Agroalimentare, Confeuro: Ok numeri export ma serve strategia per piccole imprese

Agroalimentare, Confeuro: Ok numeri export ma serve strategia per piccole imprese

26/01/2026 0 Di Marco Montini

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“Con­feu­ro acco­glie con favo­re i dati che evi­den­zia­no la cre­sci­ta dell’export agroa­li­men­ta­re ita­lia­no, che si avvia ver­so il record di cir­ca 73 miliar­di di euro, con un con­te­stua­le aumen­to del valo­re aggiun­to del set­to­re. Si trat­ta di un dato mol­to inco­rag­gian­te — dichia­ra Andrea Tiso, pre­si­den­te nazio­na­le di Con­feu­ro — soprat­tut­to in un anno par­ti­co­lar­men­te com­ples­so, segna­to dall’avvio del­la que­stio­ne dei dazi sta­tu­ni­ten­si e da una gene­ra­le con­tra­zio­ne degli scam­bi com­mer­cia­li a livel­lo glo­ba­le. Nono­stan­te ciò, il nostro Pae­se con­ti­nua a cre­sce­re, dimo­stran­do una resi­lien­za signi­fi­ca­ti­va dell’export agroa­li­men­ta­re ita­lia­no, che rap­pre­sen­ta un model­lo vir­tuo­so e stra­te­gi­co per l’economia nazio­na­le”. Tut­ta­via, secon­do Con­feu­ro, i nume­ri dell’export non pos­so­no esse­re ana­liz­za­ti in modo iso­la­to, ma devo­no esse­re inqua­dra­ti in un con­te­sto più ampio che ten­ga con­to anche dei dati rela­ti­vi all’import: “Non va dimen­ti­ca­to — pro­se­gue Tiso — che l’Italia non è anco­ra auto­suf­fi­cien­te in diver­si com­par­ti del­la pro­du­zio­ne agroa­li­men­ta­re, a par­ti­re dal gra­no. Que­sto ele­men­to strut­tu­ra­le impo­ne una rifles­sio­ne più appro­fon­di­ta sul­le poli­ti­che di filie­ra e sul­la capa­ci­tà pro­dut­ti­va inter­na”. Un ulte­rio­re aspet­to cri­ti­co riguar­da le dif­fi­col­tà di acces­so ai mer­ca­ti este­ri da par­te di mol­te pic­co­le e medie impre­se agri­co­le ita­lia­ne, che con­ti­nua­no a ope­ra­re qua­si esclu­si­va­men­te sul mer­ca­to inter­no: “Si trat­ta di una fra­gi­li­tà evi­den­te — sot­to­li­nea il pre­si­den­te di Con­feu­ro — che rischia di accen­tuar­si ulte­rior­men­te con l’entrata in vigo­re di nuo­vi accor­di com­mer­cia­li glo­ba­li, come quel­lo con il Mer­co­sur, i cui effet­ti eco­no­mi­ci potreb­be­ro pena­liz­za­re in modo signi­fi­ca­ti­vo il tes­su­to pro­dut­ti­vo più pic­co­lo e meno strut­tu­ra­to”. Alla luce di que­sto sce­na­rio, Con­feu­ro rivol­ge un appel­lo alle isti­tu­zio­ni nazio­na­li ed euro­pee affin­ché si pro­ce­da con urgen­za alla defi­ni­zio­ne di una stra­te­gia orga­ni­ca e di lun­go perio­do per il set­to­re agroa­li­men­ta­re: È neces­sa­rio ‑con­clu­de Tiso — soste­ne­re con­cre­ta­men­te le pic­co­le e medie impre­se, raf­for­za­re l’autosufficienza pro­dut­ti­va, tute­la­re il red­di­to degli agri­col­to­ri e garan­ti­re con­di­zio­ni di con­cor­ren­za eque. Solo attra­ver­so poli­ti­che mira­te, inve­sti­men­ti strut­tu­ra­li e una visio­ne con­di­vi­sa sarà pos­si­bi­le con­so­li­da­re i risul­ta­ti dell’export e tra­sfor­mar­li in uno svi­lup­po equi­li­bra­to e dura­tu­ro per tut­to il com­par­to agri­co­lo ita­lia­no”.

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