Colleferro. Occorre sicurezza nel sistema industriale. Occorre una politica industriale alternativa. Così in una nota Bruno Barbona, segretario PCI Lazio dopo l’esplosione alla KNDS

Colleferro. Occorre sicurezza nel sistema industriale. Occorre una politica industriale alternativa. Così in una nota Bruno Barbona, segretario PCI Lazio dopo l’esplosione alla KNDS

14/08/2026 0 Di Maurizio Aversa

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Mani­fe­sta­zio­ne con­tro ricon­ver­sio­ne peg­gio­ra­ti­va del­la ex Win­che­ster (nitro­ge­la­ti­na)


“L’incidente occor­so nel­lo sta­bi­li­men­to Fran­co-Tede­sco del­la KNDS di Col­le­fer­ro, per puro caso, ovve­ro per la ridot­ta pre­sen­za di ope­rai a cau­sa del perio­do feria­le, for­tu­na­ta­men­te non ha pro­dot­to vit­ti­me, ma solo dan­ni alle strut­tu­re oltre a tan­ta pau­ra. — inter­vie­ne con una nota il segre­ta­rio regio­na­le Lazio del PCI, Bru­no Bar­bo­na — L’a­zien­da pro­du­ce muni­zio­ni di medio e gros­so cali­bro per la dife­sa ter­re­stre e nava­le non­ché com­bu­sti­bi­li soli­di per vet­to­ri aero­spa­zia­li.
L’in­ci­den­te si è veri­fi­ca­to nel repar­to ‘Pres­sa­tu­ra Pol­ve­ri’ e stan­do alle pri­me testi­mo­nian­za sareb­be par­ti­to da una pres­sa esplo­sa duran­te la lavo­ra­zio­ne. La desti­na­zio­ne di que­sti pro­dot­ti sono diret­ti in Euro­pa (con rifor­ni­men­ti per Kiev/Ucraina), in Tur­chia e in Ara­bia Sau­di­ta.

Bru­no Bar­bo­na, segre­ta­rio regio­na­le PCI Lazio

L’esplosione è sta­ta avver­ti­ta in un’area di deci­ne di chi­lo­me­tri di distan­za: è l’ennesimo cam­pa­nel­lo d’allarme che pro­vie­ne da un ter­ri­to­rio, pri­ma for­te­men­te inqui­na­to (fiu­me e Val­le del Sac­co), le cui con­se­guen­ze e i cui costi li sta anco­ra pagan­do e con­ti­nue­rà a pagar­li la popo­la­zio­ne resi­den­te, sia in ter­mi­ni eco­no­mi­ci, ma soprat­tut­to in ter­mi­ni di salu­te; e che oggi vie­ne ulte­rior­men­te intos­si­ca­to dal­la pro­du­zio­ne dal­le armi e del­le muni­zio­ni pesan­ti. Come avvie­ne sem­pre in que­sto pae­se, i costi di gestio­ne eco­no­mi­ca dell’inquinamento, non sono mai paga­ti dal­le azien­de che lo han­no pro­dot­to, ben­sì dai cit­ta­di­ni che oltre a soste­ne­re i costi di boni­fi­ca paga­no anche in ter­mi­ni di salu­te, secon­do il prin­ci­pio di pri­va­tiz­za­re i pro­fit­ti e socia­liz­za­re le per­di­te che in que­sto caso sono costi soprat­tut­to di salu­te e vite uma­ne. — ha con­ti­nua­to il segre­ta­rio comu­ni­sta — La con­cen­tra­zio­ne di azien­de pro­dut­tri­ci di mate­ria­li e esplo­si­vi ad uso bel­li­co di Col­le­fer­ro, uni­ta­men­te alla tra­sfor­ma­zio­ne pro­dut­ti­va nel­la filie­ra degli arma­men­ti del­la Leo­nar­do e del­la stes­sa Avio tut­te pre­sen­ti a que­sto ter­ri­to­rio, uni­ta­men­te all’opera di ricon­ver­sio­ne in atto di azien­de del ter­ri­to­rio, sta deter­mi­nan­do un polo indu­stria­le ad alta con­cen­tra­zio­ne di indu­strie bel­li­che tra­sfor­man­do l’economia del ter­ri­to­rio e dell’intera regio­ne Lazio in un’economia di guer­ra. La peri­co­lo­si­tà più vol­te dichia­ra­ta, come duran­te le mol­te­pli­ci assem­blee tenu­te­si davan­ti ai can­cel­li del­la ex Win­che­ster di Ana­gni, azien­da del grup­po KNDS, ini­zial­men­te adi­bi­ta a demi­li­ta­riz­za­zio­ne, ter­mi­ne che indi­ca lo sman­tel­la­men­to del­le muni­zio­ni e degli arman­ti a fine vita, oggi in fase di ricon­ver­sio­ne indu­stria­le, al fine e con lo sco­po di soste­ne­re lo sta­bi­li­men­to del­la vici­na azien­da di Col­le­fer­ro , il cui pro­get­to di ricon­ver­sio­ne pre­ve­de la lavo­ra­zio­ne e tra­sfor­ma­zio­ne del­la nitro­ge­la­ti­na.

L’im­ma­gi­ne che cat­tu­ra l’e­splo­sio­ne alla KNDS di Col­le­fer­ro

Stig­ma­tiz­zia­mo l’alta peri­co­lo­si­tà di tale pro­get­to, e l’inopportunità tec­ni­ca — vista l’ubicazione dell’azienda in cen­tro abi­ta­to e adia­cen­te all’autostrada A1‑, oltre all’assurdità poli­ti­ca del­la cor­sa al riar­mo volu­ta da una clas­se poli­ti­ca per­va­sa da una cul­tu­ra bel­li­ci­sta che ci sta tra­spor­tan­do in un con­flit­to mon­dia­le. Per tut­to que­sto, sono pre­vi­sti cir­ca 40 milio­ni di euro, con uno stan­zia­men­to che rien­tra nel pro­gram­ma ASAP, che già a mar­zo 2025 attra­ver­so le paro­le di Ursu­la Von Der Leyen facen­do rien­tra­re l’Europa nell’era del riar­mo annun­cia­va l’arrivo di 800 miliar­di di Euro per raf­for­za­re la capa­ci­tà di dife­sa dell’Europa. Che uni­ta­men­te all’innalzamento fino al 5 % di PIL del nostro gover­no la dice lun­ga sul­la neces­si­tà di que­sta poli­ti­ca di pri­vi­le­gia­re la guer­ra sacri­fi­can­do la vita dei cit­ta­di­ni e soprat­tut­to del­le nuo­ve gene­ra­zio­ni. Come comu­ni­sti indi­chia­mo che non voglia­mo aggiun­ge­re un nuo­vo rischio indu­stria­le e mili­ta­re a un ter­ri­to­rio già feri­to. La sicu­rez­za del­le per­so­ne vie­ne pri­ma del­la pro­du­zio­ne bel­li­ca. Quel­lo che è acca­du­to a Col­le­fer­ro — ha con­clu­so Bru­no Bar­bo­na — deve spin­ger­ci a pre­ten­de­re più pre­ven­zio­ne, più tra­spa­ren­za e più con­trol­lo, con una inver­sio­ne tota­le sul­le poli­ti­che indu­stria­li regio­na­li che non pos­so­no pre­ve­de­re pro­du­zio­ni bel­li­che per siti con alto rischio, ma ricon­ver­sio­ni non bel­li­che. Riem­pia­mo i gra­nai, svuo­tia­mo gli arse­na­li, ci sem­bra anco­ra la paro­la d’ordine attua­le come ama­va dire il nostro Pre­si­den­te San­dro Per­ti­ni.”

L’im­ma­gi­ne che cat­tu­ra l’e­splo­sio­ne alla KNDS di Col­le­fer­ro

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