Incendi, Confeuro: “È allarme, sistema Italia carente: più monitoraggio e prevenzione”

Incendi, Confeuro: “È allarme, sistema Italia carente: più monitoraggio e prevenzione”

29/07/2025 0 Di Marco Montini

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“Un’estate let­te­ral­men­te di fuo­co per il nostro Pae­se. Quel­la degli incen­di è una que­stio­ne deli­ca­ta e com­ples­sa, diven­ta­ta ormai una vera e pro­pria emer­gen­za nazio­na­le da affron­ta­re con urgen­za e deter­mi­na­zio­ne. Dopo gli ulti­mi deva­stan­ti roghi – in par­ti­co­la­re in Sar­de­gna e Sici­lia – l’attenzione media­ti­ca e isti­tu­zio­na­le si è nuo­va­men­te acce­sa su que­sta real­tà tan­to anno­sa quan­to dram­ma­ti­ca. Le cau­se sono mol­te­pli­ci: even­ti natu­ra­li, azio­ni dolo­se, cal­do estre­mo, incu­ria, cri­mi­na­li­tà, cam­bia­men­to cli­ma­ti­co, scar­sa pre­ven­zio­ne. Ma ciò che appa­re evi­den­te, secon­do Con­feu­ro, è la neces­si­tà di un approc­cio più coor­di­na­to, siste­mi­co e mul­ti­fat­to­ria­le, che coin­vol­ga auto­ri­tà nazio­na­li, comu­ni­tà loca­li e cit­ta­di­ni. In tal sen­so, ad esem­pio, il set­to­re pri­ma­rio e gli agri­col­to­ri potreb­be­ro svol­ge­re una fun­zio­ne stra­te­gi­ca nel­la tute­la del ter­ri­to­rio rura­le, soprat­tut­to nel­le zone inter­ne meno pre­si­dia­te e popo­la­te. In mol­te regio­ni, gli agri­col­to­ri potreb­be­ro esse­re chia­ma­ti ad agi­re come veri e pro­pri custo­di del ter­ri­to­rio, impe­gnan­do­si volon­ta­ria­men­te in atti­vi­tà di sor­ve­glian­za, segna­la­zio­ne dei foco­lai, dece­spu­glia­men­to, crea­zio­ne di fasce para­fuo­co e pra­ti­che col­tu­ra­li pre­ven­ti­va­men­te anti‑incendio. Più in gene­ra­le, poi, dal­le isti­tu­zio­ni com­pe­ten­ti ser­vo­no azio­ni con­cre­te e misu­re mira­te: mag­gio­re sen­si­bi­liz­za­zio­ne pub­bli­ca, più cura del ter­ri­to­rio, con­trol­lo del­le atti­vi­tà uma­ne, pia­ni­fi­ca­zio­ne urba­na respon­sa­bi­le. È inol­tre fon­da­men­ta­le poten­zia­re il siste­ma di sor­ve­glian­za, sfrut­tan­do tec­no­lo­gie avan­za­te, e desti­na­re più risor­se eco­no­mi­che all’assunzione di per­so­na­le nei Vigi­li del Fuo­co e negli enti pre­po­sti al pre­si­dio del ter­ri­to­rio. Se voglia­mo dav­ve­ro con­tra­sta­re il feno­me­no degli incen­di dob­bia­mo affron­ta­re la que­stio­ne con deci­sio­ne e lun­gi­mi­ran­za. Il siste­ma Ita­lia, oggi, è anco­ra trop­po fra­gi­le e ina­de­gua­to. Infi­ne, non pos­sia­mo igno­ra­re il ruo­lo cru­cia­le che il cam­bia­men­to cli­ma­ti­co gio­ca in que­sto sce­na­rio. Le esta­ti sem­pre più lun­ghe, cal­de e sec­che crea­no le con­di­zio­ni idea­li per la pro­pa­ga­zio­ne degli incen­di, ali­men­tan­do un peri­co­lo­so cir­co­lo vizio­so ambien­ta­le”. Così, in una nota, Andrea Tiso, pre­si­den­te nazio­na­le di Con­feu­ro, Con­fe­de­ra­zio­ne degli Agri­col­to­ri Euro­pei e del Mon­do.

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