­ce che pre­oc­cu­par­si di far­si avan­ti da sola, deve pun­ta­re a con­ta­re di più in Euro­pa, dato che rap­pre­sen­ta la secon­da mani­fat­tu­ra”.

Sul­le infra­strut­tu­re, inve­ce, tema altret­tan­to cru­cia­le per le impre­se sep­pur media­ti­ca­men­te meno d’impatto, “oggi è ver­go­gno­so il tema del­le con­ces­sio­ni auto­stra­da­li: le nostre auto­stra­de sono fer­me per que­stio­ni giu­ri­di­che, per l’incapacità di tro­va­re una linea su come riu­sci­re a far cade­re a ter­ra gli inve­sti­men­ti – sot­to­li­nea De Pasca­le –“. Sul­la Cispa­da e la sua rea­liz­za­zio­ne (dopo che Bonac­ci­ni l’aveva pro­mes­sa per due man­da­ti sen­za arri­va­re all’obiettivo) “è lega­ta al rin­no­vo alla A22, biso­gna pri­ma chia­ri­re le nor­me sul­le con­ces­sio­ni per sbloc­car­la”.

Tor­nan­do al focus sul­la tran­si­zio­ne eco­lo­gi­ca del nostro siste­ma impren­di­to­ria­le, Andrea Pon­tre­mo­li, pre­si­den­te Motor Val­ley Deve­lo­p­ment e ammi­ni­stra­to­re dele­ga­to Dal­la­ra, sot­to­li­nea come “stia­mo andan­do ver­so la soste­ni­bi­li­tà ambien­ta­le sacri­fi­can­do quel­la eco­no­mi­ca e socia­le. E inve­ce si deve ripar­ti­re dal­le per­so­ne, per dise­gna­re un futu­ro dove la gen­te voglia sta­re, che cre­do sia anche il com­pi­to dell’imprenditore. Per far­lo, biso­gna dar­si obiet­ti­vi com­ples­si: Dal­la­ra va nel­lo spa­zio per tro­va­re alter­na­ti­ve più effi­cien­ti che per­met­ta­no la soste­ni­bi­li­tà del gene­re uma­no. È attra­ver­so le dif­fi­col­tà che sia­mo spin­ti ad inno­va­re”. Vir­tuo­so quin­di anche l’essersi dati, a livel­lo di Unio­ne Euro­pea, un obiet­ti­vo ambi­zio­so come quel­lo del Green Deal, “pec­ca­to che si sia com­mes­so un gra­vis­si­mo erro­re: le impre­se dove­va­no esse­re lascia­te da sole nel tro­va­re la solu­zio­ne per rag­giun­ge­re gli obiet­ti­vi”.

“Pen­sa­re alle per­so­ne signi­fi­ca anche pen­sa­re alla comu­ni­tà nel­la qua­le cre­sce l’impresa, e cura­re il pro­prio ter­ri­to­rio. Anche que­sta è soste­ni­bi­li­tà socia­le”, spie­ga Vale­ria Bram­bil­la, ammi­ni­stra­to­re dele­ga­to Deloit­te & Tou­che. Per Fran­ce­sco Mut­ti, ammi­ni­stra­to­re dele­ga­to Mut­ti, “Va recu­pe­ra­ta la sen­si­bi­li­tà che era pro­pria di gene­ra­zio­ni pre­ce­den­ti, che ave­va­no un lega­me mol­to più stret­to con la natu­ra. Noi, nel­la nostra impre­sa, non l’abbiamo mai abban­do­na­ta. Ma ora è arri­va­to il momen­to di amplia­re i nostri obiet­ti­vi di soste­ni­bi­li­tà, che diven­ta­no pro­get­ti di anni che rivo­lu­zio­ne­ran­no i nostri pro­ces­si”.

“L’idea di soste­ni­bi­li­tà va con­di­vi­sa con tut­ti gli atto­ri del ter­ri­to­rio. Se sia­mo qui a dia­lo­ga­re, oggi, è per costrui­re un’idea comu­ne di tran­si­zio­ne e di impre­sa”, dichia­ra in con­clu­sio­ne Pon­tre­mo­li, rias­su­men­do il sen­so del­la discus­sio­ne del­la mat­ti­na­ta.

L’evento ha rac­col­to una vastis­si­ma par­te­ci­pa­zio­ne, con una sala sold out, così come tut­ti gli even­ti del­la due gior­ni, che han­no visto l’intervento di ospi­ti comeMat­teo Cola­nin­no, Ste­fa­no Bes­se­ghi­ni, Etto­re Pran­di­ni, Ste­fa­no Bonac­ci­ni,Vin­cen­zo Niba­li, Car­lo Rat­ti, Luca Mer­cal­li, Fabri­zio Cur­cio, Giam­pie­ro Maio­li, Her­nan Del Val­le, Ste­fa­no Man­cu­so, Mat­teo Thun, Pao­lo De Castro, Etto­re Pran­di­ni e Gio­van­ni Stor­ti.

Le dichiarazioni conclusive

Davi­de Bol­la­ti, pre­si­den­te Davi­nes Group: “Que­sta edi­zio­ne del Green Eco­no­my Festi­val, che ha visto la par­te­ci­pa­zio­ne di tan­tis­si­mi gio­va­ni, è sta­ta un’oc­ca­sio­ne pre­zio­sa per ricor­dar­ci l’im­por­tan­za del­la con­sa­pe­vo­lez­za, del­l’a­scol­to e del­lo scam­bio inter­ge­ne­ra­zio­na­le e inter­set­to­ria­le. In un con­te­sto pola­riz­za­to e di incer­tez­za, un dia­lo­go costrut­ti­vo e par­te­ci­pa­to è oggi fon­da­men­ta­le per col­la­bo­ra­re con un approc­cio di lun­go perio­do ver­so la tran­si­zio­ne eco­lo­gi­ca, socia­le ed eco­no­mi­ca”.

Gian­lu­ca Bor­ghi, asses­so­re Soste­ni­bi­li­tà Ambien­ta­le, Ener­ge­ti­ca e Mobi­li­tà Comu­ne di Par­ma: “Anco­ra una vol­ta, gra­zie al Green Eco­no­my Festi­val, Par­ma è sta­ta il pal­co­sce­ni­co di deci­ne di incon­tri duran­te i qua­li si sono ela­bo­ra­te idee ed assun­ti impe­gni, per costrui­re un futu­ro miglio­re.  Impre­se, isti­tu­zio­ni, intel­let­tua­li, cit­ta­di­ni: solo gra­zie alla respon­sa­bi­li­tà di tut­ti riu­sci­re­mo a dare alla Soste­ni­bi­li­tà sen­so e per­cor­si pos­si­bi­li. Anche gra­zie a que­ste tre gior­na­te Par­ma raf­for­za il pro­prio impe­gno di cit­tà Car­bon Neu­tral al 2030: assie­me, potre­mo rag­giun­ge­re que­sto obiet­ti­vo, epo­ca­le ma pos­si­bi­le”.

Cesa­re Azza­li, diret­to­re Unio­ne Par­men­se degli Indu­stria­li: “Gra­zie alla gran­de capa­ci­tà orga­niz­za­ti­va di Ita­ly­Po­st e del Cor­rie­re del­la Sera, ma soprat­tut­to del­le per­so­ne che negli anni han­no man­te­nu­to una capa­ci­tà di inter­pre­ta­re le aspet­ta­ti­ve e le poten­zia­li­tà del­la cit­tà, la mani­fe­sta­zio­ne è riu­sci­ta benis­si­mo anche quest’anno. Abbia­mo mes­so a con­fron­to opi­nio­ni sui temi del­l’e­vo­lu­zio­ne del­l’e­co­no­mia in una logi­ca di soste­ni­bi­li­tà, regi­stran­do final­men­te l’e­le­men­to del­la con­cre­tez­za come fat­to­re ordi­nan­te del­le rifles­sio­ni. Dal nostro pun­to di vista, al net­to del fat­to che ora si trat­ta di lavo­ra­re su que­sti temi con con­ti­nui­tà e di pro­gram­ma­re gli inter­ven­ti per poter­li poi met­te­re a ter­ra, il Festi­val ha otte­nu­to un pie­no suc­ces­so”.

Fran­ce­sco Castel­lo­ne, Diret­to­re Comu­ni­ca­zio­ne e Rela­zio­ni Ester­ne Grup­po Iren: “Il Green Eco­no­my Festi­val 2025 si è con­fer­ma­to un even­to di asso­lu­to rilie­vo nell’ambito del­la divul­ga­zio­ne dell’economia soste­ni­bi­le e del­la pro­mo­zio­ne del­le buo­ne pra­ti­che da par­te di azien­de e di sin­go­li cit­ta­di­ni. Iren ha por­ta­to il pro­prio con­tri­bu­to al dibat­ti­to, con­di­vi­den­do la sua con­so­li­da­ta espe­rien­za nel set­to­re con il mon­do indu­stria­le, asso­cia­ti­vo e isti­tu­zio­na­le del ter­ri­to­rio. La nostra par­te­ci­pa­zio­ne non solo ha raf­for­za­to il nostro ruo­lo atti­vo nel pro­muo­ve­re una cre­sci­ta eco­no­mi­ca soste­ni­bi­le e rispet­to­sa dell’ambiente, ma ci ha con­sen­ti­to di con­di­vi­de­re e rac­co­glie­re spun­ti, idee e pro­get­ti per pro­se­gui­re con entu­sia­smo e sen­so di respon­sa­bi­li­tà il nostro per­cor­so ver­so un futu­ro sem­pre più green e sem­pre più atten­to ai rapi­di cam­bia­men­ti eco­no­mi­ci ed ambien­ta­li”.

Fili­ber­to Zovi­co, diret­to­re Green Eco­no­my Festi­val: “Quest’anno un Festi­val sul tema del­la soste­ni­bi­li­tà, per assu­me­re un sen­so attua­le e dare rispo­ste pra­ti­ca­bi­li, dove­va neces­sa­ria­men­te supe­ra­re ogni ideo­lo­gia e tor­na­re al prag­ma­ti­smo. Che non signi­fi­ca asso­lu­ta­men­te abban­do­na­re gli obiet­ti­vi, su que­sto nes­su­no può più per­met­ter­si di tor­na­re indie­tro. Ma signi­fi­ca dare voce alle best prac­ti­ce, e spe­ra­re che sia­no esem­pio per altri. Signi­fi­ca con­di­vi­de­re le sfi­de anco­ra aper­te, e cer­ca­re solu­zio­ni con­di­vi­se. Signi­fi­ca resti­tui­re com­ples­si­tà alla tran­si­zio­ne, e capi­re come coniu­gar­la alla com­pe­ti­ti­vi­tà del­la nostra indu­stria. Cre­do che i rela­to­ri del Festi­val sia­no riu­sci­ti a fare que­sta ope­ra­zio­ne: mostra­re che esi­ste una via prag­ma­ti­ca alla soste­ni­bi­li­tà”.

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