Mercoledi 22 alle ore 18.00 a S. Maria delle Mole, presso Bibliopop, torna Stefano Paterna…
Marino. Bibliopop: un tuffo di pathos, memoria e attualità sono volate nella sala grazie al libro di Stefano Paterna, complice Andrea Castelli. Un successo “marinese e castellano”
24/04/2026Questo articolo è stato letto 560 volte!

Da sin: Andrea Castelli, intervista Stefano Paterna, e il giovane Simone leggerà brani da Un bicchiere di farfalle. Una storia politica
La risposta all’appuntamento di mercoledi 22 a S. Maria delle Mole, presso Bibliopop, con Stefano Paterna e il suo nuovo libro “Un bicchiere di farfalle. Una storia politica”, è stato senz’altro un successo. Sancito anche dalla partecipazione — con molti interventi dal pubblico — e dai volumi acquistati dagli intervenuti. In quanto fucina di attive selezioni per proporre poeti e scrittori ai fequentatori o neo frequentatori Bibliopop aveva già ospitato, con grande successo lo scrittore castellano, noto anche per la sua attività sociale e politica. Stessa benevolenza ha ricevuto l’ugualmente noto, soprattutto nella sinistra e nell’ambientalismo, Andrea Castelli, sempre castellano che ha dialogato, farfalla dopo farfalla, proprio con l’autore. Castelli ha detto che era la “sua prima volta come presentatore di un libro”. Il pubblico ha decretato, visto l’applauso tributato, che la prima è stata buona! Alcuni passaggi sono stati sottolineati, nello snocciolare la storia dei personaggi che hanno attraversato un periodo lungo della storia d’Italia — almeno una cinquantina di anni — da brani letti, dallo stesso Andrea e da Simone, un giovane che ha accompagnato idealmente l’attualizzazione del racconto anche iconograficamente, vista la kefia che indossava. Come era stato annunciato, davvero la storia è risultata attinente, anche se “romanzata”, tanto che alcuni, ad esempio, nel passaggio del racconto che ha riguardato la drammatica e terribile vicenda del G8 di Genova, i fatti di Bolzaneto e la “macelleria” (italiana e non messicana come sottolinea lo stesso Paterna intervenendo su questo), dal pubblico hanno preso la parola e testimoniato la loro presenza proprio lì in quel 2001, il 21 luglio, anche se per puro caso chi è intervenuto non era alla Diaz!

parte della sala di Bibliopop durante la presentazione del libro di Stefano Paterna
I saluti iniziali che hanno aperto l’appuntamento, dando il benvenuto a Bibliopop indicando in questo luogo l’aspetto simbolico e attrattivo per le idee e l’impegno oltre che per la ecletticità delle arti che qui si rappresentano, hanno avuto conferma proprio dalle parole, e dalle risposte dell’autore intervistato dalle precise domande di Andrea Castelli, perchè lo spaccato che emerge nel racconto, è proprio quella familiarità dei presenti, con la storia recente, con la storia della sinistra, dei comunisti a vario titolo. Come dice Paterna, dei giovani dei movimenti, come di Democrazia Proletaria (dove il nostro autore ha militato) come del PCI sia in chiave di faro, sia in chiave di partito criticato e contestato. Nel racconto, non era presente per ovvie ragioni temporali l’attualizzazione alla drammatica situazione italiana e mondiale di oggi, ma con le motivazioni dei contenuti, come sottolineato dallo stesso Stefano Paterna, i movimenti attuali dopo la tornata referendaria che hanno difeso la Costituzione e non delegato a nessun partito lo scettro della guida di questa ondata soprattutto giovanile, sono probabilmente il segno di una rinascita possibile del riprendere la vita nelle proprie mani, così come fecero i protagonisti della storia del “bicchiere di farfalle”, uno dei quali Tullio, ha ricevuto proprio la dedica di apertura del libro: “A Tullio, perchè un’altra chiacchierata me la sarei fatta…”.
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Un operatore dell’informazione. Un attivista culturale impegnato a diffondere le buone pratiche che aumentano ed estendono la fruizione del miglior bene immateriale di cui l’umanità dispone: il sapere, la conoscenza, la cultura. Questo il mio intimo a cui mi ispiro e la mia veste “giornalistica”. Professionalmente provengo da esperienze “strutturate” come sono gli Uffici Stampa pesanti: La Lega delle Cooperative, Botteghe Oscure. Ma anche esperienze di primo impatto: Italia Radio; e il mondo delle Rassegne Stampa cooperativa DIRE, Diretel, Rastel, Telpress. Per la carta stampata oltre una esperienza “in proprio” come direttore scientifico della rivista “Vini del Lazio”, ho collaborato con Paese Sera, con L’Unità, con Oggi Castelli.

