Agroalimentare, Confeuro: “Export in calo? Paghiamo prezzo accondiscendenza Ue e Italia con Usa” 

Agroalimentare, Confeuro: “Export in calo? Paghiamo prezzo accondiscendenza Ue e Italia con Usa” 

05/08/2026 0 Di Marco Montini

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“I dati sul­l’ex­port agroa­li­men­ta­re euro­peo nei pri­mi cin­que mesi del 2026, che regi­stra­no una fles­sio­ne del 3%, rap­pre­sen­ta­no un segna­le che non può esse­re sot­to­va­lu­ta­to. A desta­re par­ti­co­la­re pre­oc­cu­pa­zio­ne è soprat­tut­to il calo del­le espor­ta­zio­ni di pro­dot­ti sim­bo­lo del Made in Ita­ly, come vino e olio, ver­so gli Sta­ti Uni­ti, mer­ca­to che con­ti­nua a rive­sti­re un ruo­lo stra­te­gi­co per le nostre impre­se”. Così Andrea Tiso, pre­si­den­te nazio­na­le di Con­feu­ro-Con­fe­de­ra­zio­ne Agri­col­to­ri Euro­pei. “Rite­nia­mo che l’U­nio­ne Euro­pea e il Gover­no ita­lia­no abbia­no ini­zial­men­te adot­ta­to un atteg­gia­men­to ecces­si­va­men­te accon­di­scen­den­te nei con­fron­ti degli Sta­ti Uni­ti duran­te la guer­ra dei dazi, sen­za met­te­re in cam­po una stra­te­gia suf­fi­cien­te­men­te for­te a tute­la del­le pro­du­zio­ni euro­pee e ita­lia­ne. Oggi anche per que­sto ne stia­mo pagan­do il prez­zo, con un export che con­ti­nua a dipen­de­re in misu­ra ecces­si­va dal mer­ca­to ame­ri­ca­no e che risen­te ine­vi­ta­bil­men­te del­le ten­sio­ni com­mer­cia­li inter­na­zio­na­li”. Per Con­feu­ro è quin­di posi­ti­va l’in­ver­sio­ne di rot­ta avvia­ta da Bru­xel­les attra­ver­so una mag­gio­re diver­si­fi­ca­zio­ne dei mer­ca­ti di sboc­co, una scel­ta che va soste­nu­ta e raf­for­za­ta con accor­di equi­li­bra­ti e nuo­ve oppor­tu­ni­tà com­mer­cia­li per le impre­se agri­co­le. “Allo stes­so tem­po — con­clu­de Tiso — ser­vo­no inter­ven­ti più inci­si­vi per soste­ne­re le pic­co­le e medie azien­de del com­par­to pri­ma­rio, che rap­pre­sen­ta­no l’os­sa­tu­ra del­l’a­gri­col­tu­ra ita­lia­na. È oppor­tu­no valu­ta­re misu­re com­pen­sa­ti­ve per il 2026, accom­pa­gna­te da un deci­so raf­for­za­men­to del­le azio­ni con­tro la con­traf­fa­zio­ne e l’I­ta­lian Soun­ding, feno­me­ni che sot­trag­go­no ogni anno valo­re alle nostre pro­du­zio­ni di qua­li­tà e pena­liz­za­no il lavo­ro degli agri­col­to­ri. Difen­de­re il Made in Ita­ly e le nostre impre­se agri­co­le signi­fi­ca tute­la­re red­di­to, occu­pa­zio­ne e com­pe­ti­ti­vi­tà del nostro siste­ma agroa­li­men­ta­re”.

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