Sanità, Tiso(Accademia IC): “Carenza infermieri non si ferma: servono riforme”

Sanità, Tiso(Accademia IC): “Carenza infermieri non si ferma: servono riforme”

24/04/2026 0 Di Marco Montini

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Sani­tà, Tiso(Accademia IC): “Caren­za infer­mie­ri non si fer­ma: ser­vo­no rifor­me”

“Negli ulti­mi anni, la caren­za di infer­mie­ri in Ita­lia si è tra­sfor­ma­ta da cri­ti­ci­tà laten­te a vera e pro­pria emer­gen­za nazio­na­le. I dati più recen­ti mostra­no un siste­ma sani­ta­rio sot­to pres­sio­ne, inca­pa­ce di garan­ti­re un ricam­bio ade­gua­to del per­so­na­le e sem­pre più distan­te dagli stan­dard euro­pei. A peg­gio­ra­re la situa­zio­ne con­tri­bui­sce il pro­gres­si­vo invec­chia­men­to del­la for­za lavo­ro: l’età media degli infer­mie­ri sareb­be di cir­ca 46,5 anni, segna­le di un ricam­bio gene­ra­zio­na­le insuf­fi­cien­te. Le pro­spet­ti­ve futu­re sono anco­ra più pre­oc­cu­pan­ti. Si sti­ma che entro il 2033 cir­ca 110.000 pro­fes­sio­ni­sti andran­no in pen­sio­ne, crean­do un vuo­to dif­fi­cil­men­te col­ma­bi­le sen­za inter­ven­ti strut­tu­ra­li. Non si trat­ta solo di caren­za “in entra­ta”, ma anche di una per­di­ta con­ti­nua di per­so­na­le già for­ma­to. Ogni anno l’Italia per­de­reb­be pur­trop­po cir­ca 10.000 infer­mie­ri, tra dimis­sio­ni volon­ta­rie e abban­do­no del­la pro­fes­sio­ne. Una par­te signi­fi­ca­ti­va di que­sti pro­fes­sio­ni­sti sce­glie di tra­sfe­rir­si all’estero, attrat­ta da con­di­zio­ni di lavo­ro miglio­ri e sti­pen­di più ele­va­ti. Il siste­ma ita­lia­no, infat­ti, offre retri­bu­zio­ni infe­rio­ri rispet­to alla media euro­pea e mino­ri oppor­tu­ni­tà di cre­sci­ta pro­fes­sio­na­le, ren­den­do la car­rie­ra infer­mie­ri­sti­ca meno attrat­ti­va. E in que­sto con­te­sto è chia­ro che il gap con gli altri Pae­si euro­pei sta diven­tan­do sem­pre più pro­fon­do. Cosa fare per affron­ta­re la cri­si in Ita­lia? Sareb­be­ro innan­zi­tut­to neces­sa­ri inter­ven­ti coor­di­na­ti e di lun­go perio­do: aumen­to degli sti­pen­di e incen­ti­vi eco­no­mi­ci, miglio­ra­men­to del­le con­di­zio­ni di lavo­ro, mag­gio­re inve­sti­men­to nel­la for­ma­zio­ne uni­ver­si­ta­ria, valo­riz­za­zio­ne del­le com­pe­ten­ze avan­za­te e pia­ni­fi­ca­zio­ne del fab­bi­so­gno sani­ta­rio a livel­lo nazio­na­le. Solo attra­ver­so una rifor­ma com­ples­si­va, infat­ti, sarà pos­si­bi­le ren­de­re la pro­fes­sio­ne dell’ infer­mie­re più attrat­ti­va e garan­ti­re la soste­ni­bi­li­tà del siste­ma sani­ta­rio”.

Così, in una nota stam­pa, Car­me­la Tiso, por­ta­vo­ce nazio­na­le di Acca­de­mia Ini­zia­ti­va Comu­ne e pre­si­den­te del­la asso­cia­zio­ne Ban­die­ra Bian­ca.

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