Ue, Confeuro: “Bene aiuti di stato per agricoltura. Ma serve riforma strutturale”

Ue, Confeuro: “Bene aiuti di stato per agricoltura. Ma serve riforma strutturale”

11/05/2026 0 Di Marco Montini

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Ue, Con­feu­ro: “Bene aiu­ti di sta­to per agri­col­tu­ra. Ma ser­ve rifor­ma strut­tu­ra­le”

“Con­feu­ro appren­de con sod­di­sfa­zio­ne la deci­sio­ne del­la Com­mis­sio­ne euro­pea di adot­ta­re il nuo­vo qua­dro tem­po­ra­neo sugli aiu­ti di Sta­to, intro­du­cen­do misu­re impor­tan­ti a soste­gno dei com­par­ti dell’agricoltura, del­la pesca e dei tra­spor­ti. Si trat­ta di un inter­ven­to neces­sa­rio e atte­so, soprat­tut­to in una fase sto­ri­ca carat­te­riz­za­ta da for­tis­si­me dif­fi­col­tà eco­no­mi­che per il set­to­re pri­ma­rio, dovu­te all’aumento dei costi dell’energia, dei car­bu­ran­ti e dei fer­ti­liz­zan­ti”. Così Andrea Tiso, pre­si­den­te nazio­na­le di Con­feu­ro, com­men­ta il prov­ve­di­men­to adot­ta­to da Bru­xel­les. “L’Unione euro­pea — pro­se­gue Tiso — ha dimo­stra­to in que­sta occa­sio­ne rapi­di­tà e con­cre­tez­za, met­ten­do in cam­po stru­men­ti uti­li per soste­ne­re la resi­lien­za del set­to­re pri­ma­rio euro­peo e garan­ti­re con­ti­nui­tà pro­dut­ti­va a miglia­ia di impre­se agri­co­le e del­la pesca. Tut­ta­via, pur rico­no­scen­do il valo­re di que­ste misu­re straor­di­na­rie, è ormai evi­den­te come l’Europa abbia biso­gno di una pro­fon­da rifor­ma strut­tu­ra­le, capa­ce di ren­de­re le isti­tu­zio­ni comu­ni­ta­rie più rapi­de, effi­ca­ci e auto­re­vo­li nei pro­ces­si deci­sio­na­li”. Secon­do Con­feu­ro, infat­ti, mol­te del­le attua­li dif­fi­col­tà deri­va­no da rego­le ormai supe­ra­te e ina­dat­te ad affron­ta­re le gran­di sfi­de con­tem­po­ra­nee. “Il prin­ci­pio dell’unanimità in alcu­ni set­to­ri vita­li ad esem­pio — sot­to­li­nea Tiso — con­ti­nua a ral­len­ta­re le deci­sio­ni stra­te­gi­che dell’Unione e rischia di ren­de­re l’Europa sem­pre più fra­gi­le e ingo­ver­na­bi­le. Basta il veto di un sin­go­lo Sta­to mem­bro per bloc­ca­re le scel­te degli altri ven­ti­sei Pae­si, con ine­vi­ta­bi­li con­se­guen­ze anche sul­le poli­ti­che agri­co­le, eco­no­mi­che e socia­li”. Per il pre­si­den­te nazio­na­le di Con­feu­ro è dun­que neces­sa­rio apri­re una nuo­va sta­gio­ne poli­ti­ca euro­pea. “Supe­ra­re l’unanimità non rap­pre­sen­ta sol­tan­to una rifor­ma isti­tu­zio­na­le, ma il pri­mo pas­so ver­so un’Europa più moder­na, coe­sa e vici­na ai cit­ta­di­ni e agli agri­col­to­ri. Allo stes­so tem­po, ser­ve raf­for­za­re il pro­get­to euro­peo attra­ver­so stru­men­ti comu­ni come il debi­to con­di­vi­so e una mag­gio­re uni­tà fisca­le. Solo così sarà pos­si­bi­le costrui­re un’Europa più equa, più soli­da­le e real­men­te capa­ce di soste­ne­re chi lavo­ra la ter­ra ogni gior­no”.

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